eolico monte Giarolo: il no resta corale e motivato, 15 Più svicola e prova a confondere

Mugello, pochi giorni fa, uno scorcio dei lavori per la strada di accesso all’impianto eolico del Giogo di Vìllore.
Dalla pagina facebook del coordinamento interregionale TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) a cui abbiamo aderito

Il 15/01/2025 è terminata la fase dedicata alla consultazione del pubblico e all’acquisizione dei pareri sul progetto di impianto eolico monte Giarolo.  Nella cartella pareri e nella cartella osservazioni (a questo link trovate le nostre) si possono leggere tutti i numerosi e argomentati interventi (compresi i pareri negativi resi in date successive dalla Regione Emilia Romagna, il 20/01/2025, e dalla Regione Piemonte, il 06/02/2025). Ora attendiamo che la commissione tecnica di valutazione presso il ministero dell’ambiente esprima a sua volta il parere del dicastero. Non siamo in grado di conoscere la data in cui arriverà questo fondamentale giudizio, che dovrà comunque tener conto di tutte le osservazioni e di tutti i pareri già depositati. Non basta: la decisione finale del ministro dell’ambiente dovrà essere concertata con il ministero della cultura, che a gennaio, con un documento fortemente critico, ha chiesto al proponente una lunga e importante serie di approfondimenti.

Lo scorso 03/02/2025 la 15 Più ha depositato le sue controdeduzioni. Leggendole, si constata quanto siano abborracciate e superficiali, scritte senza mai entrare nello specifico dei singoli argomenti, e soprattutto si rileva che alcune delle questioni più spinose sollevate con i pareri e con le osservazioni sono state semplicemente ignorate, sfuggendo ad uno scomodo confronto con norme, dati, fonti, ragionamenti, esposti e richiamati in quei testi.

La conclusione (“Siamo pienamente disponibili a instaurare un dialogo costruttivo e collaborativo con tutti gli enti coinvolti“) appare beffarda, quasi provocatoria: né in fase progettuale né in occasione di incontri pubblici e istituzionali la 15 Più ha sentito l’esigenza di comunicare con il territorio, sembra invece che la disponibilità al confronto sia sorta d’un tratto dopo che anche la seconda tornata di osservazioni e pareri ha mostrato l’unanime – si trattasse di istituzioni regionali e locali, di enti, associazioni, comitati o di semplici cittadini – contrarietà al progetto, motivata da argomentazioni irrefutabili, che attestano come esso non sia sostenibile a tutti i livelli: paesaggistico, economico, sociale. La società evoca quale base del “dialogo” le “opportunità” economiche rappresentate dalle “misure compensative“, senza ricordare i vincoli normativi stringenti (cfr da ultimo questa sentenza che li enuncia in modo chiaro) posti ormai da tanti anni sia alla stessa possibilità di stabilirle, sia alla loro destinazione (in primis il fatto che debbano essere “di carattere ambientale e territoriale e non meramente patrimoniali o economiche”). Un segno di debolezza, un tentativo velleitario attuato quando risulta ormai chiaro che l’unica logica conclusione di questa vicenda sarebbe il ritiro del progetto, nel rispetto della volontà democratica di un’intera popolazione e delle istituzioni che la rappresentano. Istituzioni dalle quali ci aspettiamo massima coerenza e determinazione nel ribadire la contrarietà più volte espressa all’impianto eolico industriale del monte Giarolo e nell’operare in tutti i modi e le forme consentite per impedirne la sciagurata realizzazione, in primo luogo attraverso una corretta e trasparente stesura della legge regionale sulle aree idonee. Questa, come da dichiarazioni e impegni presi pubblicamente dai rappresentanti dell’ente regionale, dovrà stabilire con criteri rigorosi la non idoneità all’installazione di impianti industriali per i crinali delle nostre valli e per quelli con analoghe caratteristiche presenti nel territorio della regione.

