Un pensiero per Franco Cattaneo

Franco Cattaneo ci ha lasciato pochi giorni fa. Amava sinceramente la nostra montagne, è stato uno degli artefici del Rifugio Orsi e in tanti anni ha dato un grande contributo a far sì che diventasse una realtà in cui accoglienza, amicizia, rispetto per l’ambiente e educazione naturalistica sono una pratica tangibile e non concetti astratti. Riproponiamo una intervista da noi realizzata con mezzi artigianali nel luglio 2011, durante una camminata sui crinali che il nostro Comitato organizzò per testimoniare i motivi che giustificavano l’opposizione ai progetti di sfruttamento industriale dei crinali. Trovammo al Rifugio Orsi conferma di quella solidarietà e di quell’appoggio che già anche il CAI Tortona, e Cattaneo, ci avevano mostrato fin dall’inizio del nostro impegno.

L’energia eolica nella proposta di PEAR Piemonte: il parere della giunta

La proposta di Piano Energetico Ambientale Regionale (PEAR), di cui abbiamo già trattato nel 2015

individua quattro “ambiti strategici” per lo “sfruttamento del vento a fini energetici in impianti di taglia industriale”. Tra di essi, “l’area apicale delle valli Curone e Borbera nell’Appennino alessandrino ai confini con le province di Pavia, Piacenza e Genova”. Il 2 aprile abbiamo depositato nuove osservazioni per contestare radicalmente l’impostazione della proposta di PEAR.

DOCUMENTO OSSERVAZIONI

Pochi giorni fa è stata pubblicata la delibera con cui la giunta regionale ha espresso il proprio parere, una volta esaminate le osservazioni pervenute all’ente. Allegata alla delibera una relazione istruttoria di 48 pagine. Il tutto è consultabile al link

http://www.regione.piemonte.it/governo/bollettino/abbonati/2018/34/attach/dgr_07254_1050_20072018.pdf
 
Nella parte dedicata all’eolico la relazione di fatto ci ha dato  ragione su alcuni aspetti importanti. A pagina 15, citando due punti della proposta di PEAR – la richiesta di rimuovere i “vincoli normativi” che impediscono di realizzare l’eolico industriale in aree potenzialmente interessanti e la proposta di attribuire una “corsia preferenziale” nelle procedure valutative “per superare i veti incrociati” – la relazione dichiara che l’una e l’altra richiesta “non appaiono adeguate per orientare le strategie di compatibilità degli impianti eolici con il territorio”. Anche se espressa con il linguaggio burocratico, è comunque una bocciatura senza equivoci: i vincoli hanno ragione di essere e sono anche fondati su diverse norme nazionali, e le procedure debbono consentire di valutare tutti i contrapposti interessi, senza scorciatoie.
Allo stesso tema, l’energia da fonte eolica, sono poi dedicate ben 12 pagine della relazione, da pagina 19 a pagina 31. Importante è il passo (pagine 20 e 21) in cui si legge: “i programmi attuativi del PEAR dovranno valutare la coerenza delle singole azioni in riferimento ai contenuti del Ppr [Piano Paesaggistico Regionale – NDR] nel loro complesso … Prioritariamente, occorrerà individuare soluzioni localizzative … idonee a salvaguardare l’interesse paesaggistico, ponderando e bilanciando tutti gli interessi pubblici coinvolti anche favorendo la concentrazione di parchi eolici in alcune aree più vocate e l’ammodernamento e efficientamento degli impianti esistenti, in coerenza con quanto previsto dalla Strategia energetica nazionale 2017. A titolo collaborativo si fornisce una sintetica rappresentazione dei quattro ambiti strategici per lo sviluppo della generazione eolica in Piemonte, incrociati con le aree di notevole interesse pubblico confermate dal Ppr. Come sopra già anticipato, questi elementi potranno essere utilizzati per la definizione dei programmi di azione e per la successiva fase autorizzativa degli interventi.”.
La rappresentazione del comprensorio montano di cui ci occupiamo si trova a pagina 27. Nella mappa sono colorate in marrone le “aree di sviluppo della fonte eolica” e in verde le “aree di notevole interesse” (quelle tutelate dai decreti Galasso di metà anni 80).
Dalla mappa risulta evidente che le “aree di sviluppo”, colorate in marrone, nei nostri crinali montani sono pressochè tutte comprese anche tra le “aree di notevole interesse” del Ppr. In base al Ppr, per la realizzazione di impianti eolici si deve fare eccezione al divieto di edificare in un intorno di 50 metri dai crinali montani, ma a patto che quella superficie non ricade in “aree di notevole interesse”. Diversamente, il divieto resta efficace. Che senso avrebbe quindi mantenere i crinali più alti del nostro comprensorio tra le “aree di sviluppo della fonte eolica” ? Tutto rimandato ai futuri “programmi di azione” che accompagneranno il PEAR in sede di definitiva approvazione, ma delle conclusioni della relazione si dovrà tenere conto. 

