Lettera aperta agli amministratori pubblici dal Movimento Villeggianti

LETTERA APERTA AGLI AMMINISTRATORI PUBBLICI DAL MOVIMENTO VILLEGGIANTI

San Sebastiano Curone, 31 marzo 2011

Spettabile assemblea

Rappresentiamo un gruppo consistente di cittadini residenti a Milano, a Genova, Alessandria e in altre città vicine che hanno acquistato un immobile in queste valli ed esprimiamo il nostro completo dissenso nei confronti della proposta di costruzione di un impianto eolico industriale sui crinali del territorio delle quattro province.

Premettiamo che nessuno di noi è contrario di principio alle energie rinnovabili, anzi riteniamo che questa sia l’unica strada percorribile, compreso l’impiego dell’energia eolica. A condizione però che gli interventi siano sostenibili, a basso impatto ambientale e soprattutto adeguatamente pianificati. Siamo invece totalmente contrari agli impianti industriali di dimensioni monumentali, che portano soltanto devastazione. E non solo sui crinali – fatto già di per sé preoccupante – ma alle valli intere: decine di migliaia viaggi, con 80 viaggi giornalieri di camion, adeguamento di strade per i passaggi speciali, migliaia e migliaia di metri cubi di cemento affondati sui monti, deviazioni o chiusura di sorgenti, attraversamento di paesi per quasi due anni, espropri per consentire l’accesso ai siti da parte di mezzi che farebbero fatica a transitare addirittura sulle autostrade, danni irreversibili dopo l’abbandono degli impianti ormai obsoleti. Non sono fantasie, le sintesi tecniche parlano chiaro.

Il progetto sembra procedere nel suo iter mosso da interessi per nulla trasparenti, in totale mancanza di verifiche preliminari – né per quanto riguarda la redditività economica né dal punto di vista della sostenibilità ambientale: è di fatto facilmente immaginabile come la prospettata ‘violenza’ al territorio – ricchezza primaria (l’unica?) di questi luoghi – si tradurrebbe in una certa ricaduta economica negativa, e quindi di impoverimento definitivo del territorio stesso.

I termini di compensazione alle comunità locali previsti a fronte dell’enorme entità del dissesto e dei disagi associati al progetto sono di fatto inconsistenti nonché inaccettabili per principio; per contro, si può già da ora mettere in conto un certo e consistente ritorno negativo per la mancata affluenza o forte contrazione del “reddito da villeggiatura” – attualmente voce importante nell’economia locale, benché le amministrazioni in questo frangente sembrino ignorarlo – e del relativo indotto sulle attività delle valli.

É gravissimo infine il tentativo dei rappresentanti politici di minimizzare l’impatto sul territorio e sulla vita degli abitanti o addirittura di presentarlo come una scelta a vantaggio della popolazione, non accettando un confronto diretto ed evitando la diffusione delle informazioni. Prova ne è la decisione di indire questa assemblea durante una giornata lavorativa senza pubblicizzare adeguatamente l’iniziativa.

Le ragioni che hanno motivato la nostra scelta di investire energie e risorse finanziarie sono facilmente intuibili: in queste valli si viene soprattutto per la bellezza naturale e l’integrità del territorio. Lo scempio ambientale che ora si prospetta – una distruzione senza ritorno di uno dei luoghi più belli dell’Appennino settentrionale, con un ritorno insignificante in termini di energia alternativa – ci spinge a un ripensamento radicale sull’opportunità di destinarvi ulteriori risorse finanziarie, continuando a pagare tasse sulla seconda casa, a frequentare i ristoranti e a comprare nei negozi e supermercati locali come abbiamo fatto finora.

Spetta ai cittadini e non agli speculatori decidere se un progetto di tale portata sia veramente un’opportunità di miglioramento o piuttosto un ennesimo atto vandalico da lasciare in eredità alle generazioni future.

MOVIMENTO VILLEGGIANTI

Il rappresentante Lorenzo Sacchi

San Sebastiano Curone, 31 marzo 2011

Movimento Villeggianti – Via San Rocco, 5 – 20135 Milano

Intervento del Comitato al confronto pubblico di San Sebastiano Curone

CONFRONTO PUBBLICO RELATIVO AL PROGETTO DI REALIZZAZIONE DI UN IMPIANTO EOLICO SULL’APPENNINO ALESSANDRINO

San Sebastiano Curone, 31 marzo 2011

Intervento del “Comitato per il Territorio delle Quattro Province”

Gentili signori,

il Comitato per il Territorio delle Quattro Province prende atto che questa iniziativa di dibattito pubblico sugli impianti eolici industriali nei crinali delle valli formalmente segue la direzione che è stata auspicata dal comitato fin dal suo nascere, quella di una comunicazione il più possibile completa su un tema che da anni assorbe e catalizza le energie decisionali dei nostri enti locali.

