pratica irregolare del fuoristrada in Oltrepò: le associazioni unite spingono la Comunità montana a farsi carico del problema

Insistono compatte nella loro azione le quindici realtà associative che hanno a cuore l’ambiente e il territorio oltrepadano e che lo scorso settembre a Valverde hanno promosso una iniziativa per contrastare la persistente e diffusa frequentazione del territorio dell’Oltrepò montano da parte di mezzi fuoristrada a motore in spregio alle regole e ai divieti.

Venerdì 15 novembre a Varzi si è finalmente realizzato l’incontro con la giunta della Comunità montana che le associazioni avevano insistentemente richiesto (i nomi delle associazioni in calce al documento).

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Fuoristrada in Oltrepò: appello delle associazioni alla comunità montana

immagini tratte da youtube

RISPETTARE I DIVIETI, DISCUTERE DEI PERCORSI DEDICATI PREVISTI DALLE NORME

Il fuoristrada a motore praticato senza rispetto per le regole, un fenomeno particolarmente diffuso in Oltrepò, costituisce un problema non secondario e come tale è percepito.
La sera dello scorso 6 settembre si è svolta a Valverde una partecipata e vivace assemblea promossa da numerose associazioni, impegnate in un percorso comune (partito con l’annuncio della scelta calata dall’alto di organizzare in Oltrepò e in val Curone l’ISDE 2020), e convinte delle potenzialità anche economiche di un modello di frequentazione e gestione del territorio rispetto al quale la “filosofia” del fuoristrada a motore è antitetica.
Dalla serata è nato un appello inviato dalle associazioni alla comunità montana (qui il testo) per chiedere il rispetto dei divieti, e per sollecitare l’avvio di una discussione aperta e partecipata sulla possibilità di creare dei percorsi dedicati nei modi e con le garanzie previsti dalle norme vigenti.
L’appello è stato spedito venerdì 20 settembre, ad oggi è rimasto senza riscontro, come conferma in questa intervista a Telepavia Patrizio Dolcini di Legambiente Lombardia

ISDE, le associazioni hanno richiesto un chiarimento a Regione Lombardia e a Regione Piemonte

due scorci del paddock della gara di enduro del 2 giugno a Varzi

“Da un lato l’ISDE è definita come una manifestazione fuoristrada che deve avere una durata di sei giorni, e d’altro lato essa è stata assegnata all’Italia sull’assunto che la competizione si disputi in due regioni limitrofe che non contemplano la possibilità di autorizzare lo svolgimento di una manifestazione fuoristrada di tale durata.” Una serie di associazioni, tra le qual il nostro comitato, con una lettera alla Regione Lombardia e alla Regione Piemonte chiedono di fare chiarezza.

Le scelte politiche e la “Sei giorni” mondiale: un appello ai candidati alle elezioni amministrative

amministrativeIn occasione delle elezioni amministrative del 26 maggio 2019 in valle Staffora e in val Curone, con un appello le associazioni chiedono ai candidati di pronunciarsi pubblicamente sul progetto dell’ISDE 2020, e di impegnarsi ad essere trasparenti – rigorosi – coerenti nell’esaminare le proposte degli organizzatori.

“No moto, sì moto” – ISDE, le associazioni scrivono agli enti locali

logo campagna

Due vocaboli – stessa grafia, ma significato diverso – per sintetizzare articolate considerazioni e puntuali richieste, poste alla base della campagna di informazione e di stimolo nei confronti degli amministratori pubblici presentata il 15 marzo presso il centro polifunzionale di Valverde e promossa da diverse realtà ambientaliste e culturali (qui elencate in calce).
Valverde è inclusa in un parco locale di interesse sovracomunale (P.L.I.S. del Castello di Verde), attorno al quale sono sorte diverse iniziative che nel concreto dimostrano come, con scelte amministrative coerenti e con impegno caparbio, si possano promuovere con successo attività economiche rispettose dell’ambiente, quali agricoltura, allevamento e silvicoltura sostenibili, escursionismo naturalistico, didattica ed educazione ambientale, valorizzazione dei prodotti gastronomici biologici e a chilometro zero ed altro ancora.

Parliamo però della campagna.
Da un lato: l’ISDE, la “Sei giorni” di enduro motociclistico, che dovrebbe svolgersi in valle Staffora e in val Curone a fine agosto 2020: un “grande evento” di cui è stata data notizia solo ad assegnazione avvenuta, senza che la candidatura fosse stata condivisa con i cittadini del territorio interessato.
Dall’altro lato, le amministrazioni pubbliche: la Comunità montana Oltrepò, i sindaci (20 dell’alto Oltrepò, 12 della val Curone), due regioni (Piemonte e Lombardia) e due province (Alessandria e Pavia), che hanno il compito di stabilire se e entro quali limiti il territorio possa ospitare l’evento e che, nell’assolvere a tale compito, debbono tenere presenti le scelte che hanno già compiuto.
Il 4 marzo scorso gli organizzatori dell’ISDE hanno affermato di aver ricevuto l’appoggio e il parere favorevole degli amministratori.