Comitato: le nuove osservazioni al progetto eolico Giarolo

Anche con le integrazioni prodotte il progetto presenta carenze inaccettabili e inemendabili. In tema di coerenza programmatica, scelte e approfondimenti progettuali, analisi e scelte ambientali, trasparenza e partecipazione, non possiede i requisiti prescritti dalle norme. Per ciascuno degli aspetti sopra citati si propongono analisi, considerazioni, conclusioni“. Così la sintesi che abbiamo proposto nello spazio di 500 caratteri in cui è possibile riassumere il contenuto di ciascuna osservazione indirizzata al ministero dell’ambiente (MASE).
Al link https://va.mite.gov.it/File/Documento/1194824 si può leggere e consultare il testo completo (un sommario consente anche di di spostarsi nella lettura di ciascuno dei capitoli di cui è composto). Abbiamo cercato di esporre in modo dettagliato e puntiglioso specifici argomenti per motivare il nostro giudizio negativo.

Ancora una iniziativa che si inserisce in un percorso di impegno, il nostro, ormai lungo nel tempo, svolto mettendo insieme conoscenze e saperi e le nostre diverse sensibilità, realizzato, terrei a dire, “con i nostri strumenti“, quelli di cui possono e sanno servirsi persone che vivono e conoscono un territorio “in cui coesistono le tracce di molti futuri possibili.“.

eolico Giarolo, pochi giorni al termine per depositare pareri e osservazioni: un silenzio operoso ?

immagini tratte dalla “Relazione paesaggistica” pagina 39, e dalla tavola “dimostrazione uscita buffer ag1-2”
In rosso la collocazione della piazzola dell’aerogeneratore n. 2 scelta dal proponente (le pale superano il limite di 50 mt dal crinale), in verde quella che rispetterebbe anche con l’ingombro delle pale il limite di 50 metri dal crinale

Torniamo sulla procedura di autorizzazione unica del progetto di impianto eolico industriale “monte Giarolo”. Abbiamo già ricordato che la società proponente per la seconda volta ha depositato dei documenti integrativi e che il 16/12/2024 è comparso sul sito del ministero un avviso al pubblico (il terzo, in questa lunga procedura), che contiene il riferimento all’art. 24 comma 5 del D.Lgs.152/2006, norma che fissa in 30 giorni il termine (che scadrà il 15 gennaio, nel nostro caso) entro il quale le amministrazioni coinvolte dovrebbero trasmettere pareri scritti sull’ultima versione del progetto e gli altri enti e i cittadini possono presentare osservazioni. Secondo la legge, le controdeduzioni del proponente dovrebbero poi pervenire al ministero “entro 10 giorni”. Vedremo. E vedremo anche come e quando la commissione CTVA formulerà il parere del ministero.

Il nostro Comitato ha esaminato con attenzione i nuovi documenti, compresi i testi di replica alle precedenti osservazioni: confermiamo che non c’è alcun elemento che possa modificare i giudizi totalmente negativi già espressi in precedenza. Al più presto invieremo al ministero le nostre argomentate considerazioni. Siamo abbastanza preoccupati dal silenzio delle istituzioni e anche delle organizzazioni della “società civile”. Confidiamo che sia un “silenzio operoso”, ma constatiamo che solo il comune di San Sebastiano Curone ha pubblicato un invito a “chiunque avesse interesse a manifestare le proprie osservazioni presso gli uffici comunali così da integrare quelle già autonomamente in corso di redazione”. Nessun riscontro ha avuto una nostra lettera inviata il 18 dicembre alla Regione Piemonte per chiedere chiarimenti circa quanto afferma la società proponente nella replica al comune di Fabbrica Curone, ossia che “In relazione alla distanza dei 50 m dal crinale … si evidenzia che la distanza va valutata dalla torre non anche dalle pale, come chiesto in una riunione presso la Regione Piemonte.”. Una tesi che non regge, come abbiamo già osservato fin dal maggio scorso scrivendone al MASE ( l’illustrazione che abbiamo inserito in questo post – in cui è evidente che, allontanandosi dalla linea di crinali, la distanza tra le curve di livello si abbrevia, ossia la pendenza del terreno aumenta e la stabilità dei manufatti diminuisce – prova che anche la società proponente si è posta il problema, salvo poi proporre argomenti poco difendibili per insistere con la sua scelta).

i documenti del progetto Giarolo: accessibilità dei contenuti, rispettare la forma e la sostanza

tratto dal documento “Quadro progettuale” pagina 43
fotomontaggio crinale Ebro / Giarolo (Panà in primo piano)

