Eolico sul monte Mindino: la sentenza del TAR Piemonte

A fine luglio 2012 e’ stata pubblicata la sentenza 952/2012 del Tar Piemonte.

Il sindaco di Cabella Ligure, in una intervista al periodico Il Piccolo, sostiene che questa sentenza varrà come precedente e consentirà alla società Equipe Giarolo Energia di ottenere una pronuncia favorevole rispetto al ricorso al Tar Piemonte (prossima udienza l’ 8 Novembre 2012) con cui la medesima società ha impugnato gli atti compiuti dalla Provincia di Alessandria nell’esaminare il suo progetto di impianto eolico industriale (42 pale sui crinali tra Borbera e Curone). La situazione è sufficientemente complessa da indurre a prudenza in ogni valutazione, comunque seguiremo con scrupolo anche questa vicenda.

In cammino per i nostri crinali – 24 Giugno 2012

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Il Comitato per il territorio delle Quattro Province rinnova l’appuntamento sul Monte Chiappo, fissandolo al 24 giugno, giorno di San Giovanni, ricco di significati per la cultura della montagna. L’8 maggio dello scorso anno la manifestazione escursionistica promossa dal nostro comitato ha coinvolto diverse centinaia di persone che hanno percorso i crinali tra le valli Borbera, Curone e Staffora, convergendo sulla cima più alta del comprensorio, punto di incontro delle Quattro province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova, per affermare la loro motivata contrarietà ai diversi progetti di installazione di impianti eolici industriali in quella zona dell’appennino.

Rammentiamo in breve di che si tratta, riprendendo l’incipit di una recente inchiesta giornalistica su questa vicenda pubblicata dal mensile Altreconomia: “la ricetta per rendere indigesta una fonte rinnovabile preziosa ed efficiente è semplice, si prenda un tratto dell’Appennino con montagne tra i 1200 e i 1600 metri, spazzato (poco) dal vento, dopo di che si piazzino sui crinali decine e decine di pale eoliche alte 40 metri piu’ del Duomo di Milano. Infine, poiché non esistono elicotteri in grado di trasportare i tronchi di aerogeneratori di tali dimensioni, si trasformino i crinali in tanti cantieri fatti di strade in cui possano passare convogli lunghi oltre 40 metri. Nell’eventualità in cui i versanti fossero tutelati da vincoli paesaggistici e naturalistici, perchè zona di migrazione, ad esempio, il risultato è assicurato”.

A distanza di un anno, sono più forti le ragioni del no a questi impianti e alle prassi politiche di chi intendeva imporne la realizzazione nella pressoché totale assenza di informazioni. Durante le conferenze dei servizi, le nostre argomentazioni sono state riprese e hanno trovato conferma nei pareri tecnici delle amministrazioni pubbliche, pareri tutti molto critici rispetto ai primi tre grandi progetti esaminati (in concorrenza l’uno con l’altro, prevedevano di installare chi 37, chi 42 chi addirittura 66 torri).

Il 6 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha ribadito al più alto livello amministrativo il “no” alla realizzazione di due di questi impianti un “no” già espresso in precedenza dalle Direzioni regionali del Ministero dei Beni culturali, mentre il terzo progetto è stato ritirato dalla società che lo aveva proposto, Enel Green Power

La vicenda non si è comunque esaurita: l’8 maggio, in Alessandria, un’altra conferenza dei servizi ha iniziato l’esame di un nuovo progetto, sempre nello stesso comprensorio montano e sempre di Enel Green Power, composto “solo” da 17 gigantesche torri. La decisione è stata per ora rinviata, con richiesta alla società di depositare un lunga serie di analisi e di documenti, mancanti o carenti, ma nuovamente si é avuta evidenza di quali insostenibili impatti si produrrebbero sui crinali appenninici.

Con la manifestazione del 24 giugno intendiamo confermare il no all’insistenza nell’applicare una “ricetta” palesemente sbagliata rispetto al contesto in cui la si propone, e sollecitare invece attenzione ai problemi del territorio montano, alla necessità di conservarne l’integrità ambientale, che è condizione indispensabile poter garantire le forme di economia tradizionali ed immaginarne di nuove, con una gestione che valorizzi le risorse naturalistiche, agro-pastorali, escursionistiche (a piedi, a cavallo, in bicicletta), nel rispetto dell’ambiente, della storia e delle tradizioni delle popolazioni che lo abitano e in uno spirito di accoglienza e apertura ad una fruizione turistica sostenibile e intelligente.