Con il Galassino le porte restano chiuse

A ferragosto La Stampa ha pubblicato un articolo in merito al PPR e alle nostre osservazioni tese a rendere piu’ forti le tutele paesaggistiche per la zona montana, titolando con evidenza sulla possibilita’ che si riapprano le porte all’eolico industriale sui nostri monti, a seguito delle modifiche al vincolo di inedificabilita’ sui crinali.

Non e’ cosi’, in realta’, perche’ il PPR mantiene il divieto per tutte le zone montane dichiarate di notevole interesse pubblico con una serie di decreti del 1985, i cosiddetti Galassini. E il PPR conferma che i nostri crinali piu’ alti sono praticamente tutti inclusi in un Galassino. Qui il link alla scheda con relativa mappa.

Quattro anni dopo

Il 23 ottobre il Tar Piemonte ha archiviato il ricorso presentato da Equipe Giarolo Energia Srl contro la mancata autorizzazione all’impianto eolico che la societa’ intendeva realizzare sui nostri monti. La Stampa (articolo del 30 ottobre del giornalista Giampiero Carbone, cui va il merito di aver scovato la notizia) sottolinea che e’ uscito definitivamente di scena l’ultimo tra i grandi progetti (cinque, ricordiamo) riferiti ai crinali tra Staffora, Curone e Borbera, presentati a partire dall’autunno 2010, progetti tutti o respinti da chi doveva autorizzarli o ritirati da chi li aveva proposti. Il link all’articolo

http://www.lastampa.it/2014/11/01/edizioni/alessandria/addio-ai-progetti-di-pale-eoliche-lungo-i-crinali-dellappennino-tra-val-borbera-e-val-curone-c9iKfeqcRnhmofi86ZXmzL/pagina.html

Qui una nostra tabella, preparata mesi fa, con il dettaglio dei vari progetti (prima dell’archiviazione, perciò abbiamo evidenziato in giallo la parte che ora è superata).

Il presidente della Puglia e gli incentivi alle rinnovabili

Con un’intervista rilasciata alla Gazzetta del Mezzogiorno, che e’ possibile  leggere a questo linkil presidente della Regione Puglia giunge (tardivamente) a riflessioni simili a quelle che in questi anni ci hanno spinto ad opporci a progetti scriteriati nei nostri territori. Forse e’ il caso di condividere almeno una conclusione di un duro commento critico rispetto al rapporto tra Vendola e l’ambientalismo, ossia: “mai delegare l’attuazione dei propri sogni”.

Tra Val di Taro e Lunigiana

Dal sito videotaro.it, resoconti sul progetto di realizzare un impianto eolico sul passo Santa Donna, comune di Borgo val di Taro, e dalla Gazzetta di Parma la vicenda del parco Vento di Zeri, in Lunigiana, e in particolare il trasporto effettuato sul versante emiliano, comune di Albareto, bloccato dalla magistratura. In val Nure, e’ ancora in corso di esame il progetto relativo al monte Aserei, ma sono tantissime le criticita’ emerse, in particolare proprio sulla produttivita’ del sito.