Tanti giudizi negativi sulla SEN

Di recente il governo Monti ha messo a disposizione su internet un lungo documento “per un’energia piu’ competitiva e sostenibile” – questo il link
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/20121016SEN-Documento_di_consultazione.pdf

al documento completo, mentre questo il link ad una slide riassuntiva
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/20121016SEN-Slide.pdf

Il documento costituise la bozza della Strategia Energetica Nazionale (SEN), attesa da molto tempo.
L’esecutivo punta soprattutto sul rilancio delle fonti fossili e, sia per questo motivo, sia anche per il modo con cui affronta il tema delle energie rinnovabili, ha suscitato numerose critiche.
Il nostro comitato non può non essere interessato alla discussione in corso, perciò innanzzitutto segnaliamo il comunicato stampa  (questo il link)
http://altura-rapaci.blogspot.it/2012/11/strategia-energetica-nazionale.html

diffuso per dare notizia di una lettera al governo sottoscritta da diverse associazioni ambintaliste, le piu’ note gli Amici della Terra e Italia Nostra.

Forti critiche sono state espresse anche dal Wwf , con diversi accenti, da Legambiente (questo il link)
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=18430

Per concludere, una questione di metodo, dalla quale non si scappa: per le rinnovabili e l’efficenza energetica conta moltissimo la partecipazione della popolazione, per avere un senso queste attivita’ debbono essere diffuse e decentrate, debbono essere governate e gestite sui territori, mentre le scelte del governo  vanno in senso del tutto opposto. Questo si legge sul sito Qualenergia, che ha intervistato l’economista Guido Viale.

Progetti della Comunità Terre del Giarolo e proposta di discussione

AGGIORNAMENTO

Ai primi di settembre, a nome del comitato, ho inviato una breve lettera aperta ai trenta sindaci ed al presidente della comunita’ montana Terre del Giarolo, per segnalare la scarsa trasparenza con cui questo ente discute anche della produzione di energia rinnovabile e della destinazione a tale scopo di fondi pubblici, ed ho chiesto sia informazioni sia partecipazione popolare alle scelte. Il testo della lettera e’ stato ripreso tra gli altri dal periodico Il Piccolo.

Su trenta sindaci interpellati, solo uno ci ha risposto, ma l’eco che l’iniziativa ha avuto nella stampa locale ha contribuito a far si’ che l’ente montano pubblicasse una nota, riportata dal settimanale Sette Giorni a Tortona, che, senza particolare chiarezza, riferisce dei progetti cui si intenderebbe metter mano.

Nel merito delle ipotesi:

• quella delle centraline a turbina per sfruttare la pressione degli acquedotti e’ un’idea accettabile, anche se occorre maggior prudenza nel parlare di ricavi (un recente studio su questo tema redatto dal Politecnico di Torino per conto della Regione Piemonte conclude che le potenze ottenibili sono nella maggior parte dei casi molto ridotte, a fronte di significativi costi di impianto ed esercizio).

• Resta invece negativo il giudizio sull’idea di progettare nuove centraline in acqua fluente sui nostri torrenti, per l’evidente sproporzione tra costi ambientali e producibilita’ effettiva degli impianti, emersa costantemente in tanti anni di discussioni su progetti analoghi.

• Si legge infine di un “bando pubblico per societa’ specializzate che possano certificare la produzione di vento di almeno un anno sui crinali bassi del nostro territorio” aggiungendo “si potranno così valutare eventuali posizionamenti di torri (minieolico) per la produzione di energia anche in questo caso con ritorni per i comuni”. Non si capisce dove mai si collochino nelle valli i crinali bassi, ma sicuramente una campagna di studi anemometrici approfonditi ha dei costi che non si giustificano a fronte di singole installazioni minieoliche (cioe’ di macchine di potenza unitaria fino a 200 kW, con altezza di circa 30 metri, altra cosa rispetto alle macchina di grande taglia, alte 150 metri, previste nei progetti di Equipe Giarolo e di Enel Green Power – per avere un’idea delle dimensioni e delle proporzioni di queste ultime, di seguito trascrivo il link al sito del comune di Mele, che ha consentito ad una societa’ privata l’installazione di una enorme pala da 3 MW nell’ex piazzale del cantiere per la costruzione del viadotto autostradale che sorge all’inizio dell’A26, quattro kilometri da Voltri, presso l’autogrill, qualcuno passandoci l’avra’ vista

http://www.comune.mele.ge.it/news.php?id_news=267

Tornando al minieolico, di regola queste macchine vengono installate singolarmente o in non piu’ di due o tre unita’ per ciascuna collocazione.

Un esempio concreto di progetto minieolico, da studiare nei suoi pro e nei suoi contro, e’ l’installazione di una pala da 55 kW nei pressi della frazione Sella, realizzata direttamente da parte del comune di Montoggio, su cui ha gia’ scritto il mensile Altreconomia, mentre a questo link è possibile vedere qualche foto del luogo in cui e’ stato collocato l’impianto.

