
Le Regioni ne prendano atto per dichiarare la non idoneità dei nostri crinali all’installazione di impianti eolici.
Continuiamo ad occuparci del progetto di impianto eolico Giarolo: la scadenza del 22 luglio è trascorsa da poco e, sul sito del ministero dell’ambiente, sono stati protocollati e pubblicati i pareri resi dagli enti locali.
Negativi e puntualmente argomentati quelli dei quattro comuni su cui dovrebbe sorgere l’impianto – Cabella Ligure (prot.128113), Albera Ligure (prot.132700), Fabbrica Curone (prot.135463), Santa Margherita di Staffora (prot.130748) – ed anche quelli dei tre comuni in cui gli effetti del progetto sarebbero particolarmente pesanti – San Sebastiano Curone (prot.135519), Brignano Frascata (prot.136340), Momperone (prot.136167). Ad essi si è poi aggiunto un identico parere inviato a fine settembre dal comune di Montacuto (prot.171739), a sua volta fortemente convolto. Negativo, per la parte piemontese, quello dell’Unione montana Terre Alte (prot.136335), e negativo quello della Comunità montana dell’Oltrepò Pavese (prot.128837) per la parte lombarda. Abbiamo già scritto dell’esito della “valutazione di incidenza” svolta dall’Ente gestore della ZPS Dorsale Ebro Chiappo. Il testo (prot.119791) che ha recepito anche il parere dell”Arpa, evidenzia criticità molto rilevanti per quanto riguarda la compatibilità dell’opera con il sito Rete Natura 2000, e, come abbiamo scritto nelle nostre osservazioni, se si leggono insieme le analisi e le argomentazioni su cui l’ente ha basato la richiesta di eliminare dal progetto otto aerogeneratori, e le considerazioni svolte nel parere della provincia di Pavia, fin da ora si impone la necessità di applicare identici criteri di salvaguardia per l’intero ecosistema montano all’interno del quale si collocherebbe tutto l’impianto eolico.
Sia la provincia di Alessandria (prot.134656) che la provincia di Pavia (prot.128593) hanno evidenziato le vistose carenze del progetto, richiedendo alla società proponente una lunga serie di integrazioni, e allo stesso modo dovrebbe essersi espressa la Regione Piemonte: “Carenza di documentazione progettuale e di analisi degli impatti ambientali: la Giunta, nell’ambito della valutazione di impatto ambientale (VIA) non esprime un parere positivo”, si legge un comunicato stampa diffuso dopo la riunione di giunta di venerdì 26 luglio, senza che sia ancora possibile consultare la delibera con il parere. NDR: giovedì 1 agosto, alcuni giorni dopo la data originaria di stesura del testo che state leggendo, sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte è stata pubblicata la delibera di giunta, consultabile a questo link. Sul contenuto valutino i lettori. In Regione Lombardia la pratica risulta ancora in istruttoria.
Ma sul sito ministeriale, giorno per giorno, vengono anche pubblicate le osservazioni che sono state inviate, rispettando le regole stabilite dalla normativa, da singoli cittadini e da associazioni della “società civile”. Ad oggi, 28 luglio, sul sito sono già stati protocollati e resi consultabili testi sottoscritti da 366 singole persone (crf nota 1) e da 26 associazioni (cfr nota 2) – numeri che potrebbero salire ancora (cfr nota 3). Un risultato impressionante, cui abbiamo cercato di contribuire, che è stato raggiunto grazie all’impegno generoso di tantissime persone in val Borbera, in val Curone e in valle Staffora. A fronte di un’operazione che è giusto definire come una “speculazione energetica” del tutto estranea ad una corretta politica di transizione ecologica, a prendere la parola, insieme ai semplici cittadini, sono stati molti operatori economici, l’associazionismo culturale ed escursionistico, una realtà internazionale come l’associazione Sahaja Yoga, ed altri ancora: tutti hanno espresso, in maniera preoccupata, ma decisa e puntualmente argomentata, la propria contrarietà a questa inammissibile aggressione ai crinali delle valli Curone, Borbera e Staffora, un’opera industriale che vanificherebbe i tanti sforzi (anche economici) di valorizzazione dei pregi ambientali, paesaggistici e culturali che stanno mostrando dei sicuri risultati, evidenti a chiunque percorra le nostre valli. È contro questo colpo di spugna su tanti investimenti ed energie profuse, che si è levata la voce del territorio.