Tra i 1551 files provenienti dalla società che sta chiedendo il provvedimento unico in materia ambientale per il progetto di impianto eolico industriale “monte Giarolo” e riversati pochi giorni fa sul sito del ministero, c’è un testo di sedici pagine intitolato “Elenco ragionato elaborati” che, per quanto riguarda lo “Studio di impatto Ambientale” (SIA), rimanda, indicando i rispettivi codici numerici: al “Quadro programmatico”, al “Quadro progettuale”, al “Quadro ambientale” e alla “Sintesi non tecnica” (codice 22100_EO_DE_SIA_R_08_0004_C). I tre elaborati riferiti ai “Quadri” tematici sono datati “ottobre 2024” e riportano l’avvertenza secondo cui ciascun lavoro “annulla e sostituisce le precedenti trasmesse in quanto integra le osservazioni pervenute dagli Enti e recepisce le modifiche al progetto, necessarie per ottemperare alle richieste pervenute”. Per la “Sintesi non tecnica” (SNT) il rimando è invece ad una versione datata “aprile 2024”, che non tiene conto della modifiche. Ma il ministero dell’ambiente, spiegando cosa prescrive in proposito la legge, segnala che “il suo obiettivo [della SNT] è quello di rendere più facilmente comprensibile al pubblico i contenuti dello SIA, generalmente complessi e di carattere prevalentemente tecnico e specialistico, in modo da supportare efficacemente la fase di consultazione pubblica”. Nel nostro caso, il mancato aggiornamento vanifica lo scopo della norma circa il diritto a una comprensione delle modifiche apportate al progetto. Altra considerazione, sempre in tema di scarsa chiarezza: le repliche alle osservazioni e ai pareri a cui abbiamo fatto cenno nel precedente post, in gran parte non contengono una sintesi esplicita della risposta, ma si limitano a rimandare il lettore al contenuto di altri documenti di progetto. E, sulla cruciale questione dei contenuti e della qualità dello studio anemologico, l’ “Elenco ragionato” indica quale riferimento la “Relazione anemologica” (22100_EO_DE_GN_R_09_0005_C) che però non è stata pubblicata sul sito, rendendo impossibile conoscere se e come i proponenti abbiano preso in considerazione le diverse osservazioni presentate.

Con queste avvertenze, sperando che possa servire per iniziare a capirne qualcosa, e a rendersi conto della “qualità” del progetto e delle modifiche che ha subito, ecco i link ad alcuni documenti individuati tra quelli che, secondo l’ “Elenco ragionato” contengono “Relazioni specialistiche”:

la Relazione tecnica descrittiva

la Relazione paesaggistica

la Relazione di cantierizzazione

il Computo metrico estimativo

sui terreni gravati uso civico

sulla rete sentieristica e il cosiddetto “parco del vento

sulle interferenze con la viabilità da Mantova a Costa de’ Ferrai

sul “nodo” di San Sebastiano Curone

sempre sul “nodo”, la “viabilità alternativa”

eolico monte Giarolo, ecco le integrazioni – termine fino al 15 gennaio per ulteriori osservazioni

dalla replica di 15 Più al parere della Regione Piemonte “La fruizione turistica del parco eolico sarà prevedibilmente incentivata dalla prevista installazione di panchine giganti in corrispondenza delle piazzole destinate a ospitare gli aerogeneratori (foto tratta dal sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com )

Per adesso, diamo solo la notizia, riservandoci di approfondirla e di commentarla. Oggi sul sito del ministero dell’ambiente, consultabili a partire da questo link sono apparsi oltre 1500 file (l’intero progetto con le parti oggetto di integrazioni) proposti in un unico coacervo anche se i proponenti, dotati di un senso dell’umorismo tutto loro, scrivono: “Per una facilità di lettura dell’intero progetto si è optato per ripresentare tutto il materiale allineato alle modifiche eseguite”. Nella “Relazione tecnica descrittiva precisano che “il layout del progetto rimane pressochè inalterato ma sono state acquisite e sviluppate le considerazioni pervenute dagli Enti in un’ottica di miglioramento sia progettuale che ambientale”. Restano 20 torri nonostante il parere dell’Ente Aree Protette Appennino Piemontese, non c’è più l’area di 17 ettari a Momperone per accogliere i terreni di risulta, la “circonvallazione” di Costa de’ Ferrai sarebbe tracciata sul versante che affaccia verso Montacuto anziché su quello che affaccia verso Fabbrica, resterebbe la “strada di collegamento” che continuerebbe a svilupparsi in parte entro il sito “Natura 2000” ZPS Ebro Chiappo, lievemente accorciata.