Il Comitato esprime però un giudizio nettamente negativo su due aspetti: la scelta di collocare in giorno lavorativo la data dell’incontro (in tal modo non si favorisce affatto la partecipazione del pubblico) e, soprattutto, l’invito ad un confronto che continua ad essere condotto su ipotesi progettuali non sufficientemente definite e viene indetto dopo che lo specifico contesto procedurale ha visto proprio fino a ieri un sovrapporsi di provvedimenti e di contestazioni formali tale da legittimare forti riserve anche da parte di cittadini non addetti ai lavori.

Tuttavia, ogni occasione per affrontare problematiche che potrebbero avere gravissime conseguenze sull’integrità del nostro ambiente montano e sulle possibilità di uno sviluppo sostenibile è comunque preziosa, per noi e per le molte persone che seguono la nostra attività di informazione. In questa sede esprimeremo perciò alcune considerazioni che ci sembrano basilari, al di là delle valutazioni di carattere tecnico ed economico (aspetti sui quali abbiamo svolto e svolgeremo anche in futuro verifiche, valutazioni ed osservazioni, basandoci sui dati resi pubblici prima del confronto odierno e sulle odierne comunicazioni dei proponenti). Da oltre dieci anni il comprensorio a cui si riferisce la Comunità Montana Terre del Giarolo è interessato da una ridda di proposte che mirano a collocare sui crinali delle nostre montagne installazioni industriali per la produzione di energia eolica.

Di fronte a queste proposte si è sempre registrata una scarsa o nulla coesione tra le amministrazioni locali, ma l’impressione è che le stesse si siano appiattite sulle proposte provenienti da soggetti estranei al territorio, rinunciando a elaborare strategie di sviluppo delle nostre valli basate sulla loro reale vocazione: agricola, pastorale, turistico-ambientale. In questo senso possiamo dire che l’”eolico”, ancora prima della sua ipotetica realizzazione, abbia già prodotto danni, paralizzando in larga misura l’attività politica e amministrativa del territorio.

Nel corso degli incontri che il nostro Comitato ha promosso in questi ultimi mesi è emerso un ampio e articolato dissenso nei confronti della realizzazione di impianti industriali di tali dimensioni in un contesto ambientale caratterizzato da un elevato livello di biodiversità e da una diffusa fruizione turistico-escursionistica le cui potenzialità, lungi dall’essere ad oggi espresse completamente, sarebbero al contrario del tutto compromesse dalla massiccia opera di cantierizzazione necessaria alla collocazione di decine di torri con enormi basamenti di cemento, alte fino a 150 metri, strutture senza pari per impatto ambientale in un contesto montano, equiparabili in tutto e per tutto a costruzioni architettoniche e conseguentemente – si noti – interdette da un raggio di 50 metri dai crinali secondo le vigenti norme regionali di salvaguardia.

L’opposizione diffusa e motivata di vasti settori di popolazione residente, di proprietari di case e terreni, di frequentatori abituali e di operatori economici ha avuto ampia eco sui media locali e non va confusa in alcun modo con l’abusata espressione “sindrome Nimby” o con un’opposizione generica all’energia eolica. Al contrario, è anche in considerazione del valore e dell’importanza che tale energia rivestirà nel futuro del pianeta che assume un particolare significato l’opposizione critica nei confronti di una progettualità che opera in controtendenza rispetto alle scelte dei paesi in cui lo sfruttamento dell’energia eolica è più avanzato. Tutte le ipotesi finora elaborate per l’Appennino delle Quattro Province prevedono l’installazione di un numero elevatissimo di macchine di grande taglia, macchine che nei paesi del Nord Europa o in Spagna trovano collocazione in impianti marini offshore o in pianure ed altipiani, e mai vengono installate, nei numeri e nelle dimensioni di cui discutiamo, in ambienti montani geologicamente instabili, di grande pregio naturalistico e paesaggistico, lontani dalle reti di distribuzione, moltiplicando in modo esponenziale tutti i possibili impatti negativi.

Vediamo i dati.

