Ancora motoslitte nella ZSC “Dorsale Monte Ebro – Monte Chiappo”

immagine di repertorio da progettopenice.it

Le abbondanti nevicate di inizio dicembre, insieme alla scelta del governo di attenuare le misure di confinamento per il Covid 19, hanno determinato nella seconda domenica del mese un consistente afflusso di turisti verso il nostro appennino. Si è così riproposto in misura eclatante un fenomeno che le associazioni avevano già più volte segnalato negli scorsi anni: numerose motoslitte hanno scorrazzato all’interno della ZSC “Dorsale Monte Ebro Monte Chiappo”, un sito tutelato, ricompreso nella europea Rete Natura 2000, entro il quale le norme in tema di tutela ambientale vietano qualsiasi attività motoristica a scopo di divertimento. Le motoslitte salivano anche dal versante lombardo che si diparte da Pian del Poggio, un versante che è ricompreso tra gli “Ambiti di elevata naturalità”, nei quali le norme lombarde non consentono la circolazione a scopo ludico di mezzi motorizzati.

La circolazione delle motoslitte arreca danni significativi alla fauna selvatica, a tutela della quale il sito Natura 2000 è stato istituito. Ciò è evidente per l’avifauna: in questa stagione sulla dorsale Ebro Chiappo sono presenti numerose cesene e altri passeriformi di passo i quali, proprio per i rigori della stagione invernale, e soprattutto quando il suolo è coperto di neve, richiedono la massima quiete, condizione che non può certo essere soddisfatta con la presenza di mezzi a motore. Di quiete necessita anche un mammifero protetto, il lupo, pure presente nel sito (va rammentato che esso svolge una funzione fondamentale nel controllo naturale del numero delle popolazioni di ungulati, a maggior ragione in presenza di neve abbondante al suolo).

La presenza rumorosa e inquinante delle motoslitte, del resto, è fonte di disturbo anche per i numerosi frequentatori della montagna invernale che si approcciano ad essa in modo responsabile, con la pratica dello sci, delle ciaspolate e dell’escursionismo: non ci sembra accettabile che essi siano costretti a subire i fastidi creati da una minoranza di persone dedite a una pratica che si situa al di fuori e in contrasto con le norme che la collettività si è data. Anche per questo, per restituire agli appassionati di montagna invernale la possibilità di fruirne serenamente in un corretto rapporto con gli ambienti naturali tutelati, auspichiamo che al più presto le autorità preposte pongano in atto le opportune misure di informazione, deterrenza e vigilanza.

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