Insieme alla documentazione integrativa è stato pubblicato un nuovo “avviso al pubblico” con cui sono stati riaperti i termini per le osservazioni, nuova scadenza il 15 gennaio 2025 , testo dell’avviso a questo link  .

Tra la copiosa documentazione, che ci riserviamo di leggere con attenzione, ci sono le repliche alle osservazioni fino ad oggi prodotte (la replica a quelle del CAI e del Comitato sono nel testo intitolato “Enti terzi”).
i link ai testi di replica
a Regione Lombardia https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187918

a Regione Piemonte https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187919 

a Regione Emilia Romagna https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187920 

a Provincia di Alessandria https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187924 

A Provincia di Pavia https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187921 

a Ente Aree protette appennino piemontese https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187925 

a Unione Montana Terre Alte https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187932 

a Comunità montana Oltrepò Pavese https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187934 

a comune di Momperone https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187922 

a comune di Montacuto https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187926 

a comune di Brignano https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187927 

a comune di San Sebastiano https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187928 

a comune di Albera https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187929 

a comune di Santa Margherita https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187930 

a comune di Fabbrica https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187931 

a comune di Cabella https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187933 

Ai comuni di Zavattarello e Romagnese https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187935   

a “Enti terzi” https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187923

30 novembre: il resoconto

Sabato 30 novembre grande partecipazione all’incontro organizzato dal Comitato per il territorio delle Quattro Province in collaborazione con il CAI per fare il punto sul progetto di impianto eolico del monte Giarolo alla vigilia della conferenza dei servizi del 3 dicembre p.v. Durante l’incontro, svoltosi nella sala SOMS gentilmente messa a disposizione dal Comune di San Sebastiano Curone, sono stati illustrati i dettagli procedurali dai quali dipende l’approvazione o (speriamo) la bocciatura del devastante progetto che interessa i crinali delle valli Borbera, Curone, Staffora. Hanno risposto all’invito del Comitato e del CAI, oltre a tantissimi cittadini e al Sindaco Vincenzo Caprile (che ha illustrato con una dettagliata relazione la posizione di contrarietà del Comune), anche gli assessori regionali Enrico Bussalino, Matteo Marnati, Federico Riboldi, tutti concordi nel ribadire la contrarietà della Regione Piemonte al progetto e la volontà di indicare, nella legge sulle Aree idonee di prossima emanazione, i crinali appenninici non idonei all’installazione di impianti come quello presentato. Gli assessori non hanno nascosto le difficoltà di una procedura di questo tipo, relative ai tempi ristretti e ai diversi livelli normativi che si intersecano. Numerose le domande e gli interventi dal pubblico. Di seguito un indice per fruire del report filmato con tutti gli interventi della giornata.

Il discorso introduttivo svolto da Michela Ballerini per conto del nostro Comitato

La relazione del sindaco di San Sebastiano Curone

Breve illustrazione delle cinque ragioni che inducono a respingere il progetto Giarolo, svolta da Lorenzo Sacchi

Giuseppe Raggi sulla Conferenza dei Servizi e la legge “aree idonee” . Per leggere e scaricare le slide utilizzate durante questo intervento, il seguente link

L’intervento dell’assessore agli enti locali, Bussalino

L’intervento dell’assessore alla sanità, Riboldi

L’intervento dell’assessore all’ambiente e all’energia, Marnati

L’intervento del consigliere regionale del movimento 5 stelle, Coluccio

L’intervento di Patrizio Dolcini, di Legambiente

L’intervento in tema di anemometri di un appassionato di parapendio

L’intervento degli esponenti del CAI

L’intervento di Mauro Ratto e la replica dell’assessore Marnati

L’intervento di Davide Sigolo sulla necessità di cambiare paradigma

Ampliamento delle Aree Protette: la posizione del Comitato nell’intervento di Paolo Ferrari

