
Di seguito, la trascrizione dell’articolo di Irene Navaro su Il Secolo XIX.
Il primo passo è fatto, e non era del tutto scontato:
l’approvazione all’unanimità da parte del consiglio comunale di Carrega
Ligure della proposta di istituire un’area protetta denominata “parco
naturale Alta val Borbera”. La richiesta è ora sul tavolo della Regione
Piemonte che dovrà valutare il progetto fortemente voluto dal sindaco
Marco Guerrini e da tutti gli abitanti del piccolo centro della valle.
«Il Parco naturale dell’Alta Val Borbera si estenderebbe per 3.435
ettari e l’Area Contigua di Carrega Ligure per 2.095 ettari. In sintesi
l’intera superficie comunale sarebbe interessata dal progetto», spiega
il sindaco.
È da molti anni che la Val Borbera aspira ad istituire un’area
protetta ma nessuno era mai arrivato a formalizzare la richiesta. Il
parco, qualora
nascesse, entrerebbe a fare parte di una più vasta area denominata
Rete Natura 2000 che comprende anche il Parco naturale delle Capanne di
Marcarolo e la Riserva. Nel territorio ligure confinerebbe in pratica
con il parco naturale dell’Antola. La proposta è stata discussa e
condivisa con gli abitanti del Comune ed anche con i cacciatori, i quali
avrebbero maggiori limitazioni nell’esercizio della caccia, ma non tali
da precluderla. Sarà infatti istituita una “zona cuscinetto”. Il
sindaco lavora a questoprogetto da circa due anni e la condivisione con
il territorio (ogni frazione ha un suo Consorzio) è stata fondamentale:
«L’aspetto per noi tutti credo più emozionante è stato sentire un
cacciatore residente chiudere l’ultima riunione con queste parole: ”Ci
hanno fatto i complimenti, perché abbiamo fatto un buon lavoro”»,
racconta Guerrini. Sindaco e presidenti dei cconsorzi hanno già avviato
un dialogo con i tecnici del settore Aree protette della Regione:
«Abbiamo cominciato insieme a lavorare per il territorio grazie
all’individuazione di bandi comunitari sul Piano di Sviluppo Rurale ai
quali abbiamo partecipato grazie alla regia dell’ente. L’istituzione del
Parco naturale Alta Val Borbera fa parte della nostra idea di futuro
per il Comune e, quando dico nostra, mi riferisco a chi vive sul
territorio mantenendolo vivo».





