interventi forestali in alta val Borbera: risposte che preoccupano

delimitazione (poligono azzurro) del “corridoio ecologico” che comprende la val Gallina

A maggio avevamo inviato una richiesta di informazioni . Di seguito il resoconto delle risposte pervenute al Comitato da parte di Regione Piemonte e comune di Cabella Ligure e le nostre valutazioni, che possiamo così sintetizzare:

Le nostre preoccupazioni si sono rafforzate a fronte di un progetto di viabilità che, a quanto si desume dalla planimetria che la Regione ci ha consentito di esaminare, include piste e strade camionabili e trattorali, piazzole, svincoli e anche teleferiche, il tutto in un contesto di elevata naturalità e biodiversità sancito dall’istituzione del suddetto Corridoio ecologico e dalla vicinanza di due siti Natura 2000.

Il 10/06/2019 abbiamo perciò spedito al comune e alla Regione una nuova richiesta di accesso agli atti, per poter conoscere se tra la documentazione agli atti sia presente e sia visionabile la “valutazione di incidenza” per il progetto di viabilità forestale.

L’ANTEFATTO

Nel 2016 avevamo espresso pubblicamente la nostra preoccupazione dopo aver scoperto che, presso Cosola, nella località val Gallina, 66 ettari di bosco ceduo invecchiato, tutti in appezzamenti contigui tra di loro, già di proprietà della Comunità montana Terre del Giarolo, erano stati messi all’asta dall’ente montano (in liquidazione) e venduti a due privati per 24.000 euro. Scrivevamo: “La vocazione di un ente pubblico dovrebbe essere quella di gestire al meglio il patrimonio della comunità che rappresenta, specie il patrimonio boschivo che è un ambiente naturale ma anche affettivo e simbolico per quella stessa comunità. Constatiamo invece che si procede ad alienarlo per compensare una situazione economica deficitaria, frutto non solo dei tagli del governo centrale, ma anche di precedenti errori nella scelta e nella realizzazione dei progetti di sviluppo locale.”.

Un anno dopo, nel 2017, avevamo segnalato all’opinione pubblica che la proprietà dei boschi era passata alla società agricola Il nocciolo Srl, con sede in Alessandria, controllata da un importante gruppo milanese, la Carbotermo Spa (curiosita’: e’ stata uno degli sponsor dell’Alessandria Calcio nella stagione 2018-2019), con varie attività nel settore sia dei carburanti fossili sia delle biomasse, compresa la commercializzazione di pellet. Era emerso che la società aveva acquistato, nella stessa zona, altri ettari di pascolo e di bosco sia dall’Istituto Diocesano Sostentamento Clero sia da privati, per un totale di 121 ettari. Il nostro commento era stato: “cedendo ad aziende esterne al territorio aree forestali così vaste e di pregio ambientale riconosciuto, per quei siti si è vanificata la possibilità di creare una corretta filiera di gestione del bosco, con le conseguenti ricadute economiche positive sul territorio. Inoltre, la situazione verificatasi non offre garanzie di una corretta conservazione e valorizzazione delle risorse ambientali e paesaggistiche, nella prospettiva anche di una fruizione turistico-naturalistica, all’interno di un territorio che a tale finalità è particolarmente vocato.”.

LE NOVITA’
A seguito di una nostra richiesta di accesso agli atti indirizzata al comune di Cabella Ligure ed alla Regione Piemonte, lo scorso 04/06/2019 sono pervenute al Comitato due lettera di risposta. Dagli enti che abbiamo interpellato abbiamo così appreso che:

a) è già stato autorizzato un intervento di taglio che interessa circa 6 ettari;

