«L’eolico non conviene». Parla il sindaco di Erchie (Brindisi)

MANDURIA – «Ci avevano fatto credere che ci sarebbero stati ritorni economici per il nostro comune e vantaggi occupazionali per il territorio, ma non è niente vero. Stiamo valutando strade di natura giudiziarie». La confessione è del sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti, il primo a cedere alle lusinghe degli investitori della green energy che in casa sua hanno già ottenuto 17 autorizzazioni per altrettante torri eoliche nelle campagne di Erchie ed altre 30 sono in fase di valutazione. Il primo cittadino si lascia così andare nell’ ultimo servizio prodotto dal movimento Giovani per Manduria, «10 minuti per Manduria», che potrete seguire domani nella sua forma integrale. «Per realizzare gli impianti previsti nel progetto – spiega Margheriti – occorrevano 45 milioni di euro», una cifra impossibile per gli imprenditori nostrani. «Così tutto è stato venduto alla Toshiba che non sa nemmeno dove si trovi Erchie così tutti i lavori sono stati subappaltati a imprese esterne senza nessuna ricaduta sull’economia locale». Incalcolabile poi il danno ambientale prospettato dal sindaco di Erchie che riconosce il proprio errore anche in questo settore. «Credevo che l’impatto ambientale riguardasse solo i 40 metri quadrati che occupa una torre, ma non avevo considerato le opere necessarie per collegare tra loro le turbine e per mettere in rete l’energia: centinaia di metri di muretti a secco, ettari di macchia mediterranea e cinquecento alberi di ulivo secolari». E questo solo per 17 torri. Provate ad immaginare lo stesso impatto sull’ambiente rapportato alle 63 pali che le stesse società che risiedono in Via dei Mille a Manduria vorrebbero realizzare nelle terre del Primitivo.

Le relative istanze di valutazione di impatto ambientale sono state presentate alla Regione Puglia che ha già chiesto pareri alle istituzioni locali e provinciali. Il comune di Manduria ha già espresso parere contrario alla Via e la parola ora tocca alla Regione.

Per un’altra domanda il cui iter è iniziato prima, relativa a una piccola stazione eolica di cinque torri in contrada Giustiniani, sulla Manduria Maruggio, la fase autorizzativa è già in uno stato avanzato. Pere che per queste cinque torri, nonostante il parere contrario del comune, nessuno possa più opporsi anche per l’assenso ottenuto dalla competente commissione paesaggistica comunale.

(Vedi l’articolo originale a questo link)

Grandi opere inutili in Lombardia: quando basta?

Evento promosso dal Coordinamento Regionale contro le grandi opere (autostrade) che si terrà il 16 febbraio a Milano, a cui aderiscono: Aderiscono: Acli Milano, Altreconomia, Comitato dei beni comuni di Monza e Brianza, Comitato No Tem Si Metro, Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia, Coordinamento comitati e associazioni No autostrada Broni-Mortara Coordinamento Nord Sud del mondo, Legambiente Lombardia, Lista Civica Italiana, Rete dei comitati e delle associazioni per la tutela della salute, dell’ambiente e del territorio delle provincia di Pavia, Progetto Spiga & Madia del Distretto di economia solidale della Brianza

Sabato 16 febbraio

Ore 14,00

Presso Salone Acli – Via delle Signora, 3 – Milano

Grandi opere inutili in Lombardia: quando basta?