Non sembra pero’ questo il minieolico a cui pensa la Comunita’ Terre del Giarolo, almeno in base ai numeri esposti in un documento sottoposto ai sindaci qualche mese fa.

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La gran parte dei nostri amministratori locali, non solo in val Borbera e Curone, ma anche nel pavese montano o in val Trebbia, percepisce con fastidio richieste di trasparenza e partecipazione come quella contenuta nella lettera aperta di cui ho appena detto. L’unico sindaco che ci ha risposto ha scritto: – Abbiamo un sistema democratico che, se applicato, garantisce un coinvolgimento globale delle persone che condividono, ad ogni livello, il territorio. Beffardo, spero involontariamente, l’uso dell’inciso: se applicato. Sono sotto gli occhi di tutti i risultati degli investimenti pubblici in progetti realizzati con scarso o nullo coinvolgimento dei cittadini: impianti mai completati o precocemente abbandonati, costi esorbitanti, ingenti contributi (che siano regionali, statali o europei, si tratta sempre dell’impiego del denaro di tutti) a fronte di benefici assai opinabili o modesti.

Dalle nostre assemblee e dai tanti scambi di opinione che abbiamo avuto in quasi due anni di attivita’ risulta chiaro che esiste anche nelle quattro province un significativo numero di persone le quali pensano che si dovrebbe adottare una impostazione diversa e migliore, persone che hanno idee concrete su numerosi temi cruciali quali: l’agricoltura contadina, che si collega al reinsediamento nei nostri paesi, le colture biologiche e l’autonomia alimentare, che si intrecciano a progetti sulla salute, la valorizzazione delle caratteristiche di pregio ambientale del territorio (anche in relazione alla presenza di numerosi siti della Rete Natura 2000), il presidio dei pascoli, dei boschi e dei terreni da realizzare coinvolgendo i turisti, specie i piu’ giovani, anche nelle pratiche manuali recuperando competenze e abilita’ che formano carattere e cultura, un radicale ripensamento delle regole in materia di caccia, e via dicendo. E’ tanto comodo quanto sbagliato etichettare come quelli del no (nimby, per chi usa l’inglese come fa il cuoco con il prezzemolo) quanti non si adeguano al sistema di priorita’ che orienta le scelte dei nostri amministratori.

Si tratta di un sistema che tende a conservarsi anche ora che la crisi economica e gli accorpamenti voluti dal governo costringono a riposizionamenti radicali: cambiare tutto perche’ nulla cambi, e’ il messaggio che si intuisce.

Per nostra parte, ci interroghiamo sul come e sul perche’ le istanze di cambiamento autentico non siano maggiormente diffuse: personalmente concordo con chi trova che sia molto importante il linguaggio, il modo con cui ci si propone agli altri, ma confesso i miei limiti rispetto a questi temi.

Mi rivolgo a tutti quanti ricevono le nostre email perche’ contribuiscano alla discussione a all’analisi che ho cercato di avviare, e lo facciano inviando all’indirizzo della lista una replica con le considerazioni e le proposte di ciascuno.

Lo considero un gesto importante, forse indispensabile, non trovo parole migliori, per proseguire nella nostra esperienza che dura ormai da quasi due anni.

Mi impegno a dar conto di tutti i contributi e a lavorare poi ad una sintesi su cui si potrebbe convocare un’assemblea del comitato.

per il Comitato per il Territorio delle Quattro Province – Giuseppe Raggi

Eolico sul monte Mindino: la sentenza del TAR Piemonte

A fine luglio 2012 e’ stata pubblicata la sentenza 952/2012 del Tar Piemonte.

Il sindaco di Cabella Ligure, in una intervista al periodico Il Piccolo, sostiene che questa sentenza varrà come precedente e consentirà alla società Equipe Giarolo Energia di ottenere una pronuncia favorevole rispetto al ricorso al Tar Piemonte (prossima udienza l’ 8 Novembre 2012) con cui la medesima società ha impugnato gli atti compiuti dalla Provincia di Alessandria nell’esaminare il suo progetto di impianto eolico industriale (42 pale sui crinali tra Borbera e Curone). La situazione è sufficientemente complessa da indurre a prudenza in ogni valutazione, comunque seguiremo con scrupolo anche questa vicenda.

In cammino per i nostri crinali – 24 Giugno 2012

>> Scarica QUI il Volantino.

>> Scarica QUI gli itinerari.

>> Scarica QUI il testo di invito.

Il Comitato per il territorio delle Quattro Province rinnova l’appuntamento sul Monte Chiappo, fissandolo al 24 giugno, giorno di San Giovanni, ricco di significati per la cultura della montagna. L’8 maggio dello scorso anno la manifestazione escursionistica promossa dal nostro comitato ha coinvolto diverse centinaia di persone che hanno percorso i crinali tra le valli Borbera, Curone e Staffora, convergendo sulla cima più alta del comprensorio, punto di incontro delle Quattro province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova, per affermare la loro motivata contrarietà ai diversi progetti di installazione di impianti eolici industriali in quella zona dell’appennino.

