Natura d’appennino

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La Regione Piemonte: per il progetto di strade forestali a Cosola è necessaria la verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale

La scorsa settimana abbiamo ricevuto due lettere riferite al progetto di realizzazione di piste e strade in ambito forestale in comune di Cabella Ligure e (per brevi tratti) anche in comune di Carrega Ligure, un tema su cui insistiamo da tempo. Continua a leggere “La Regione Piemonte: per il progetto di strade forestali a Cosola è necessaria la verifica di assoggettabilità a valutazione ambientale”

la ZPS “Ebro – Chiappo” ha finalmente un gestore

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Con una nostra lettera del 9 novembre 2016, inviata alla Regione Piemonte e per conoscenza al Ministero dell’Ambiente e all’Ente di gestione delle Aree protette dell’Appennino Piemontese, segnalavamo le criticità della Zona di Protezione Speciale IT1180025 “Dorsale Monte Ebro – Monte Chiappo”, situata in alta val Borbera (comuni di Cabella Ligure e Fabbrica Curone, entrambi in provincia di Alessandria).

Apprendiamo ora con soddisfazione che, con delibera del 16 maggio 2019, la Regione Piemonte ha delegato all’Ente di gestione delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese la gestione del suddetto sito Rete Natura 2000 (insieme ai siti IT1180009 “Strette della Val Borbera”, IT1180010 “Langhe di Spigno Monferrato”, IT1180017 “Bacino del Rio Miseria”, IT1180030 “Calanchi di Rigoroso Sottovalle e Carrosio”). Continua a leggere “la ZPS “Ebro – Chiappo” ha finalmente un gestore”

interventi forestali in alta val Borbera: risposte che preoccupano

delimitazione (poligono azzurro) del “corridoio ecologico” che comprende la val Gallina

A maggio avevamo inviato una richiesta di informazioni . Di seguito il resoconto delle risposte pervenute al Comitato da parte di Regione Piemonte e comune di Cabella Ligure e le nostre valutazioni, che possiamo così sintetizzare:

Le nostre preoccupazioni si sono rafforzate a fronte di un progetto di viabilità che, a quanto si desume dalla planimetria che la Regione ci ha consentito di esaminare, include piste e strade camionabili e trattorali, piazzole, svincoli e anche teleferiche, il tutto in un contesto di elevata naturalità e biodiversità sancito dall’istituzione del suddetto Corridoio ecologico e dalla vicinanza di due siti Natura 2000.

Il 10/06/2019 abbiamo perciò spedito al comune e alla Regione una nuova richiesta di accesso agli atti, per poter conoscere se tra la documentazione agli atti sia presente e sia visionabile la “valutazione di incidenza” per il progetto di viabilità forestale.

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SIC Marcarolo, 5 associazioni in difesa delle misure di salvaguardia

La notizia del ricorso al TAR depositato dalla SEVA Srl, promotrice del progetto di eolico industriale sul monte Poggio contro le misure di salvaguardia del sito SIC Marcarolo è apparsa sul sito di informazione locale giornale7.

Letto il ricorso, insieme ad altre quattro associazioni associazioni – WWF Piemonte, LIPU, Mountain Wilderness, commissione TAM del CAI sezione Novi Ligure – abbiamo chiesto alla Regione Piemonte di mantenere e difendere le misure di conservazione del SIC (sito di interesse comunitario) “Capanne di Marcarolo”, approvate dalla giunta regionale lo scorso mese di marzo e recentemente impugnate davanti al TAR Piemonte dalla SEVA Srl.
Nel 2012 la SEVA Srl ha chiesto l’autorizzazione, tuttora in corso di esame, per poter realizzare un impianto eolico industriale in comune di Fraconalto, sul monte Poggio, ai confini del SIC. Una norma nazionale vieta da ormai dieci anni di realizzare impianti eolici di grande taglia nei siti di interesse comunitario: nel suo ricorso la SEVA Srl contesta le “misure” regionali che hanno esteso tale divieto ad un’area di 1 Km a ridosso dei confini del sito delle Capanne di Marcarolo.