In Spagna, su 20.676 Mw di potenza installata, ben 8.512 Mw, il 41 per cento del totale, sono collocati nella regione geografica dell’altipiano della Meseta, che comprende le comunità di Castiglia e Leon e Castiglia La Mancha (di donchisciottesca memoria), 3.289 Mw, un altro 16 per cento, nella regione atlantica della Galizia, 2.979 Mw, un ulteriore 14 per cento, in Andalusia, e solo 152 Mw, lo 0,74 per cento, nei Paesi Baschi. In Germania, su 25.777 Mw di potenza installata, 21.118 Mw, l’ 82 per cento del totale, sono collocati nei lander del nord, ossia in Sassonia, Meclenburgo-Pomerania, Slesia, Brandenburgo, Nord Westfalia, e solo 467 Mw, l’1,8 per cento, in Baviera. Non vogliamo dilungarci sulle voci autorevoli che negli ultimi anni si sono espresse a proposito della scarsa efficienza energetica e dell’impatto ambientale dei cosiddetti “parchi eolici” in ambiente appenninico, e neppure elencare nuovamente quelle criticità numerose e varie che in sede di conferenza dei servizi sono state individuate dagli enti più autorevoli, criticità che, sebbene rivolte al progetto di Equipe Group, si ripropongono in termini analoghi anche per i progetti concorrenti. In particolare la Provincia ha svolto un lavoro minuzioso e scrupoloso, formulando osservazioni nelle quali il nostro comitato si riconosce pressoché totalmente.

In questa sede ci preme solamente ribadire un principio basilare: nessuno sviluppo di un territorio è possibile sulla base della cancellazione delle caratteristiche di maggior pregio di quello stesso territorio. E tali caratteristiche sono rappresentate, nel nostro caso, proprio dai crinali, anima e identità da tempi protostorici di quel territorio tra Mediterraneo ed Europa continentale, tra Alpi ed Etruria, percorso, un tempo, dalle millenarie vie del mare, ed oggi frequentato dagli escursionisti che in esso trovano caratteri assenti, ad esempio, nelle pur bellissime Alpi. Percorsi, questi, al centro da anni di sforzi di valorizzazione (insufficienti, riteniamo, ma comunque da rilevare) da parte della stessa Comunità Montana come pure da numerose prestigiose associazioni, tra le quali il CAI, che osserva con grande preoccupazione quanto sta avvenendo sui nostri monti, vedendo a serio rischio, al pari degli operatori economici vicini ai crinali, la fruizione escursionistica degli stessi.

Riteniamo quindi, e con questo concludiamo questo intervento, che non sia ammissibile un ragionamento invece molto diffuso, e che abbiamo purtroppo sentito formulare anche dai rappresentati dell’ente Comunità Montana Terre del Giarolo, quello cioè che subordina la scelta sulla realizzazione di tali impianti all’entità dei proventi che ricadranno sul territorio. Non è possibile “devastare” un territorio e sulla base di tale devastazione costruirne lo sviluppo. Usiamo intenzionalmente la parola “devastare” perché l’abbiamo letta in un recente articolo attribuita proprio al presidente di questa Comunità Montana.

Se dunque di devastazione si tratta, non c’è quantità di denaro che possa compensare la perdita dell’integrità dei nostri crinali che sono un valore al tempo stesso ambientale, storico ed economico.

La più grande ricchezza del nostro territorio, non compromettiamola per sempre.

Manifestazione “IN CAMMINO PER I NOSTRI CRINALI” – Domenica 8 Maggio 2011

Il Comitato per il Territorio delle Quattro Province invita alla manifestazione

IN CAMMINO PER I NOSTRI CRINALI

domenica 8 maggio 2011

Documenti prelevabili:

Volantino della manifestazione

Cartina sentieri

Come raggiungerci

Il territorio delle “Quattro Province” (le terre appenniniche al confine tra le province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova), noto e frequentato da moltissimi escursionisti, negli ultimi mesi e’ interessato da una serie di progetti che prevedono di collocare sui crinali giganteschi impianti industriali per la produzione di energia eolica.

Presso la Provincia di Alessandria sono state depositate ben tre richieste per realizzare centrali eoliche industriali. A seconda del proponente, si tratterebbe di installare aerogeneratori in numero da 37 a 61, di altezza media variabile dai 130 ai 150 metri, che si affollerebbero, in pochi kilometri, sui crinali sommitali del nostro territorio, tra val Borbera val Curone e Valle Staffora.

Il nostro Comitato si e’ costituito lo scorso gennaio. Ci proponiamo di informare il piu’ possibile i cittadini circa la localizzazione, l’entita’, i costi e i benefici dei progetti che sono stati messi in campo. Pur partendo dalla condivisa propensione per le forme di energia rinnovabile, l’esame approfondito dei primi due elaborati, i soli resi pubblici, ci porta a un giudizio negativo.

