
Sul sito del ministero dell’ambiente (MASE) è comparso l’ordine del giorno della prossima seduta plenaria (fissata per giovedì 9 luglio) della Commissione tecnica PNRR – PNIEC, istituita nel 2022 per compiere le valutazioni ambientali sia dei progetti del PNRR, sia dei progetti finanziati con il Piano nazionale integrato per l’energia e il clima (PNIEC), compresi i progetti di nuovi impianti per la produzione di energia rinnovabile. Nell’ordine del giorno si legge che la Commissione esaminerà gli atti istruttori di diversi progetti, tra i quali figura, al punto 2.9, il “Progetto di realizzazione di un nuovo parco eolico composto da 20 aerogeneratori denominato Monte Giarolo e relative opere connesse, della potenza massima complessiva di 124 MW, sito nei Comuni di Albera Ligure, Cabella Ligure, Fabbrica Curone e Santa Margherita di Staffora. Proponente: 15 PIU’ ENERGIA S.r.l. Referente Regione Emilia-Romagna. Referente Regione Lombardia)”.
Il contesto giuridico. Si tratta di una procedura di valutazione di impatto ambientale (VIA) di competenza statale, svolta all’interno della complessiva istruttoria finalizzata al rilascio (o al diniego) di un provvedimento unico in materia ambientale (PUA). Il giudizio sulla VIA compete al MASE. Per decidere circa il provvedimento da adottare (giudizio positivo con eventuali prescrizioni o giudizio negativo), il MASE ha bisogno di un supporto tecnico scientifico. A questo scopo è previsto che acquisisca il parere della Commissione tecnica PNRR–PNIEC. Il MASE, nel contempo, deve anche acquisire il parere del Ministero della cultura, il MIC. Se i due pareri sono concordi, il procedimento di VIA si conclude con un decreto del MASE emesso “di concerto” con il MIC. In caso di mancato concerto, a decidere è il Consiglio dei Ministri. Una volta formatosi il provvedimento relativo alla VIA, prosegue l’iter del PUA (nel caso nel “monte Giarolo”, questo iter è iniziato con una conferenza dei servizi tenutasi il 3 dicembre 2024, con la partecipazione on line di tutti gli enti locali interessati, regioni, province, comuni, unioni e comunità montane, e subito sospesa in attesa nel provvedimento di VIA).
La sostanza. È intuibile che il parere della Commissione tecnica PNRR – PNIEC sarà fondamentale per orientare l’esito del provvedimento di VIA, e di conseguenza anche l’esito della procedura di PUA. Il parere è un atto interno al ministero, nell’immediato non è soggetto a pubblicità (breve inciso: ai lavori della Commissione, se lo richiedono, possono partecipare i referenti delle regioni interessate. Durante un confronto in assemblea pubblica avevamo espressamente chiesto ad alcuni assessori che la regione Piemonte esercitasse questa facoltà ma apprendiamo ora che, ai lavori relativi al progetto “monte Giarolo” parteciperanno solo i referenti di regione Emilia-Romagna e di regione Lombardia). Sarà possibile leggere il parere della Commissione solo quando esso sarà allegato al provvedimento di VIA firmato dal competente funzionario del MASE di concerto con il MIC. Per farsi un’idea di come funziona il tutto, è utile ad esempio leggersi il parere reso dalla commissione in allegato ad un recente provvedimento , quello che ha concluso con esito “negativo” la VIA relativa all’impianto eolico industriale “152 Brindisi” . La tempistica è eloquente: parere della Commissione sul progetto “152 Brindisi” espresso il 07/02/2026, parere del MIC espresso il 26/05/2026, decreto del MASE firmato il 01/07/2026. Quindi, anche per il “nostro” progetto, i tempi non saranno brevi (tenendo conto dell’ulteriore “coda” che si aggiungerà per chiudere anche la proceduta di PUA).
La Commissione preliminarmente evidenzia come “il lavoro istruttorio e il conseguente parere VIA siano volti esclusivamente ad accertare la compatibilità ambientale del progetto in relazione al sito di localizzazione. Ciò si compie non in riferimento alle normative o alle pianificazioni urbanistiche e territoriali, bensì esaminando il progetto e la caratterizzazione del sito di impianto dal punto di vista delle specifiche caratteristiche ambientali, legate allo stato attuale delle varie matrici ambientali coinvolte e ai potenziali impatti derivanti dalla realizzazione dell’opera.”. Ma, nel caso del progetto “monte Giarolo” , la mole e la qualità dei pareri e delle osservazioni riferite a questi specifici aspetti, e, in particolare, gli inequivocabili giudizi negativi espressi circa l’incidenza del progetto rispetto ai siti “Natura 2000”, dovrebbero portare la Commissione ad esprimera a sua volta un parere negativo. Le severe censure espresse dagli organi periferici del MIC lasciano poi prevedere che nello stesso senso sarà formulato anche il parere di questo dicastero.
Questo è quanto. Speriamo in bene.

