Con una lettera aperta inviata all’assessore Valmaggia e, per conoscenza, ai consiglieri regionali espressi dall’alessandrino, alla presidente della provincia, al sindaco di Fraconalto e al presidente dell’ente gestione delle aree protette dell’appennino piemontese, le associazioni segnalano la necessità di far valere le ragioni che hanno portato all’adozione delle misure contestate (il sito costituisce il più importante corridoio regionale di migrazione primaverile dell’avifauna, i rischi che la presenza delle pale comporta per i volatili sono noti, e altrettanto acclarato è il fatto che le interferenze negative si producono in un’ampia zona intorno alle macchine) e affermano che l’annullamento delle misure sarebbe un fatto molto grave.
Le associazioni ricordano che si tratta di misure studiate da soggetti competenti, adottate sulla base di precisi dati scientifici. Oltre ai rischi per l’avifauna, secondo le associazioni, le opere necessarie alla realizzazione del progetto SEVA, i cui impatti si sommerebbero a quelli derivanti dalla realizzazione del Terzo valico dei Giovi e del metanodotto Gavi – Pietralavezzara, avrebbero come conseguenza una ulteriore pesante compromissione dell’integrità di un’area di elevato pregio ambientale e paesaggistico, vocata ad una fruizione turistico-naturalistica per la quale l’impegno della Regione è stato duraturo e puntuale.  La lettera si conclude evidenziando che, al di là del caso di evidente incompatibilità con i siti delle rete europea Natura 2000 come il SIC delle Capanne di Marcarolo, i progetti di impiantistica eolica di grandi dimensioni si sono sempre mostrati inadeguati alle caratteristiche geomorfologiche, naturalistiche e paesaggistiche del nostro territorio appenninico. Ne sono riprova gli esiti, tutti negativi, delle procedure di esame di compatibilità ambientale, paesaggistica e progettuale cui sono stati sottoposti diversi analoghi progetti, in specie quello riferito al monte Porale (che avrebbe dovuto situarsi a pochi km dal monte Poggio) e quelli concernenti le vicine valli Borbera e Curone.

Parco in Alta Val Borbera, Carrega ci crede

Di seguito, la trascrizione dell’articolo di Irene Navaro su Il Secolo XIX.

Il primo passo è fatto, e non era del tutto scontato: l’approvazione all’unanimità da parte del consiglio comunale di Carrega Ligure della proposta di istituire un’area protetta denominata “parco naturale Alta val Borbera”. La richiesta è ora sul tavolo della Regione Piemonte che dovrà valutare il progetto fortemente voluto dal sindaco Marco Guerrini e da tutti gli abitanti del piccolo centro della valle.
«Il Parco naturale dell’Alta Val Borbera si estenderebbe per 3.435 ettari e l’Area Contigua di Carrega Ligure per 2.095 ettari. In sintesi l’intera superficie comunale sarebbe interessata dal progetto», spiega il sindaco.
È da molti anni che la Val Borbera aspira ad istituire un’area protetta ma nessuno era mai arrivato a formalizzare la richiesta. Il parco, qualora
nascesse, entrerebbe a fare parte di una più vasta area denominata Rete Natura 2000 che comprende anche il Parco naturale delle Capanne di Marcarolo e la Riserva. Nel territorio ligure confinerebbe in pratica con il parco naturale dell’Antola. La proposta è stata discussa e condivisa con gli abitanti del Comune ed anche con i cacciatori, i quali avrebbero maggiori limitazioni nell’esercizio della caccia, ma non tali da precluderla. Sarà infatti istituita una “zona cuscinetto”. Il sindaco lavora a questoprogetto da circa due anni e la condivisione con il territorio (ogni frazione ha un suo Consorzio) è stata fondamentale: «L’aspetto per noi tutti credo più emozionante è stato sentire un cacciatore residente chiudere l’ultima riunione con queste parole: ”Ci hanno fatto i complimenti, perché abbiamo fatto un buon lavoro”», racconta Guerrini. Sindaco e presidenti dei cconsorzi hanno già avviato un dialogo con i tecnici del settore Aree protette della Regione: «Abbiamo cominciato insieme a lavorare per il territorio grazie all’individuazione di bandi comunitari sul Piano di Sviluppo Rurale ai quali abbiamo partecipato grazie alla regia dell’ente. L’istituzione del Parco naturale Alta Val Borbera fa parte della nostra idea di futuro per il Comune e, quando dico nostra, mi riferisco a chi vive sul territorio mantenendolo vivo».