Le nuove autostrade lombarde, tra dissesto finanziario e consumo di territorio. Esperti e comitati a confronto con i candidati alla presidenza della Regione Lombardia
Intervengono:
Ivan Cicconi, esperto di appalti pubblici
Dario Balotta, responsabile trasporti di Legambiente Lombardia
Ettore Prandini, presidente Coldiretti Lombardia
Moderatore
Pietro Raitano, direttore di Altreconomia
Partecipano i rappresentanti delle reti, dei comitati
e delle associazioni sul territorio
Sono invitati al confronto i candidati alla presidenza della Regione Lombardia
Promuovono: Coordinamento nord sud del mondo, Rete Civica Italiana

Aderiscono: Acli Milano, Altreconomia, Comitato dei beni comuni di Monza e Brianza, Comitato No Tem Si Metro, Coordinamento comitati ambientalisti Lombardia, Coordinamento comitati e associazioni No autostrada Broni-Mortara Coordinamento Nord Sud del mondo, Legambiente Lombardia, Lista Civica Italiana, Rete dei comitati e delle associazioni per la tutela della salute, dell’ambiente e del territorio delle provincia di Pavia, Progetto Spiga & Madia del Distretto di economia solidale della Brianza

Due appelli

Ci perviene della Rete della Resistenza sui Crinali un comunicato stampa dal titolo: Appello ai partiti e ai candidati delle associazioni ambientaliste Italia Nostra, Amici della Terra, Mountain Wilderness, Comitato Nazionale per il Paesaggio, Comitato per la Bellezza, Altura, Movimento Azzurro.

Il testo del comunicato e’ consultabile al seguente link

http://www.viadalvento.org/paesaggio/ancora-eolico-grazie-basta-cosi/

Molte delle osservazioni contenute nel testo, riferite all’andamento delle aste competitive per ammettere agli incentivi pubblici gli impianti eolici industriali, sono assolutamente condivisibili dal nostro comitato, come lo sono le valutazioni sull’impatto devastante che l’eolico industriale e il fotovoltaico a terra presentano all’interno di ambienti naturali.

La parte finale del testo contiene una pesante critica ad un documento di Legambiente, WWF e Greenpeace che a quanto ci risulta non e’ stato ancora reso pubblico, il che non consente a chi legge di compiere le doverose verifiche. Per questo motivo e soprattutto per i termini in cui e’ formulata questa censura, non la condividiamo: da quando il nostro comitato esiste la collaborazione con le sezioni del WWF e di Legambiente e’ stato preziosa e leale.

Sulle scelte delle strutture centrali di queste associazioni in materia di energie rinnovabili possiamo avere opinioni critiche, come anche su quelle compiute su altri temi dalle associazioni firmatarie dell’appello, ma non condividiamo l’utilizzo di una certa terminologia (“terrorismo”) nei confronti di associazioni che, a livello locale, sono state vicine alle nostre istanze sia sulle rinnovabili sia su altri temi ambientali.

In tema di appelli, per non fermarci al solo dato economico della sacrosanta critica agli sprechi originati dal meccanismo degli incentivi a impianti discutibili, a nostra volta segnaliamo a chi ci legge quello intitolato La Terra non si governa con l’economia, sottoscritto da circa duecento ricercatori e citato in televisione da Luca Mercalli, il testo e’ al seguente link

http://www.nimbus.it/arealim/appelloscienzaeconomia/appelloscienzaeconomia.asp

Sentenza del Consiglio di Stato sul vincolo di inedificabilità del PPR piemontese

