24 maggio, manifestazione a Retorbido

Anche il nostro Comitato condivide le motivazioni della manifestazione, ben illustrate nel comunicato di Legambiente Voghera e Oltrepo di cui riportiamo le conclusioni.

“Da più di 30 anni il nostro territorio è stato oggetto di numerosi impianti con ricadute notevoli sulla qualità ambientale in generale (inquinamento dell’aria, del suolo, sfruttamento dei terreni) nonostante vigessero tutte le leggi per la prevenzione e precauzione. Questo di Retorbido è l’ennesimo progetto che testimonia l’impoverimento del nostro territorio.
Certo gli insediamenti produttivi rappresentano un importante interesse non solo per l’economia ma, in questo caso, anche per l’ambiente, poiché si tratta di riciclo di pneumatici. Meritevole è l’idea di voler riciclare un rifiuto, peccato che l’impianto sorgerebbe in un territorio nel quale i dati dimostrano l’inesistenza di un sistema moderno e civile di organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti. Purtroppo la idea nostra coincide col fatto che tutto si riduca ad un’attività di sfruttamento, trascurando esigenze di sicurezza, effetti e ricadute sugli ecosistemi, portando sempre di più questo territorio al degrado”.
“Noi non ci rassegniamo a questo declino. Mai è stata fatta una verifica adeguata che valutasse effettivamente il problema della concentrazione degli impianti, dei relativi inquinamenti, e cosa comportano in termini di degrado territoriale gli interventi esistenti e quelli in programmazione. Più volte abbiamo denunciato la mancanza di programmazione causata da un’insipienza della classe politica, dirigente e imprenditoriale. Un territorio come quello dell’Oltrepo, ne siamo convinti, andrebbe “sfruttato” per le potenzialità economiche in grado di offrire: viticoltura, agricoltura, turismo. In questo caso, pero’, gli enti locali e le popolazioni hanno espresso, con atti e migliaia di firme raccolte, che cosa si vuole, pertanto abbiamo detto NO all’impianto di recupero degli pneumatici”.

Iniziativa dell’Associazione Fondiaria di Caldirola

Sabato 25 aprile, ore 10,00, presso la Sala Riunioni dell’ex Bar “La Gioia” di Caldirola, Villaggio La Gioia, assemblea generale degli aderenti all’Associazione Fondiaria, con la presentazione del progetto di recupero pascoli ad opera del Prof. Andrea Cavallero, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari (DISAFA) – Università di Torino, e del Dott. Giuseppe Galmozzi, medico veterinario.

Assemblea a Retortbido per discutere dell’impianto di pirolisi

Giovedì 22 gennaio (ore 21), al teatro comunale di Retorbido, l’incontro tra i rappresentanti politici locali, aperto alla cittadinanza, per affrontare il problema del progetto di impianto di pirolisi per il trattamento di pneumatici usati che la società Italiana Energetica Tire vorrebbe realizzare nell’area della ex fornace Valdata di Retorbido. Al progetto si oppone un comitato e contrari sono anche molti enti locali.

Quattro anni dopo

Il 23 ottobre il Tar Piemonte ha archiviato il ricorso presentato da Equipe Giarolo Energia Srl contro la mancata autorizzazione all’impianto eolico che la societa’ intendeva realizzare sui nostri monti. La Stampa (articolo del 30 ottobre del giornalista Giampiero Carbone, cui va il merito di aver scovato la notizia) sottolinea che e’ uscito definitivamente di scena l’ultimo tra i grandi progetti (cinque, ricordiamo) riferiti ai crinali tra Staffora, Curone e Borbera, presentati a partire dall’autunno 2010, progetti tutti o respinti da chi doveva autorizzarli o ritirati da chi li aveva proposti. Il link all’articolo

http://www.lastampa.it/2014/11/01/edizioni/alessandria/addio-ai-progetti-di-pale-eoliche-lungo-i-crinali-dellappennino-tra-val-borbera-e-val-curone-c9iKfeqcRnhmofi86ZXmzL/pagina.html

Qui una nostra tabella, preparata mesi fa, con il dettaglio dei vari progetti (prima dell’archiviazione, perciò abbiamo evidenziato in giallo la parte che ora è superata).

Eccesso di sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua: un appello

Ci scrive il Comitato Bellunese Acqua Bene Comune.

Il problema dell’eccessivo sfruttamento idroelettrico dei corsi d’acqua alpini ed appenninici costituisce oramai una vera e propria emergenza; le azioni a livello locale e regionale non hanno sortito fino a questo momento risultati apprezzabili, e qualunque confronto serio è reso impossibile dalla presenza degli incentivi governativi alle rinnovabili.
Solo una moratoria sulle concessioni e un ripensamento sostanziale del sistema di incentivazione potrà forse salvare gli ultimi tratti naturali dei nostri corsi d’acqua. Per far questo si rende necessaria un’azione molto forte che coinvolga il maggior numero di associazioni comitati e movimenti che abbiano a cuore la salvaguardia dei fiumi e dell’ambiente. sottoponiamo alla vostra attenzione un documento denominato APPELLO NAZIONALE SULL’IDROELETTRICO che vi chiediamo di leggere
attentamente e di sottoscrivere” (documento visibile a questo link).

Il nostro Comitato considera condivisibile l’appello e intende aderire. A livello locale, in questo periodo seguiamo l’evolversi dei progetti di due distinte centraline, una sul Borbera a Rosano (a dicembre, grazie anche alle nostre osservazioni, ne era stato bocciata un prima versione, troppo impattante, ora e’ ne stata proposta una seconda con sostanziali correzioni) ed un’altra su un affluente del Curone, l’Arisola, presso Frinti di Fabbrica Curone

Manifestazioni fuoristrada: rispettare le regole

Secondo le norme, al di fuori delle strade, cioè lungo i sentieri o sui prati, il transito con mezzi a motore per semplice divertimento non è consentito. Esempi negativi: motociclisti sulla cima del monte Giarolo, presso la statua del Redentore, e sul monte Chiappo, presso la statua di San Giuseppe:

Con regole diverse in ciascuna delle nostre regioni è invece consentito l’uso fuoristrada dei mezzi a motore per lavoro, per andare a caccia o per altre attività.
Specifiche norme riguardano le competizioni fuoristrada (su quest’ultimo aspetto la legge lombarda è stata appena modificata rendendola più permissiva). Norme che a nostro avviso debbono essere rispettate scrupolosamente. Perciò ad agosto abbiamo presentato osservazioni su di una gara di enduro svolta il 7 settembre a Val di Nizza
e Varzi in valle Staffora, e questa é stata la risposta del comune di Varzi .

Per una manifestazione di quad in val Curone, tra Brignano, Gremiasco e San Sebastiano, a fine luglio abbiamo scritto una lettera al comune di Gremiasco ed alla Forestale.

Questa è stata la risposta del comune di Gremiasco che contiene tra l’altro il testo di una mail con le motivazioni addotte dagli organizzatori, la loro mission, come scrivono, in inglese manageriale.