delimitazione (poligono azzurro) del “corridoio ecologico” che comprende la val Gallina
A maggio avevamo inviato una richiesta di informazioni . Di seguito il resoconto delle risposte pervenute al Comitato da parte di Regione Piemonte e comune di Cabella Ligure e le nostre valutazioni, che possiamo così sintetizzare:
“Le nostre preoccupazioni si sono rafforzate a fronte di un progetto di viabilità che, a quanto si desume dalla planimetria che la Regione ci ha consentito di esaminare, include piste e strade camionabili e trattorali, piazzole, svincoli e anche teleferiche, il tutto in un contesto di elevata naturalità e biodiversità sancito dall’istituzione del suddetto Corridoio ecologico e dalla vicinanza di due siti Natura 2000.
Il 10/06/2019 abbiamo perciò spedito al comune e alla Regione una nuova richiesta di accesso agli atti, per poter conoscere se tra la documentazione agli atti sia presente e sia visionabile la “valutazione di incidenza” per il progetto di viabilità forestale.”
due scorci del paddock della gara di enduro del 2 giugno a Varzi
“Da un lato l’ISDE è definita come una manifestazione fuoristrada che deve avere una durata di sei giorni, e d’altro lato essa è stata assegnata all’Italia sull’assunto che la competizione si disputi in due regioni limitrofe che non contemplano la possibilità di autorizzare lo svolgimento di una manifestazione fuoristrada di tale durata.” Una serie di associazioni, tra le qual il nostro comitato, con una lettera alla Regione Lombardia e alla Regione Piemonte chiedono di fare chiarezza.
In occasione delle elezioni amministrative del 26 maggio 2019 in valle Staffora e in val Curone, con un appello le associazioni chiedono ai candidati di pronunciarsi pubblicamente sul progetto dell’ISDE 2020, e di impegnarsi ad essere trasparenti – rigorosi – coerenti nell’esaminare le proposte degli organizzatori.
In Val Borbera, tra le antiche tradizioni di civiltà contadina, spiccava la “Fiera di primavera”, più che una semplice fiera, una vera e propria festa che ogni anno nel mese di aprile si svolgeva a Sisola, frazione del comune di Rocchetta. Tradizione che si era perduta per oltre trent’anni, fino a quando, nel 2005, un gruppo di abitanti l’ha rispolverata, definendola “Un tentativo per contribuire in qualche modo alla tutela e alla valorizzazione delle risorse di questo territorio, per il momento ancora incontaminato”. Da allora la festa è stata riproposta ogni anno, seguita, il 1 maggio, dalla passeggiata lungo “I sentieri della Natura e della Libertà”.
Due vocaboli – stessa grafia, ma significato diverso – per sintetizzare articolate considerazioni e puntuali richieste, poste alla base della campagna di informazione e di stimolo nei confronti degli amministratori pubblici presentata il 15 marzo presso il centro polifunzionale di Valverde e promossa da diverse realtà ambientaliste e culturali (qui elencate in calce).
Valverde è inclusa in un parco locale di interesse sovracomunale (P.L.I.S. del Castello di Verde), attorno al quale sono sorte diverse iniziative che nel concreto dimostrano come, con scelte amministrative coerenti e con impegno caparbio, si possano promuovere con successo attività economiche rispettose dell’ambiente, quali agricoltura, allevamento e silvicoltura sostenibili, escursionismo naturalistico, didattica ed educazione ambientale, valorizzazione dei prodotti gastronomici biologici e a chilometro zero ed altro ancora.
Parliamo però della campagna.
Da un lato: l’ISDE, la “Sei giorni” di enduro motociclistico, che dovrebbe svolgersi in valle Staffora e in val Curone a fine agosto 2020: un “grande evento” di cui è stata data notizia solo ad assegnazione avvenuta, senza che la candidatura fosse stata condivisa con i cittadini del territorio interessato.
Dall’altro lato, le amministrazioni pubbliche: la Comunità montana Oltrepò, i sindaci (20 dell’alto Oltrepò, 12 della val Curone), due regioni (Piemonte e Lombardia) e due province (Alessandria e Pavia), che hanno il compito di stabilire se e entro quali limiti il territorio possa ospitare l’evento e che, nell’assolvere a tale compito, debbono tenere presenti le scelte che hanno già compiuto.