La questione del fotovoltaico richiamata da un esponente di “Tuteliamo il Monferrato”

Trasparenza e partecipazione: domande del Comitato e risposte di Marnati

I saluti conclusivi

importante: sabato 30 a San Sebastiano per il confronto su progetto Giarolo e leggi aree idonee

Ritroviamoci in tanti alla Soms di San Sebastiano Curone, nel pomeriggio di sabato 30 novembre, dalle 14 e 30, per ribadire le ragioni della contrarietà al progetto di impianto eolico “monte Giarolo”, per informarci e per discutere di energie rinnovabili. Faremo il punto sul progetto “monte Giarolo”: è recentissima la notizia che il ministero ha convocato per il prossimo martedì 3 dicembre la conferenza dei servizi per decidere anche su tutte le diverse autorizzazioni che la società 15 Più Srl ha chiesto con la procedura di Provvedimento Unico Ambientale, in attesa che, in parallelo, la commissione tecnica di nomina ministeriale esprima il fondamentale giudizio sull’impatto ambientale.

Altro tema urgente in discussione sarà il decreto ministeriale del 21 giugno 2024, norma che ha  stabilito per ogni regione il termine del 30 dicembre 2024 per adottare una legge che individui rispettivamente: le aree in cui sono ammessi gli impianti “rinnovabili” con procedura autorizzatoria accelerata – le aree incompatibili con l’installazione degli impianti – le aree in cui si applicano i regimi autorizzatori ordinari – quelle in cui è vietata l’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra. Intendiamo evidenziare le molte ragioni per le quali i crinali delle alte valli Borbera e Curone (al pari delle aree circostanti) debbono essere inclusi tra categorie di aree NON IDONEE all’installazione di impianti industriali di qualsiasi tipo e dimensioni, preservandone la naturalità e le caratteristiche storiche, paesaggistiche e culturali. Per quanto è dato capire da un recente comunicato diffuso dagli uffici stampa degli assessori regionali Enrico Bussalino e Matteo Marnati, ad analoga conclusione dovrebbe essere giunto l’esecutivo dell’ente regionale piemontese. E proprio agli assessori e a tutti i consiglieri regionali, all’intero mondo politico e agli amministratori locali (Provincia, sindaci, ma pure gli amministratori egli esponenti politici della Regione Lombardia che sarebbe comunque coinvolta nei gravissimi impatti ambientali e paesaggistici determinati dalla realizzazione di quell’impianto o di altri consimili) ci rivolgiamo direttamente chiedendo che intervengano all’incontro, per illustrate le rispettive posizioni sui criteri ispiratori e, soprattutto, sugli specifici contenuti della legge regionale piemontese (e lombarda). Gli assessori Marnati e Bussalino ci hanno già confermato la loro presenza. Ci attendiamo coerenza perché in questo frangente siano confermati i ripetuti impegni alla massima tutela del nostro ambiente naturale, storico e paesaggistico, un contesto che da tanti anni è al centro di progetti di valorizzazione turistico-ambientale che sarebbero completamente vanificati da opere industriali simili a quella in corso di esame.

Il 30 novembre è importante esserci in tanti, cittadini, associazioni, esponenti delle istituzioni, frequentatori delle nostre valli, per riaffermare una visione di valorizzazione del territorio montano che deve necessariamente fondarsi sulla tutela e la promozione dei suoi valori naturalistici, paesaggistici, storici e culturali.

