Il sindaco di Cabella Ligure, in una intervista al periodico Il Piccolo, sostiene che questa sentenza varrà come precedente e consentirà alla società Equipe Giarolo Energia di ottenere una pronuncia favorevole rispetto al ricorso al Tar Piemonte (prossima udienza l’ 8 Novembre 2012) con cui la medesima società ha impugnato gli atti compiuti dalla Provincia di Alessandria nell’esaminare il suo progetto di impianto eolico industriale (42 pale sui crinali tra Borbera e Curone). La situazione è sufficientemente complessa da indurre a prudenza in ogni valutazione, comunque seguiremo con scrupolo anche questa vicenda.
Il Comitato per il territorio delle Quattro Province rinnova
l’appuntamento sul Monte Chiappo, fissandolo al 24 giugno, giorno di San
Giovanni, ricco di significati per la cultura della montagna. L’8
maggio dello scorso anno la manifestazione escursionistica promossa dal
nostro comitato ha coinvolto diverse centinaia di persone che hanno
percorso i crinali tra le valli Borbera, Curone e Staffora, convergendo
sulla cima più alta del comprensorio, punto di incontro delle Quattro
province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova, per affermare la loro
motivata contrarietà ai diversi progetti di installazione di impianti
eolici industriali in quella zona dell’appennino.
Rammentiamo in breve di che si tratta, riprendendo l’incipit di una
recente inchiesta giornalistica su questa vicenda pubblicata dal
mensile Altreconomia: “la ricetta per rendere indigesta una fonte
rinnovabile preziosa ed efficiente è semplice, si prenda un tratto
dell’Appennino con montagne tra i 1200 e i 1600 metri, spazzato (poco)
dal vento, dopo di che si piazzino sui crinali decine e decine di pale
eoliche alte 40 metri piu’ del Duomo di Milano. Infine, poiché non
esistono elicotteri in grado di trasportare i tronchi di aerogeneratori
di tali dimensioni, si trasformino i crinali in tanti cantieri fatti di
strade in cui possano passare convogli lunghi oltre 40 metri.
Nell’eventualità in cui i versanti fossero tutelati da vincoli
paesaggistici e naturalistici, perchè zona di migrazione, ad esempio, il
risultato è assicurato”.
A distanza di un anno, sono più forti le ragioni del no a questi
impianti e alle prassi politiche di chi intendeva imporne la
realizzazione nella pressoché totale assenza di informazioni. Durante le
conferenze dei servizi, le nostre argomentazioni sono state riprese e
hanno trovato conferma nei pareri tecnici delle amministrazioni
pubbliche, pareri tutti molto critici rispetto ai primi tre grandi
progetti esaminati (in concorrenza l’uno con l’altro, prevedevano di
installare chi 37, chi 42 chi addirittura 66 torri).
Il 6 aprile scorso il Consiglio dei Ministri ha ribadito al più alto
livello amministrativo il “no” alla realizzazione di due di questi
impianti un “no” già espresso in precedenza dalle Direzioni regionali
del Ministero dei Beni culturali, mentre il terzo progetto è stato
ritirato dalla società che lo aveva proposto, Enel Green Power
La vicenda non si è comunque esaurita: l’8 maggio, in Alessandria,
un’altra conferenza dei servizi ha iniziato l’esame di un nuovo
progetto, sempre nello stesso comprensorio montano e sempre di Enel
Green Power, composto “solo” da 17 gigantesche torri. La decisione è
stata per ora rinviata, con richiesta alla società di depositare un
lunga serie di analisi e di documenti, mancanti o carenti, ma nuovamente
si é avuta evidenza di quali insostenibili impatti si produrrebbero sui
crinali appenninici.
Con la manifestazione del 24 giugno intendiamo confermare il no
all’insistenza nell’applicare una “ricetta” palesemente sbagliata
rispetto al contesto in cui la si propone, e sollecitare invece
attenzione ai problemi del territorio montano, alla necessità di
conservarne l’integrità ambientale, che è condizione indispensabile
poter garantire le forme di economia tradizionali ed immaginarne di
nuove, con una gestione che valorizzi le risorse naturalistiche,
agro-pastorali, escursionistiche (a piedi, a cavallo, in bicicletta),
nel rispetto dell’ambiente, della storia e delle tradizioni delle
popolazioni che lo abitano e in uno spirito di accoglienza e apertura ad
una fruizione turistica sostenibile e intelligente.
Abbiamo in comune con ciascun destinatario di questo invito la
passione per l’appennino, il rispetto per le persone che lo abitano, la
volontà di agire per mantenere questi luoghi vivi e vivibili a misura
d’uomo, perciò vi chiediamo di fornirci un riscontro e confidiamo nella
vostra adesione alla nostra iniziativa e nella vostra presenza sulla
cima domenica 24 giugno 2012.
Anche in caso di brutto tempo, il ritrovo sul monte Chiappo,
raggiungibile dalla val Borbera e dalla val Curone alessandrine, dalla
valle Staffora pavese, dalla val Trebbia genovese attraverso val Boreca
piacentina, è per le ore 12,00 presso il rifugio omonimo (per info su
ristoro e pranzo presso il rifugio sentire Giorgio al 3356430819)
Volantino dell’iniziativa e informazioni dettagliate degli itinerari sul sito http://www.comitato4p.org
E’ stato pubblicato il 2 febbraio sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte il Bando per il finanziamento di una delle misure del Piano di Sviluppo Rurale (la 323), misura che sostiene al 100% spese per progetti finalizzati alla tutela della biodiversità. Una dichiarazione sintetizza lo spirito sotteso allo stesso: “La Comunità Europea riconosce l’importanza della biodiversità sia per il benessere dei propri cittadini sia come sostegno alle attività produttive. Attraverso il PSR (Programma di Sviluppo Rurale) sostiene pertanto gli operatori agricoli e forestali affinché concorrano al mantenimento di questa risorsa”.
E’ un’occasione importante che interessa i siti della Rete Natura
2000 stanziando fondi per la loro valorizzazione. I beneficiari sono le
aree protette e le Province che gestiscono SIC (Siti di Importanza
Comunitaria) o ZPS (Zone di Protezione Speciale), soggetti entrambi che
possono però stipulare anche contratti di gestione temporanea.
La misura finanzia programmi di interventi non produttivi materiali
(sistemazione habitat, aree umide, interventi in protezione di specie in
pericolo), investimenti immateriali (monitoraggio, ricerca) e
iniziative di sensibilizzazione sull’importanza della biodiversità, per
massimo di 500.000€ ad intervento.
I siti della Rete Natura 2000, presenti sul nostro territorio
(Dorsale monte Ebro – monte Chiappo, Strette della val Borbera,
massiccio dell’Antola – monte Carmo – monte Legnà) potrebbero quindi
rientrare in progetti che avrebbero positive ricadute economiche,
sociali e culturali sui Comuni interessati da tali siti (non solo
vincoli, quindi, come spesso si lamenta sulla base di scarsa
informazione).
Un’occasione per iniziare un processo di sviluppo sostenibile
alternativo ai progetti calati dall’alto, di dubbia realizzabilità e
redditività e di sicuro e grave impatto sull’ambiente e il territorio,
quali gli impianti eolici industriali sulle aree di crinale che
rientrano in parte significativa proprio all’interno della Rete Natura
2000 interessata dal PSR.