Risale allo scorso luglio la sentenza del Tar Piemonte riferita al progetto di eolico sul monte Mindino a Garessio, in quanto il tribunale tra l’altro aveva ritenuto non applicabile al caso degli impianti eolici il vincolo di inedificabilita’ di 50 metri a partire dai crinali montani stabilito da una norma del piano paesaggistico piemontese. Pochi giorni fa, il 15 gennaio 2013, e’ stata pubblicata la sentenza numero 220/2013 (vedi questo link) del Consiglio di Stato che ha deciso circa due ricorsi, presentati dalla Regione Piemonte e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, entrambi proposti contro la sentenza del Tar Piemonte. La sentenza del consiglio di Stato accoglie invece i ricorsi, considerandoli manifestamente fondati e dispone che la sentenza del Tar sia riformata. Il provvedimento con cui il Consiglio dei Ministri aveva bocciato il progetto riprende piena efficacia, quindi di fatto lo stop all’eolico sul Mindino e’ confermato Si tratta di una decisione importante perche’ conferma che sono tuttora validi alcuni principi di diritto che con la sentenza del Tar sembravano vacillare Ricordiamo poi che, sempre al Tar Piemonte, e’ pendente, con udienza fissata al giugno 2013, il ricorso della societa’ Equipe Giarolo Energia, la quale, stando alle dichiarazioni lette sui giornali locali, confidava che le tesi appena cassate dal Consiglio di Stato potessero essere applicate anche nella causa ancora pendente. I giudici del Consiglio di Stato tra l’altro scrivono: la questione se la previsione di una tale inedificabilità assoluta [in un intorno di 50 metri dai crinali sia in se’ ostativa anche agli impianti eolici appare nel caso presente corretta, posto che la sua ratio (tutela del paesaggio) facilmente conduce, per la finalita’ della norma, all’assimilazione di questi impianti alle costruzioni vere e proprie, dato che si verte di impatto visivo e non essendo quello delle torri eoliche inferiore a quello ordinario dei manufatti. In sostanza, per il Consiglio di stato il vincolo di inedificabilita’ e’ legittimo ed e’ applicabile anche agli impianti eolici.

Piazzare una Ferrari dentro il duomo di Bobbio

Nel territorio delle Quattro province, l’ennesima strampalata ipotesi di un impianto idroelettrico sul Trebbia, stavolta a San Salvatore di Bobbio.

Ricordiamo che i meandri di san Salvatore, che chiunque frequenta la val Trebbia conosce, sono anche un SIC (sito di importanza comunitaria, vedi qui)

La richiesta e’ stata recentemente pubblicata sul sito della provincia di Piacenza (visibile a questo link) dal quale e’ possibile scaricare anche la documentazione prodotta dal proponente (da questo link).

Di seguito i resoconti di stampa dell’assemblea tenutasi il 29 dicembre 2012 a Bobbio per dire no a questo progetto.