Il 4 marzo scorso gli organizzatori dell’ISDE hanno affermato di aver ricevuto l’appoggio e il parere favorevole degli amministratori.
In nome della trasparenza, prima e necessaria garanzia per i cittadini, i promotori della campagna hanno chiesto di conoscere se e un quali termini ciò sia avvenuto. La formale richiesta è contenuta in una lettera aperta recapitata via PEC il 12 marzo a ciascun ente. Si confida anche nei mezzi di informazione locale per avere risposte chiare dagli amministratori..
Circa la promozione del territorio, “dalla forte tradizione enduristica” secondo gli organizzatori, una volta constatato che quella del fuoristrada a motore è una delle pratiche che hanno maggiore impatto sul territorio stesso, gli autori della lettera aperta ricordano che le amministrazioni locali da tempo hanno invece scelto, con positivi esiti anche economici, di convogliare i propri sforzi sulla promozione di attività rispettose dell’ambiente.
Programmi come “Oltrepò (bio)diverso”, il progetto d’area SNAI, sempre in Oltrepò, la “Via dei Campioni” in val Curone, sono accomunati da un forte impegno progettuale e finanziario per allestire percorsi di escursionismo naturalistico, in gran parte già realizzati, da percorrere a piedi, in mountain bike, a cavallo.
I promotori della campagna chiedono perciò agli amministratori coerenza rispetto a quanto hanno programmato e realizzato.
Si consideri infatti che i concorrenti dell’ISDE – diverse centinaia – dovrebbero ogni giorno cimentarsi su percorsi fuoristrada di oltre 200 km, con evidenti effetti negativi sul fondo dei tracciati e sull’ambiente e promuovendo l’immagine di un territorio “vocato” ad una pratica vietata.
Anche in Piemonte e Lombardia, come in Germania, in Francia, in Svizzera, in Spagna, non è infatti consentito il transito fuoristrada di mezzi a motore per scopo ludico. I comuni possono individuare appositi percorsi destinati a tale pratica, ma in Italia ben pochi enti lo hanno fatto.
Esistono invece specifiche regole per consentire l’organizzazione di competizioni fuoristrada. Uno degli scopi della campagna è di attivarsi da subito per ottenere dagli enti interessati il rigoroso rispetto di tali regole sia per l’ISDE 2020 sia per le altre manifestazioni già programmate (per il 2019, nel solo Oltrepò sono a calendario sette competizioni, la prima il 14 aprile a Rivanazzano).
Valverde, 15 marzo 2019
Legambiente Lombardia – Legambiente Voghera Oltrepò – Comitato per il territorio delle Quattro Province – Club Alpino Italiano Tutela Ambiente Montano – Commissione Interregionale Liguria, Piemonte, Valle d’Aosta – “IOLAS – Associazione pavese per lo Studio e la Conservazione delle Farfalle” – ANPI sezione di Zavattarello – associazione “Chi Cerca Crea” – associazione “Oltre le Strette” – associazione “Progetto Ambiente”
effetto emulazione: moto enduro nella ZPS Ebro Chiappo (foto tratta da arborea ars.blogspot)
A dicembre 2018 abbiamo appreso dalla Gazzetta dello Sport che l’organizzazione per il 2020 della Sei Giorni Internazionale di Enduro (in inglese abbreviata in ISDE) è stata assegnata al moto club Alfieri di Asti, il cui presidente ha dichiarato che la gara si svolgerà tra fine agosto e inizio settembre 2020, nelle zone dell’Oltrepò Pavese e dell’Alessandrino. Abbiamo diffuso in forma di lettera aperta un documento che contiene riferimenti alla struttura finanziaria – bilanci previsionali e consuntivi, ricadute economiche – di questo “grande evento” (desunti da uno studio sull’ISDE 2017 svoltosi in Francia), una ricostruzione del quadro normativo che in Lombardia e in Piemonte regola la concessione di autorizzazioni per gare fuoristrada, una riflessione sul tipo di “promozione” del territorio collegata all’ISDE che appare in stridente contrasto con la ben diversa concezione di sviluppo locale attuata con ingenti investimenti pubblici mediante specifici piani e interventi già in corso, un richiamo agli impatti sull’ambiente portati da una manifestazione inedita nei nostri luoghi per durata, percorrenze e numero di partecipanti. Il testo si conclude con alcune precise richieste. Alle amministrazioni locali in carica chiediamo che 1) forniscano informazioni ai cittadini 2) garantiscano il puntuale rispetto di tutte le norme in vigore 3) operino con chiarezza e trasparenza una scelta coerente con i valori naturalistici, ambientali, storici e paesaggistici del territorio interessato conformemente alle deliberazioni con cui hanno approvato le linee guida dei sopra ricordati progetti di sviluppo. Alle liste che concorreranno nella nostra zona alle prossime elezioni amministrative di primavera 2019 chiediamo che vi prendano prese di posizione sul tema.