b) è stato presentato un progetto per realizzare viabilità forestale nel comprensorio della val Gallina e in gran parte dei versanti dei Monti Legnà, Cavalmurone e Porreio (situati, lo ricordiamo, in adiacenza alla ZSC Antola Carmo Legnà e incuneati tra i due Siti Natura 2000, quello appunto Antola Carmo Legnà, la ZSC IT1180011, e Ebro-Chiappo, la ZPS IT1180025): trattandosi di una zona che è sottoposta sia a vincolo idrogeologico che a vincolo paesaggistico, per il progetto sono necessarie, e sono state richieste, tanto una autorizzazione idrogeologica e forestale (il cui rilascio compete alla Regione, la quale ci informa che è stata concessa il 03/06/2019), quanto una autorizzazione paesaggistica (il cui rilascio compete al comune di Cabella Ligure), il cui iter sarebbe ancora pendente;

c) “la viabilità forestale di cui al punto precedente è oggetto di richiesta di finanziamento a valere sul PSR 2014-2020, Operazione 4.3.4 Infrastrutture per l’accesso e la gestione delle risorse forestale e pastorali”, così letteralmente ci ha scritto la Regione. Dalla consultazione del Bollettino Regionale del 16/05/2019 abbiamo allora appreso che, per realizzare detta viabilità forestale, la società Il nocciolo ha stipulato un contratto di rete con Carbotermo Spa e con Ildegarda, e che, in questa forma associata, il progetto è risultato primo nella graduatoria del bando, con la possibilità quindi di ottenere un finanziamento in conto capitale per 400 mila euro.

Nella nostra richiesta di accesso agli atti avevamo segnalato che l’area della val Gallina, al pari dell’intera area dei versanti dei monti Legnà, Cavalmurone e Porreio, è stata inclusa nel Piano di gestione del sito Natura 2000 ZSC IT1180011, classificandola tecnicamente come “Corridoio ecologico”, con la specifica secondo cui la pianificazione forestale interessante il “Corridoio ecologico” deve intendersi sottoposta a Procedura per la Valutazione di incidenza (cfr. il testo del “Piano di gestione della ZSC IT1180011 Massiccio dell’Antola, M. Carmo, M. Legnà” approvato con D.G.R. 01/12/2017, n. 57-6056). Il 10/06/2019 abbiamo perciò spedito al comune e alla Regione una nuova richiesta di accesso agli atti, per poter conoscere se tra la documentazione agli atti sia presente e sia visionabile la “valutazione di incidenza” per il progetto di viabilità forestale.

UN BREVE COMMENTO

Scrivevamo nel 2017: “Temiamo che le scelte degli operatori circa i luoghi e le quantità dei tagli siano prevalentemente orientate dal mercato speculativo della legna da ardere, del cippato o del pellet.” e aggiungevamo ” l’esbosco ha dato origine a problemi non da poco come evidenziato in anni recenti nei boschi di Piuzzo”.
Le nostre preoccupazioni si sono rafforzate a fronte di un progetto di viabilità che, a quanto si desume dalla planimetria che la Regione ci ha consentito di esaminare, include piste e strade camionabili e trattorali, piazzole, svincoli e anche teleferiche, il tutto in un contesto di elevata naturalità e biodiversità sancito dall’istituzione del suddetto Corridoio ecologico e dalla vicinanza di due siti Natura 2000. Insieme alla preoccupazione, si rafforza la nostra richiesta di trasparenza, una richiesta che fin dal 2016 avevamo avanzato. A chi legge spetta di compiere le riflessioni del caso. Noi ci limitiamo a constatare che nessuno degli attori coinvolti, pubblici e privati, ha avvertito l’esigenza di informare la pubblica opinione, con l’effetto di alimentare una improduttiva e frustrante ridda di voci: atteggiamento legittimo, ma che ci permettiamo di non condividere. La nostra iniziativa vuole essere un contributo in senso opposto.

Un pensiero riguardo “interventi forestali in alta val Borbera: risposte che preoccupano

  1. Sono socio di Burchvif (di Borgolavezzaro, prov Novara) essendo impegnato nella protezione/conservazione della Natura, vi ringrazio per il vostro impegno e l’informazione.
    Tutti coloro attenti a salvaguardare aree tutelate e non, dovrebbero unirsi per avere la forza di contrastare gli speculatori.

    "Mi piace"

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