Autostrada Broni-Mortara:rassegna stampa dopo la manifestazione del 15 Dicembre

Dalla Provincia Pavese di  MERCOLEDÌ, 19 DICEMBRE 2012

Pagina 1 – Prima Pagina
In Regione sì alla Broni-Mortara. Rabbia e striscioni
L’autostrada contestata
La Regione ha detto di sì al secondo tratto dell’autostrada Broni Mortara. La conferenza dei servizi si è svolta a Milano, ma questo non ha fermato le proteste del comitato c he si oppone all’opera e delle associazioni ambientaliste. Striscioni e slogan dunque, sotto al Pirellone.  SCARPA
Pagina 20 – Cronaca
Broni-Mortara, via libera tra le proteste
La Regione approva il secondo tratto, sotto il Pirellone la protesta di residenti, comitati e associazioni ambientaliste
di Giovanni Scarpa – MILANO La Regione dà il via libera al secondo tratto della Broni-Mortara. A nulla sono serviti i pareri negativi dei sindaci pavesi, della Provincia, e soprattutto dell’esiguo ma rumoroso gruppo di irriducibili che ieri pomeriggio ha presidiato l’entrata del Pirellone, dove era stata convocata la seconda conferenza di servizi per discutere il pezzo di autostrada da Castello d’Agogna a Stroppiana (Vercelli). L’escamotage di indire l’incontro a Milano e non più a Mortara (in Comune) come era previsto in un primo tempo ha impedito una contestazione in grande stile, già preparata nei minimi particolari, peraltro. «E’ stata una vera e propria furbata per evitare che la gente manifestasse la propria contrarietà alla Broni-Mortara cambiando all’ultimo momento la sede della conferenza di servizi», accusa Nicola Ghisilieri, del coordinamento dei comitati. Ieri pomeriggio, infatti, nella morsa del gelo sotto il vecchio grattacielo che ospita gli uffici regionali erano in pochi. Ma si sono fatti sentire, eccome sul marciapiede di via Fabio Filzi. A partire dalla “cantante” del gruppo del no, Ornella Moro. «Sono nata in Lomellina. – dice abbassando per un attimo il megafono grazie al quale modula canzoni di protesta che arrivano di sicuro fino ai piani alti del Pirellone dove la riunione è in corso – Abito ora in Oltrepo, ma amo la mia terra senza alcuna distinzione. E oggi stanno portando avanti un progetto che servirà solo alla malavita per poter coprire i rifiuti tossici». Al sit in davanti al Pirellone c’è anche Gilberto Pacchiarotti, in rappresentanza del Wwf della provincia di Pavia. E’ lui a dare qualche dato.«Con la Broni-Mortara-Stroppiana spariranno circa 19 milioni di metri quadrati di terra. – sostiene – Il che equivale alla distruzione di circa 50 grandi cascine padane di grosse dimensioni». Per non parlare poi di «cancellazione di corsi irrigui e ripercussioni su circa 200 aziende del territorio. Da non dimenticare, infine, l’impatto sulla viabilità». I camion che circoleranno sulle attuali strade per i lavori nei cantieri faranno circa «2 milioni di viaggi per un totale di quasi 40 mila chilometri», calcola Pacchiarotti. Ma lassù nei piani alti del Pirellone, tirano dritto. Nonostante la Moro adatti il testo dell’immortale “Il ragazzo della via Gluck” alla Broni-Mortara, sebbene i rappresentanti degli agricoltori pavese e vercellesi urlino a squarciagola slogan meno originali ma altrettanto significativi. «Questa autostrada sarà la rovina delle aziende agricole» chiosa sicura Alda La Rosa della Rete ambientale pavese. Ad ogni modo le due Regioni (Lombardia e Piemonte) hanno detto sì anche al secondo tratto. Parere negativo invece dai Comuni pavesi (S.Angelo, Cozzo, Ceretto, Novetto e Langosco) eccetto Castel d’Agogna. Via libera anche dalle amministrazioni piemontesi. Ma non tutto è perduto: a gennaio il Tar dovrà decidere sulla valanga di ricorsi.
Lasagna: «La Lomellina resta contraria» Il presidente: «La volontà è proseguire»
Va avanti il progetto della Castello d’Agogna-Stroppiana. E’la bretella autostradale disegnata dalla Sabrom di 17,5 chilometri che nei progetti ha lo scopo di collegare la Broni-Mortara (appaltata alla Sabrom, ma ora bloccata dal ministero dei Trasporti) con l’autostrada 26 Genova-Gravellona Toce e la diramazione per il tunnel del monte Bianco. E’la prosecuzione che garantirebbe così il collegamento ovest-est, su cui insistono i progettisti, alleggerendo il traffico sull’autostrada Torino-Milano-Trieste. L’iter burocratico prevede che il nuovo progetto venga ancora vagliato dalle due Regioni coinvolte, la Lombardia e il Piemonte. Su questo fattore il fronte del “no” al progetto, che vede in prima linea oltre a comitati ed agricoltori anche la Provincia di Pavia ecinque Comuni lomellini, punta molto per bloccare la Castello d’Agogna-Stroppiana. «La nuova giunta lombarda che governerà la Regione dopo le elezioni di inizio 2013 se vorrà andare avanti in questo progetto dovrà farlo sapendo che le istituzioni del territorio lomellino sono contrarie» spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Alberto Lasagna.I voti decisivi per permettere alle procedure amministrative della Castello d’Agogna-Stroppiana di proseguire sono stati quelli delle Regioni Lombardia e Piemonte, che per questa tratta avevano già siglato un accordo. A supportarle i Comuni vercellesi toccati dal tragitto (Pezzana, Caresana e Stroppiana), il Comune lomellino di Castello d’Agogna e il consorzio irriguo Ovest Sesia. Contrari invece la Provincia di Pavia, il consorzio irriguo lomellino Est Sesia e i sindaci lomellini dei paesi toccati dal tracciato: Ceretto, Sant’Angelo, Castelnovetto, Cozzo e Langosco: «Comunque vada siamo e saremo contrari» evidenzia il sindaco di Castelnovetto Luigi Marinone. «Prendo atto che c’è la volontà di proseguire nel progetto della Broni-Mortara con il collegamento verso il Piemonte» commenta Carlo Belloni, presidente della Sabrom.
News 2 nuovi risultati relativi a broni mortara
BroniMortara, atteso il verdetto Il ‘fronte del no’ picchetta il
Il Giorno
«raccordo autostradale interregionale Mortara-Stroppiana/A26», ovvero la prosecuzione della BroniMortara per il collegamento autostradale piemontese.
Lombardia: una exit strategy dalle autostrade, per evitare il
Greenreport
Ieri ambientalisti ed agricoltori lombardi hanno organizzato una manifestazione contro il progetto BroniMortara, in vista della Conferenza di Servizi che
Web 3 nuovi risultati relativi a broni mortara
Oggi il corteo dei trattori contro la BroniMortara – La Provincia Pavese
Alla manifestazione presenti anche i sindaci. «No alla devastazione del territorio » Martedi si terra la decisiva Conferenza dei servizi: Piemonte ago della
laprovinciapavese.gelocal.it/…/oggi-il-corteo-dei-trattori-contr…
Mortara:Compatto no alla BroniMortara
Mortara:La Rete delle Associazioni e dei Comitati ambientalisti della Provincia di Pavia e il Coordinamento …
www.pavia7.it/…/mortara-br-compatto-no-alla-broni-mortara-…
Stop BroniMortara – YouTube
Grazie di cuore agli agricoltori, alle associazioni, ai sinda tutti i manifestanti contro l
www.youtube.com/watch?v=xehmoMJtcBg