In nome della trasparenza, prima e necessaria garanzia per i cittadini, i promotori della campagna hanno chiesto di conoscere se e un quali termini ciò sia avvenuto. La formale richiesta è contenuta in una lettera aperta recapitata via PEC il 12 marzo a ciascun ente.  Si confida anche nei mezzi di informazione locale per avere risposte chiare dagli amministratori..

Circa la promozione del territorio, “dalla forte tradizione enduristica” secondo gli organizzatori, una volta constatato che quella del fuoristrada a motore è una delle pratiche che hanno maggiore impatto sul territorio stesso, gli autori della lettera aperta ricordano che le amministrazioni locali da tempo hanno invece scelto, con positivi esiti anche economici, di convogliare i propri sforzi sulla promozione di attività rispettose dell’ambiente.

Programmi come “Oltrepò (bio)diverso”, il progetto d’area SNAI, sempre in Oltrepò, la “Via dei Campioni” in val Curone, sono accomunati da un forte impegno progettuale e finanziario per allestire percorsi di escursionismo naturalistico, in gran parte già realizzati, da percorrere a piedi, in mountain bike, a cavallo.

I promotori della campagna chiedono perciò agli amministratori coerenza rispetto a quanto hanno programmato e realizzato.

Si consideri infatti che i concorrenti dell’ISDE – diverse centinaia – dovrebbero ogni giorno cimentarsi su percorsi fuoristrada di oltre 200 km, con evidenti effetti negativi sul fondo dei tracciati e sull’ambiente e promuovendo l’immagine di un territorio “vocato” ad una pratica vietata.

Anche in Piemonte e Lombardia, come in Germania, in Francia, in Svizzera, in Spagna, non è infatti consentito il transito fuoristrada di mezzi a motore per scopo ludico. I comuni possono individuare appositi percorsi destinati a tale pratica, ma in Italia ben pochi enti lo hanno fatto.

Esistono invece specifiche regole per consentire l’organizzazione di competizioni fuoristrada. Uno degli scopi della campagna è di attivarsi da subito per ottenere dagli enti interessati il rigoroso rispetto di tali regole sia per l’ISDE 2020 sia per le altre manifestazioni già programmate (per il 2019, nel solo Oltrepò sono a calendario sette competizioni, la prima il 14 aprile a Rivanazzano).

Valverde, 15 marzo 2019

Legambiente Lombardia – Legambiente Voghera Oltrepò – Comitato per il territorio delle Quattro Province – Club Alpino Italiano Tutela Ambiente Montano – Commissione Interregionale Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta – “IOLAS – Associazione pavese per lo Studio e la Conservazione delle Farfalle” – ANPI sezione di Zavattarello – associazione “Chi Cerca Crea” – associazione “Oltre le Strette” – associazione “Progetto Ambiente”

 

ISDE 2020 nell’Oltrepò montano e in alta val Curone: un documento e tre richieste

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effetto emulazione: moto enduro nella ZPS Ebro Chiappo (foto tratta da arborea ars.blogspot)

A dicembre 2018 abbiamo appreso dalla Gazzetta dello Sport che l’organizzazione per il 2020 della Sei Giorni Internazionale di Enduro (in inglese abbreviata in ISDE) è stata assegnata al moto club Alfieri di Asti, il cui presidente ha dichiarato che la gara si svolgerà tra fine agosto e inizio settembre 2020, nelle zone dell’Oltrepò Pavese e dell’Alessandrino. Abbiamo diffuso in forma di lettera aperta un documento  che contiene riferimenti alla struttura finanziaria – bilanci previsionali e consuntivi, ricadute economiche – di questo “grande evento” (desunti da uno studio sull’ISDE 2017 svoltosi in Francia), una ricostruzione del quadro normativo che in Lombardia e in Piemonte regola la concessione di autorizzazioni per gare fuoristrada, una riflessione sul tipo di “promozione” del territorio collegata all’ISDE che appare in stridente contrasto con la ben diversa concezione di sviluppo locale attuata con ingenti investimenti pubblici mediante specifici piani e interventi già in corso, un richiamo agli impatti sull’ambiente portati da una manifestazione inedita nei nostri luoghi per durata, percorrenze e numero di partecipanti. Il testo si conclude con alcune precise richieste. Alle amministrazioni locali in carica chiediamo che 1) forniscano informazioni ai cittadini 2) garantiscano il puntuale rispetto di tutte le norme in vigore 3) operino con chiarezza e trasparenza una scelta coerente con i valori naturalistici, ambientali, storici e paesaggistici del territorio interessato conformemente alle deliberazioni con cui hanno approvato le linee guida dei sopra ricordati progetti di sviluppo. Alle liste che concorreranno nella nostra zona alle prossime elezioni amministrative di primavera 2019 chiediamo che vi prendano prese di posizione sul tema.