Comitato per il territorio delle Quattro Province

Ente Aree Protette: un ruolo indispensabile

Il Comitato per il territorio delle Quattro Province rinnova la propria disponibilità a collaborare con le Aree Protette dell’Appennino Piemontese per il superamento delle criticità interne all’ente, per il perseguimento dei comuni obiettivi di tutela ambientale e per l’ampliamento dei confini del Parco Naturale della val Borbera.

ll nostro Comitato ha sempre considerato di fondamentale importanza per le alte valli piemontesi delle Quattro Province l’esistenza e l’operato dell’ente gestore delle Aree Protette dell’Appennino Piemontese. A suo tempo abbiamo giudicato positivamente il fatto che a tale ente fosse stata affidata  la gestione della ZPS Ebro Chiappo, abbiamo poi espresso soddisfazione e speranza al momento dell’istituzione del Parco naturale regionale dell’Alta val Borbera. In concreto, negli anni abbiamo collaborato in varie forme con l’ente, partecipando agli incontri PANTA per il Piano Forestale Aziendale (PFA), al monitoraggio all’interno della ZPS Dorsale Ebro Chiappo e al progetto Wolf Alps Piemonte e nell’organizzazione di diverse edizioni degli incontri Natura d’Appennino

Ci preoccupa perciò la situazione di conflittualità politica interna all’ente, di cui hanno riferito alcuni recenti articoli di stampa e che è emersa anche nell’ultima seduta del consiglio, alla quale abbiamo assistito sedendo tra il pubblico. Non vogliamo addentrarci nel merito di questioni interne all’ente né pronunciarci sulle dinamiche del recente grave disastro ambientale della Lavagnina, vicenda rispetto alla quale ci auguriamo che le critiche all’operato dell’ente, di per sé del tutto legittime, non siano utilizzate in modo strumentale per finalità di sterile polemica, indulgendo a personalismi e localismi infruttuosi. Sull’accaduto si è aperta la fase delle procedure di riparazione previste dall’art.50 della legge regionale sulle Aree Protette, con la Provincia di Alessandria quale Autorità competente ai sensi del D.lgs 152/2006, una fase nel cui contesto l’Ente di gestione svolge un ruolo tecnico fondamentale e sulla quale occorre siano poste in essere istanze positive e propositive, al fine di supportare e garantire un adeguato ripristino ambientale come prevedono le norme vigenti. 

È di vitale importanza, riteniamo, un lavoro di critica costruttiva che contribuisca a rendere più efficace l’attività di un ente così profondamente radicato nell’ampio territorio all’interno del quale è chiamato ad operare: le aree protette, ne siamo fermamente convinti, rappresentano ad oggi l’unico strumento di effettiva tutela ambientale dei nostri territori, nonché un importante volano per un’economia locale libera da forme di speculazione estrattivista e fondata sulla valorizzazione della biodiversità e delle forme di fruizione del territorio legate all’escursionismo e alla tradizionale economia agro-pastorale.

L’esperienza di collaborazione con l’ente ci fa pensare che esistano le basi per il superamento di tante criticità che (al di là di questioni personali che potrebbero forse essere risolte con un maggior dialogo interno all’ente) derivano in gran parte da una situazione emersa con chiarezza nel corso dell’ultimo consiglio e che rasenta l’assurdo: un personale drammaticamente sotto-organico per un territorio che negli anni è andato costantemente estendendo la sua superficie (si consideri che per la vigilanza  l’ente dispone di soli 6 guardia parco per una superficie di oltre 24.000 ettari, mentre per il personale tecnico il numero scende addirittura a 4).

Siamo nati nel gennaio 2011 con il proposito di “difendere e migliorare la qualità della vita e dell’ambiente nel territorio delle Quattro Province” (art. 2 del nostro statuto). Consideriamo l’Ente Aree Protette dell’Appennino Piemontese, per le competenze di cui dispone, un interlocutore necessario per realizzare il nostro scopo e continueremo ad essere disponibili alla massima collaborazione, condividendo le competenze e la conoscenza sviluppate in tanti anni di nostra presenza attiva sul territorio.

Soprattutto, convinti del ruolo fondamentale dei sistemi di aree protette, INSISTIAMO NEL CONSIDERARE INDISPENSABILE E NELL’AUSPICARE L’AMPLIAMENTO DEI CONFINI DEL PARCO DELL’ALTA VAL BORBERA (al quale non potrà non accompagnarsi un incremento significativo del personale ed un suo efficace e razionale impiego). Una necessità oggi più che mai cogente, l’ampliamento, per raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla strategia europea per la Biodiversità 2030, nonché per far fronte alle perduranti minacce di estrattivismo energetico (eolico, fotovoltaico e forestale) che incombono sul nostro territorio, esemplificate dal progetto dell’enorme impianto eolico “monte Giarolo” a contrasto del quale il comitato è impegnato da mesi, insieme a numerose altre realtà associative del territorio. 