Pavia 7:http://issuu.com/netweek/docs/pv7g_25/1

No alla Broni Mortara, opera inutile e dannosa

Il 15 dicembre manifestazione per dire no a un’opera “clamorosamente utile solo a chi la fa e ci specula sopra, per uno “sviluppo” fantomatico e comunque insostenibile” (F. Bottini, sul sito Eddyburg) link a una descrizione del percorso, sempre di F. Bottini,

Le ragioni del no a questo link: http://bronimortara.blogspot.it/

Preleva qui il volantino della manifestazione

Eolico e salute, un tema da approfondire

Un articolo di Emanuela Di Pasqua sul Corriere della Sera dello scorso 4 novembre 2012 (clicca qui per andare all’articolo),  successivamente rilanciato sul sito Rete della Resistenza sui Crinali, tratta dei danni alla salute che sarebbero provocati dalle pale eoliche a chi abita nei pressi degli impianti, riferendo dei risultati di una ricerca sulla popolazione del Maine recentemente pubblicata negli Stati Uniti (qui il link).

I produttori di energia eolica nordamericani hanno subito contestato i criteri e il contenuto di questo studio (qui il link).

Contestazioni ha suscitato anche un precedente lavoro, quello della pediatra newyorchese Nina Pierpont, la quale parla di Wind turbine syndrome.

Il lavoro della Pierpont è stato frequentemente citato anche in Italia, dove il tema di cui parliamo è stato studiato in particolare dal medico piacentino Giuseppe Miserotti. Un suo intervento e’ visibile su youtube:

Pur trattandosi di materia complessa, è evidente l’assoluta necessità di approfondire, molto più di quanto si sia fatto sino ad oggi, e sin dall’impostazione e dall’esame dei progetti, la questione della salvaguardia della salute e della sicurezza delle comunità prossime agli impianti eolici industriali.