
Dalla pagina facebook del coordinamento interregionale TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) a cui abbiamo aderito
Il 15/01/2025 è terminata la fase dedicata alla consultazione del pubblico e all’acquisizione dei pareri sul progetto di impianto eolico monte Giarolo. Nella cartella pareri e nella cartella osservazioni (a questo link trovate le nostre) si possono leggere tutti i numerosi e argomentati interventi (compresi i pareri negativi resi in date successive dalla Regione Emilia Romagna, il 20/01/2025, e dalla Regione Piemonte, il 06/02/2025). Ora attendiamo che la commissione tecnica di valutazione presso il ministero dell’ambiente esprima a sua volta il parere del dicastero. Non siamo in grado di conoscere la data in cui arriverà questo fondamentale giudizio, che dovrà comunque tener conto di tutte le osservazioni e di tutti i pareri già depositati. Non basta: la decisione finale del ministro dell’ambiente dovrà essere concertata con il ministero della cultura, che a gennaio, con un documento fortemente critico, ha chiesto al proponente una lunga e importante serie di approfondimenti.
Lo scorso 03/02/2025 la 15 Più ha depositato le sue controdeduzioni. Leggendole, si constata quanto siano abborracciate e superficiali, scritte senza mai entrare nello specifico dei singoli argomenti, e soprattutto si rileva che alcune delle questioni più spinose sollevate con i pareri e con le osservazioni sono state semplicemente ignorate, sfuggendo ad uno scomodo confronto con norme, dati, fonti, ragionamenti, esposti e richiamati in quei testi.
La conclusione (“Siamo pienamente disponibili a instaurare un dialogo costruttivo e collaborativo con tutti gli enti coinvolti“) appare beffarda, quasi provocatoria: né in fase progettuale né in occasione di incontri pubblici e istituzionali la 15 Più ha sentito l’esigenza di comunicare con il territorio, sembra invece che la disponibilità al confronto sia sorta d’un tratto dopo che anche la seconda tornata di osservazioni e pareri ha mostrato l’unanime – si trattasse di istituzioni regionali e locali, di enti, associazioni, comitati o di semplici cittadini – contrarietà al progetto, motivata da argomentazioni irrefutabili, che attestano come esso non sia sostenibile a tutti i livelli: paesaggistico, economico, sociale. La società evoca quale base del “dialogo” le “opportunità” economiche rappresentate dalle “misure compensative“, senza ricordare i vincoli normativi stringenti (cfr da ultimo questa sentenza che li enuncia in modo chiaro) posti ormai da tanti anni sia alla stessa possibilità di stabilirle, sia alla loro destinazione (in primis il fatto che debbano essere “di carattere ambientale e territoriale e non meramente patrimoniali o economiche”). Un segno di debolezza, un tentativo velleitario attuato quando risulta ormai chiaro che l’unica logica conclusione di questa vicenda sarebbe il ritiro del progetto, nel rispetto della volontà democratica di un’intera popolazione e delle istituzioni che la rappresentano. Istituzioni dalle quali ci aspettiamo massima coerenza e determinazione nel ribadire la contrarietà più volte espressa all’impianto eolico industriale del monte Giarolo e nell’operare in tutti i modi e le forme consentite per impedirne la sciagurata realizzazione, in primo luogo attraverso una corretta e trasparente stesura della legge regionale sulle aree idonee. Questa, come da dichiarazioni e impegni presi pubblicamente dai rappresentanti dell’ente regionale, dovrà stabilire con criteri rigorosi la non idoneità all’installazione di impianti industriali per i crinali delle nostre valli e per quelli con analoghe caratteristiche presenti nel territorio della regione.