precisazioni su una notizia

Sintesi giornalistica “di impatto”, nel titolo de Il Secolo XIX di ieri, su una vicenda che merita però un approfondimento a partire dai documenti, consultando il sito del consiglio regionale. L’interrogazione 106 è stata discussa pochi giorni fa, il 29 ottobre. Il verbale della seduta non c’è ancora, ma gli uffici del consiglio mettono già a disposizione per ogni intervento una ripresa filmata. Qui il link al video (durata 4 minuti circa) dell’intervento dell’interrogante, e qui la breve replica dell’assessore Vignale (il quale si è limitato a leggere un testo – del quale proponiamo la nostra trascrizione – testo che pensiamo sia stato predisposto dagli uffici dell’assessore competente, quello all’ambiente, che era assente dall’aula e che aveva delegato al collega il compito di replicare).

L’interrogante, dopo aver ricordato nella premessa le caratteristiche del progetto monte Giarolo, segnala che le regioni dovranno individuare entro il 2 Gennaio 2025 con una legge sia le aree idonee, sia le aree non idonee per l’installazione di impianti quali l’eolico e il fotovoltaico (e auspica per inciso che l’orientamento delle scelte per il necessario sviluppo delle energie rinnovabili avvenga su aree già urbanizzate che non prevedano la rimozione o riduzione di servizi ecosistemici) e conclude chiedendo di “conoscere quali siano le aree idonee e non idonee coinvolte nel progetto di realizzazione dell’impianto eolico industriale “Monte Giarolo” nell’area interna “Terre del Giarolo”.

Replicando, la giunta espone dapprima la sua valutazione circa la situazione attuale. Ricorda quindi in premessa che, ad oggi, è il PEAR (Piano Energetico Ambientale Regionale) che contiene l’elenco dei criteri per definire le “aree inidonee” all’eolico. Afferma poi che l’area del progetto “non pare interessata dalla presenza di aree inidonee ai sensi del PEAR” . Sia nelle nostre osservazioni al progetto, sia in quelle del comune di Fabbrica Curone, si ricorda però che lo stesso PEAR, richiamando l’articolo 13 delle norme tecniche di attuazione del piano paesaggistico regionale, definisce inidonee le aree site nell’intorno di 50 metri dalla linea di crinale quando si tratti di un’area oggetto di tutela ex art. 136 del Testo Unico Ambiente. E, nel nostro caso, esiste sui crinali un vincolo ex art. 136 apposto a seguito del “decreto Galasso” del 01/08/1985. Solo i basamenti delle pale si troverebbero oltre l’area vincolata, mentre la parte aerea si proietterebbe al suo interno. La regione, sempre citando il PEAR, prosegue scrivendo che “l’area di progetto risulta essere ricompresa all’interno dell’Ambito 1 delle aree di sviluppo della fonte eolica” in cui “è possibile immaginare che possa approfondirsi, pur al netto delle aree inidonee, una progettualità per lo sfruttamento a fini energetici della risorsa vento” e aggiunge che le nostre aree “sono caratterizzate dall’assenza dei principali vincoli che ostacolano la realizzazione di un progetto eolico, quali la sovrapposizione con Zone di Protezione Speciale (ZPS) della Rete Natura 2000 e con vincoli di cui all’articolo 13 delle Norme Tecniche di Attuazione del Piano Paesaggistico regionale sui crinali montani”. Queste ultime due osservazioni meritavano quanto meno di essere meglio articolate: oltre ad un approfondimento della questione relativa all’articolo 13 del PEAR, di cui abbiamo detto sopra, era a nostro avviso opportuno fare menzione della ZPS “dorsale Ebro Chiappo”. Pur escludendosi la collocazione di aerogeneratori al suo interno, la ZPS sarebbe fortemente impattata dal progetto nei suoi obiettivi di conservazione, e vedrebbe addirittura svilupparsi entro il proprio perimetro una parte della viabilità di cantiere e di servizio. Il tutto è ben evidenziato nel documento prodotto in sede di “valutazione di incidenza” dall’Ente gestore della ZPS.