individua quattro “ambiti strategici” per lo “sfruttamento del vento a
fini energetici in impianti di taglia industriale”. Tra di essi,
“l’area apicale delle valli Curone e Borbera nell’Appennino alessandrino
ai confini con le province di Pavia, Piacenza e Genova”. Il 2 aprile
abbiamo depositato nuove osservazioni per contestare radicalmente
l’impostazione della proposta di PEAR.
Pochi giorni fa è stata pubblicata la delibera con cui la giunta
regionale ha espresso il proprio parere, una volta esaminate le
osservazioni pervenute all’ente. Allegata alla delibera una relazione
istruttoria di 48 pagine. Il tutto è consultabile al link
Nella parte dedicata all’eolico la relazione di fatto ci ha dato
ragione su alcuni aspetti importanti. A pagina 15, citando due punti
della proposta di PEAR – la richiesta di rimuovere i “vincoli normativi”
che impediscono di realizzare l’eolico industriale in aree
potenzialmente interessanti e la proposta di attribuire una “corsia
preferenziale” nelle procedure valutative “per superare i veti
incrociati” – la relazione dichiara che l’una e l’altra richiesta “non
appaiono adeguate per orientare le strategie di compatibilità degli
impianti eolici con il territorio”. Anche se espressa con il linguaggio
burocratico, è comunque una bocciatura senza equivoci: i vincoli hanno
ragione di essere e sono anche fondati su diverse norme nazionali, e le
procedure debbono consentire di valutare tutti i contrapposti interessi,
senza scorciatoie.
Allo stesso tema, l’energia da fonte eolica, sono poi dedicate ben 12
pagine della relazione, da pagina 19 a pagina 31. Importante è il passo
(pagine 20 e 21) in cui si legge: “i programmi attuativi del PEAR
dovranno valutare la coerenza delle singole azioni in riferimento ai
contenuti del Ppr [Piano Paesaggistico Regionale – NDR] nel loro
complesso … Prioritariamente, occorrerà individuare soluzioni
localizzative … idonee a salvaguardare l’interesse paesaggistico,
ponderando e bilanciando tutti gli interessi pubblici coinvolti anche
favorendo la concentrazione di parchi eolici in alcune aree più vocate e
l’ammodernamento e efficientamento degli impianti esistenti, in
coerenza con quanto previsto dalla Strategia energetica nazionale 2017. A
titolo collaborativo si fornisce una sintetica rappresentazione dei
quattro ambiti strategici per lo sviluppo della generazione eolica in
Piemonte, incrociati con le aree di notevole interesse pubblico
confermate dal Ppr. Come sopra già anticipato, questi elementi potranno
essere utilizzati per la definizione dei programmi di azione e per la
successiva fase autorizzativa degli interventi.”.
La rappresentazione del comprensorio montano di cui ci occupiamo si
trova a pagina 27. Nella mappa sono colorate in marrone le “aree di
sviluppo della fonte eolica” e in verde le “aree di notevole interesse”
(quelle tutelate dai decreti Galasso di metà anni 80).
Dalla mappa risulta evidente che le “aree di sviluppo”, colorate in
marrone, nei nostri crinali montani sono pressochè tutte comprese anche
tra le “aree di notevole interesse” del Ppr. In base al Ppr, per la
realizzazione di impianti eolici si deve fare eccezione al divieto di
edificare in un intorno di 50 metri dai crinali montani, ma a patto che
quella superficie non ricade in “aree di notevole interesse”.
Diversamente, il divieto resta efficace. Che senso avrebbe quindi
mantenere i crinali più alti del nostro comprensorio tra le “aree di
sviluppo della fonte eolica” ? Tutto rimandato ai futuri “programmi di
azione” che accompagneranno il PEAR in sede di definitiva approvazione,
ma delle conclusioni della relazione si dovrà tenere conto.