In base alle indicazioni che troviamo sul sito del ministero, entro 30 giorni dal 22 luglio la società proponente potrà depositare le sue controdeduzioni alle osservazioni ed ai pareri pervenuti presso il ministero, che deciderà il da farsi. Se sarà convocata la Conferenza dei servizi, ci attendiamo che le tutte le amministrazioni coinvolte siano coerenti con i giudizi negativi sin qui espressi, che dovrebbero portare il ministero a concludere per l’opzione zero.
Ma occorre ribadirlo con tutta la forza che deriva da questa mobilitazione popolare: i crinali appenninici non possono essere considerati aree idonee per l’installazione di impianti industriali, quale ne sia il peso e la dimensione. Sono necessarie azioni concrete a livello normativo. E spetta alle regioni il compito di provvedervi, entro la fine del 2024 (decreto MASE 21 giugno 2024). Qualche dettaglio in più in otto slide a questo link.
Per quanto ci riguarda, questa formidabile mobilitazione popolare ci incoraggia a continuare ancora e meglio nel nostro impegno, a fianco e insieme ai tanti compagni di strada che abbiamo trovato o ritrovato in questo frangente.
Note
(1) n. 71 osservazioni singole a cui si sommano: l’osservazione prot.136033 sottoscritta da 121 aderenti all’associazione Sahaja Yoga – l’osservazione n. 132224 sottoscritta da 58 cittadini valborberini o gravitanti sulla valle – stessa origine per l’osservazione n. prot. 134881 sottoscritta da 18 cittadini e per l’osservazione n. 127955 sottoscritta da n. 5 cittadini – ben 61 i cittadini di Giarolo e della val Curone che hanno sottoscritto l’osservazione n. 134893 – 24 i titolari di attività a San Sebastiano Curone che hanno sottoscritto l’osservazione n. 135208 – due sottoscrittori per ciascuna delle osservazioni n. 136016, n. 136031, n.134468, n.136014
(2) n. 123613, 101184, 134329 Comitato per il territorio delle Quattro Province, n. 131769 sottoscritta da 13 associazioni della val Borbera (Museo della Resistenza e della vita sociale in val Borbera + Associazione albergatori e ristoratori della val Borbera e della valle Spinti + Ass. Culturale Le Cocalle + Ass. Culturale il pese degli Spaventapasseri + Pro loco Roccaforte Ligure + Pro loco di Cosola + Ass.Cult. Roba da Strejie + Pro loco Cabella Ligure + Ass.Cult. Parco Mongiardino + Ass. Cult. Paradiso Val Borbera + Ass.Cult. Luogo d’incontri + Pro loco Albera Ligure + Pro loco Persi) – n. 117690 dal Consorzio di Casella, n. 136054 dalla Commissione TAM Piemonte VdA e Lig. del CAI, n. 136106 dalle sezioni CAI della provincia di Alessandria, n. 134023 da Una Valle di Artisti, n. 132812 da Associazione Fondiaria Piuzzo, n. 131567 da Gruppo Micologico Vogherese, n. 134975 da CAI sez. Voghera, n. 134882 da associazione Sahaja Yoga, n. 134886 da Pro Natura
(3) caricate sul sito ministeriale il 30/07/2024 l’osservazione n. 135252 sottoscritta da 17 operatori del Mercato settimanale dei produttori locali sul ponte vecchio di San Sebastiano Curone e l’osservazione n.135551 di Mountain Wilderness Italia