La conclusione della regione: “Infine, si precisa che non può esservi interessamento di aree idonee per gli impianti a fonte rinnovabile, dal momento che queste saranno individuate con legge regionale in attuazione del Decreto Ministeriale 21 giugno 2024 (ddl in corso di predisposizione). “. Da tempo ci stiamo appellando alla regione proprio per avere lumi su percorso che si sta seguendo per elaborare il testo di questo disegno di legge (abbreviato in “ddl”) destinato a definire le superfici ed aree idonee, le superfici ed aree non idonee e le superfici e aree ordinarie.

aree idonee per le rinnovabili in Piemonte: insistiamo con il nostro appello

È ormai scaduto il termine del 1 ottobre (così prorogato dal ministero dell’ambiente), data entro la quale era ancora possibile produrre osservazioni al progetto di impianto eolico industriale monte Giarolo. Continua l’attesa per conoscere i successivi sviluppi di questo procedimento di valutazione ambientale, e resta forte il timore di un esito che sconfessi le tante osservazioni e i tanti pareri negativi espressi dalle istituzioni locali, da varie realtà associative e da singoli cittadini, in primis per gli impatti dell’opera sul fragile e prezioso ambiente dei crinali appenninici, tali da vanificare ogni progetto di sviluppo sostenibile del territorio.

Il caso del “monte Giarolo” è un chiaro esempio della proliferazione incontrollata di progetti di impianti da Fonte di Energia Rinnovabile (FER), un vero e proprio “assalto alla diligenza”. Un tema che in questo momento è cruciale. Infatti, le regioni, per rispettare il DM 21 giugno 2024, dovranno individuare entro il 2 Gennaio 2025 con una legge sia le aree IDONEE, sia le aree NON IDONEE per l’installazione degli impianti FER tra i quali rientrano l’eolico e il fotovoltaico. Perciò a fine settembre, con una lettera aperta sottoscritta da 17 tra associazioni e pro loco del territorio, ci siamo rivolti ai competenti assessori ed a tutti i consiglieri della Regione Piemonte, chiedendo loro un incontro pubblico in zona nel più breve tempo possibile per informare direttamente i cittadini “sui criteri ispiratori, il metodo e la tempistica previsti per l’elaborazione, la discussione e l’approvazione della legge regionale“.

Quanto alla vicenda che più direttamente ci occupa, autorevoli esponenti istituzionali – a vari livelli, anche regionali, e con motivazioni collimanti in gran parte con le nostre – più volte, sui media e in occasione di incontri pubblici, hanno espresso la loro netta contrarietà all’impianto eolico proposto per il monte Giarolo. Ci aspettiamo quindi che siano coerenti e consequenziali, decretando sia per l’area coinvolta dal progetto sia per tutte quelle che presentano simili caratteristiche di valore ambientale e storico-culturale, la non idoneità all’installazione di opere industriali di qualsiasi dimensione, orientando le scelte per il necessario sviluppo delle energie rinnovabili (che auspichiamo possano essere della massima efficacia) sulle aree già artificializzate ovvero sulle enormi superfici di capannoni, parcheggi, cave dismesse, autostrade ecc., anche avviando una politica coraggiosa di ricerca e sperimentazione delle più innovative soluzioni tecnologiche oggi già disponibili.

La nostra lettera aperta non ha ancora ricevuto risposta. Dall’ufficio stampa dell’ente regionale apprendiamo che, sul tema della legge “aree idonee”, lo scorso giovedì 26 ottobre l’assessore all’ambiente ha riferito alla terza commissione, informando i consiglieri che il 28 ottobre avrà luogo un incontro “con tutte le associazioni di categoria e di comuni, occasione in cui la Giunta prenderà atto della loro proposte in merito alla futura legge regionale”. Ignoriamo quali siano i portatori di interessi che hanno ricevuto l’invito a parteciparvi. Per noi rimane valida la richiesta di incontro pubblico, aperto a tutta la cittadinanza, da svolgere sul territorio delle valli Curone e Borbera, incentrato prioritariamente sul tema dell’impianto eolico del Giarolo.