Rammentiamo in breve di che si tratta, riprendendo l’incipit di una recente inchiesta giornalistica su questa vicenda pubblicata dal mensile Altreconomia: “la ricetta per rendere indigesta una fonte rinnovabile preziosa ed efficiente è semplice, si prenda un tratto dell’Appennino con montagne tra i 1200 e i 1600 metri, spazzato (poco) dal vento, dopo di che si piazzino sui crinali decine e decine di pale eoliche alte 40 metri piu’ del Duomo di Milano. Infine, poiché non esistono elicotteri in grado di trasportare i tronchi di aerogeneratori di tali dimensioni, si trasformino i crinali in tanti cantieri fatti di strade in cui possano passare convogli lunghi oltre 40 metri. Nell’eventualità in cui i versanti fossero tutelati da vincoli paesaggistici e naturalistici, perchè zona di migrazione, ad esempio, il risultato è assicurato”.

A distanza di un anno, sono più forti le ragioni del no a questi impianti e alle prassi politiche di chi intendeva imporne la realizzazione nella pressoché totale assenza di informazioni. Durante le conferenze dei servizi, le nostre argomentazioni sono state riprese e hanno trovato conferma nei pareri tecnici delle amministrazioni pubbliche, pareri tutti molto critici rispetto ai primi tre grandi progetti esaminati (in concorrenza l’uno con l’altro, prevedevano di installare chi 37, chi 42 chi addirittura 66 torri).

Il 6 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha ribadito al più alto livello amministrativo il “no” alla realizzazione di due di questi impianti un “no” già espresso in precedenza dalle Direzioni regionali del Ministero dei Beni culturali, mentre il terzo progetto è stato ritirato dalla società che lo aveva proposto, Enel Green Power

La vicenda non si è comunque esaurita: l’8 maggio, in Alessandria, un’altra conferenza dei servizi ha iniziato l’esame di un nuovo progetto, sempre nello stesso comprensorio montano e sempre di Enel Green Power, composto “solo” da 17 gigantesche torri. La decisione è stata per ora rinviata, con richiesta alla società di depositare un lunga serie di analisi e di documenti, mancanti o carenti, ma nuovamente si é avuta evidenza di quali insostenibili impatti si produrrebbero sui crinali appenninici.

Con la manifestazione del 24 giugno intendiamo confermare il no all’insistenza nell’applicare una “ricetta” palesemente sbagliata rispetto al contesto in cui la si propone, e sollecitare invece attenzione ai problemi del territorio montano, alla necessità di conservarne l’integrità ambientale, che è condizione indispensabile poter garantire le forme di economia tradizionali ed immaginarne di nuove, con una gestione che valorizzi le risorse naturalistiche, agro-pastorali, escursionistiche (a piedi, a cavallo, in bicicletta), nel rispetto dell’ambiente, della storia e delle tradizioni delle popolazioni che lo abitano e in uno spirito di accoglienza e apertura ad una fruizione turistica sostenibile e intelligente.

Abbiamo in comune con ciascun destinatario di questo invito la passione per l’appennino, il rispetto per le persone che lo abitano, la volontà di agire per mantenere questi luoghi vivi e vivibili a misura d’uomo, perciò vi chiediamo di fornirci un riscontro e confidiamo nella vostra adesione alla nostra iniziativa e nella vostra presenza sulla cima domenica 24 giugno 2012.

Anche in caso di brutto tempo, il ritrovo sul monte Chiappo, raggiungibile dalla val Borbera e dalla val Curone alessandrine, dalla valle Staffora pavese, dalla val Trebbia genovese attraverso val Boreca piacentina, è per le ore 12,00 presso il rifugio omonimo (per info su ristoro e pranzo presso il rifugio sentire Giorgio al 3356430819)

Volantino dell’iniziativa e informazioni dettagliate degli itinerari sul sito http://www.comitato4p.org

email: comitato@appennino4p.it

cell. 333.7505485

Assemblea pubblica – Sabato 21 Aprile 2012

PRELEVA QUI LA LOCANDINA DELL’EVENTO

Assemblea pubblica

IL VENTO DI CASA

La questione energetica e il futuro del nostro Appennino

Sabato 21 Aprile – ore 15.00

presso la Casa del Principe (in p.za Solferino – chiesa dell’Assunta)

San Sebastiano Curone (AL)

INTERVENTI

Attività 2011/2012 del Comitato – Michela Ballerini

Gli sviluppi dei progetti di eolico industriale – Giuseppe Raggi

Oppurtunità e criticità delle fonti rinnovabili – Stefano Bechis, WWF Italia, Comitato Nazionale rete energia e clima

In Val Borbera per fare agricoltura? La proposta di legge sull’agricoltura contadina – Maurizio Carucci

Per informazioni: tel. 333/7350863 – 333/7505485

Email: comitato@appennino4p.itS