Tralasciando le incongruenze di carattere tecnico-economico (ad esempio non sono ancora ben chiari i dati della velocita’ del vento), e’ apparso da subito evidente che progetti di tale dimensione avrebbero un impatto insostenibile sull’ambiente montano, lo trasformerebbero irreversibilmente, incidendo anche sulla gia’ fragile struttura geologica di un contesto caratterizzato da un elevato livello di biodiversita’.

Anche la diffusa fruizione turistico-escursionistica, della quale i peculiari caratteri ambientali e di paesaggio dei nostri luoghi sono premessa e condizione principale, sarebbe del tutto compromessa a seguito della massiccia opera di cantierizzazione necessaria alla collocazione di decine di torri con enormi basamenti di cemento e alla realizzazione di grandi strade adatte a mezzi pesanti necessarie per garantirne la manutenzione negli anni.

Il Comitato, tra le varie iniziative in programma, intende organizzare una camminata per domenica 8 maggio p.v., nel corso della quale, partendo da punti diversi del territorio, i partecipanti convergano alla sommita’ del Monte Chiappo, la cima piu’ alta del comprensorio.

Una grande iniziativa, di forte richiamo anche mediatico, per cercare di catalizzare sul problema di cui abbiamo detto la massima attenzione, sia da parte della popolazione residente sia dei proprietari di seconde case, sia dei tanti escursionisti e in generale di chi ama i nostri crinali.

Proprio per questa motivazione il Comitato chiede la Vostra disponibilita’ a condividere lo spirito dell’iniziativa, invitandovi a partecipare alla camminata per la difesa della nostra montagna.

In allegato troverete una scheda sui progetti in discussione e tutto il materiale prodotto dalle sezioni CAI di Voghera, Tortona e Novi Ligure che, per vicinanza territoriale e condivisione degli obiettivi, ci stanno aiutando nell’organizzazione della giornata. Tutti gli aggiornamenti relativi all’iniziativa saranno disponibili nel blog del comitato: http://www.comitato4p.org.

Cordiali saluti.

per il Comitato Michela Ballerini (vice presidente) e Giuseppe Raggi (presidente)

Assemblea pubblica del comitato

COMITATO PER IL TERRITORIO DELLE QUATTRO PROVINCE

SABATO 19 MARZO

ORE 15.00

ASSEMBLEA PUBBLICA

PRESSO LA SALA DELLA

COOPERATIVA VOLPEDOFRUTTA

P.zza Bruno, 1 – Monleale (AL)

ORDINE DEL GIORNO:

– Presentazione del Comitato, breve relazione programmatica e organizzazione iniziative;
– Aggiornamento sui progetti delle centrali eoliche in corso;
– Discussione aperta sui temi dell’eolico e dei possibili scenari di sviluppo delle nostre valli;
– Rinnovo incarichi del coordinamento del Comitato;
– Varie ed eventuali.

Durante la riunione si potrà sottoscrivere la quota associativa per aderire e sostenere le attività del Comitato

per informazioni: comitato@appennino4p.it

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La prima assemblea pubblica del Comitato per il territorio delle Quattro Province

Sabato 19 marzo, alle ore 15.00, presso la sala della Cooperativa Volpedofrutta di Monleale (AL), piazza Bruno, 1, si svolgerà la prima assemblea generale (che fa seguito agli incontri di Salogni e Albera) del Comitato per il territorio delle Quattro Province, sorto con lo scopo di coinvolgere il più ampio numero possibile di cittadini nella partecipazione critica sulle scelte di sviluppo socio-economico che interessano le terre appenniniche dove confinano le province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova. Una particolare attenzione sarà rivolta ai progetti di impiantistica eolica industriale, la realizzazione dei quali altererebbe in modo irreversibile le caratteristiche ambientali del territorio con gravi ricadute sull’economia locale. Nel corso dell’assemblea saranno trattati i seguenti punti: presentazione del comitato, breve relazione programmatica e organizzazione iniziative; aggiornamento sui progetti delle centrali eoliche in corso; discussione aperta sui temi dell’eolico e dei possibili scenari di sviluppo delle nostre valli; rinnovo incarichi del coordinamento del comitato.

Ampio spazio sarà dedicato agli interventi della popolazione che è invitata ad intervenire numerosa.

Saranno inoltre definiti e comunicati ufficialmente i dettagli relativi alla grande escursione prevista per il mese di maggio sui crinali interessati dai progetti di impiantistica eolica.