Abbiamo in comune con ciascun destinatario di questo invito la passione per l’appennino, il rispetto per le persone che lo abitano, la volontà di agire per mantenere questi luoghi vivi e vivibili a misura d’uomo, perciò vi chiediamo di fornirci un riscontro e confidiamo nella vostra adesione alla nostra iniziativa e nella vostra presenza sulla cima domenica 24 giugno 2012.

Anche in caso di brutto tempo, il ritrovo sul monte Chiappo, raggiungibile dalla val Borbera e dalla val Curone alessandrine, dalla valle Staffora pavese, dalla val Trebbia genovese attraverso val Boreca piacentina, è per le ore 12,00 presso il rifugio omonimo (per info su ristoro e pranzo presso il rifugio sentire Giorgio al 3356430819)

Volantino dell’iniziativa e informazioni dettagliate degli itinerari sul sito http://www.comitato4p.org

email: comitato@appennino4p.it

cell. 333.7505485

Assemblea pubblica – Sabato 21 Aprile 2012

PRELEVA QUI LA LOCANDINA DELL’EVENTO

Assemblea pubblica

IL VENTO DI CASA

La questione energetica e il futuro del nostro Appennino

Sabato 21 Aprile – ore 15.00

presso la Casa del Principe (in p.za Solferino – chiesa dell’Assunta)

San Sebastiano Curone (AL)

INTERVENTI

– Attività 2011/2012 del Comitato – Michela Ballerini

– Gli sviluppi dei progetti di eolico industriale – Giuseppe Raggi

– Oppurtunità e criticità delle fonti rinnovabili – Stefano Bechis, WWF Italia, Comitato Nazionale rete energia e clima

– In Val Borbera per fare agricoltura? La proposta di legge sull’agricoltura contadina – Maurizio Carucci

Per informazioni: tel. 333/7350863 – 333/7505485

Email: comitato@appennino4p.itS

Bando della Regione Piemonte finanzia progetti per la tutela della biodiversità

Rete Natura 2000: un’ opportunità per il territorio

Un bando della Regione Piemonte finanzia progetti per la tutela della biodiversità. (Vai al link del bando nel Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte)

E’ stato pubblicato il 2 febbraio sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte il Bando per il finanziamento di una delle misure del Piano di Sviluppo Rurale (la 323), misura che sostiene al 100% spese per progetti finalizzati alla tutela della biodiversità. Una dichiarazione sintetizza lo spirito sotteso allo stesso: “La Comunità Europea riconosce l’importanza della biodiversità sia per il benessere dei propri cittadini sia come sostegno alle attività produttive. Attraverso il PSR (Programma di Sviluppo Rurale) sostiene pertanto gli operatori agricoli e forestali affinché concorrano al mantenimento di questa risorsa”.

E’ un’occasione importante che interessa i siti della Rete Natura 2000 stanziando fondi per la loro valorizzazione. I beneficiari sono le aree protette e le Province che gestiscono SIC (Siti di Importanza Comunitaria) o ZPS (Zone di Protezione Speciale), soggetti entrambi che possono però stipulare anche contratti di gestione temporanea.

La misura finanzia programmi di interventi non produttivi materiali (sistemazione habitat, aree umide, interventi in protezione di specie in pericolo), investimenti immateriali (monitoraggio, ricerca) e iniziative di sensibilizzazione sull’importanza della biodiversità, per massimo di 500.000€ ad intervento.

I siti della Rete Natura 2000, presenti sul nostro territorio (Dorsale monte Ebro – monte Chiappo, Strette della val Borbera, massiccio dell’Antola – monte Carmo – monte Legnà) potrebbero quindi rientrare in progetti che avrebbero positive ricadute economiche, sociali e culturali sui Comuni interessati da tali siti (non solo vincoli, quindi, come spesso si lamenta sulla base di scarsa informazione).

Un’occasione per iniziare un processo di sviluppo sostenibile alternativo ai progetti calati dall’alto, di dubbia realizzabilità e redditività e di sicuro e grave impatto sull’ambiente e il territorio, quali gli impianti eolici industriali sulle aree di crinale che rientrano in parte significativa proprio all’interno della Rete Natura 2000 interessata dal PSR.

Comitato per il territorio delle Quattro Province