Eolico, non si può edificare sui crinali – Il Piccolo 9/2/2011

Il Coordinamento regionale delle associazioni ambientaliste al quale aderiscono Italia Nostra, Mw, Lipu, Pro Natura e Wwf, si è espresso compatto in difesa del vincolo di inedificabilità dei crinali di montagna previsto dall’articolo 13 del Piano territoriale regionale e, di conseguenza, contro la realizzazione degli impianti eolici industriali.

«Nelle aree di montagna deve assolutamente continuare ad essere attivo il vincolo di inedificabilità e sistemazione del terreno che si trova nei 50 metri da vette e crinali montani e pedemontani» hanno ricordato Maria Teresa Roli (Italia Nostra Piemonte Valle d’Aosta), Riccardo Ferrari (Lipu Torino), Susanna Gonella (Mountain wilderness Piemonte), Mario Carvagna (Pro natura Piemonte) e Riccardo Fortina (Wwf Piemonte e Valle d’Aosta) in una nota inviata al presidente regionale Cota, agli assessori Cavallera e Ravello e in conoscenza agli assessori provinciali di Alessandria e Cuneo, rispettivamente Rava e Colombatto.

L’iniziativa degli ambientalisti ha preso spunto dalle vicende di queste prime settimane del 2011 che tengono banco nel cuneese e nell’alessandrino, dove sono numerosi i progetti eolici in corso, a diversi gradi di presentazione e di realizzazione. Uno dei pochi appigli a di sposizione di chi non vuole gli impianti eolici o, meglio, non ritiene giusto deturpare le montagne e crearvi problemi ambientali, naturalistici e paesaggistici, è il vincolo di inedificabilità contenuto nell’attuale Piano territoriale regionale.

Il 26 gennaio scorso ad Alessandria, durante la Conferenza dei servizi convocata per analizzare il progetto della Equipe

Group di Bergamo (42 torri alte 130-150 metri da collocarsi a 1500 metri di altezza), sono stati ventilati alcuni escamotage per aggirare il vincolo e, tra questi, quello di definire se una torre eolica sia da equiparare ad un edificio o un’antenna.

Gli esponenti delle associazioni ambientaliste hanno evidenziato, e continuano a farlo con varie iniziative, che il Piano territoriale regionale in ambito montano mira soprattutto alla manutenzione e al mantenimento dell’ambiente naturale, delle strade di montagna, delle attività tradizionali e per questo non può essere accettato che, per esempio, una torre eolica di dimensioni gigantesche venga costruita a 51 metri da un crinale. «Per questo riteniamo una strumentalizzazione spostare il focus del ragionamento dalla necessità di costruire o meno una struttura (se una struttura va costruita, è ovvio che il vincolo la vieterà) a come la struttura stessa sia da intendersi, se un’antenna o un edificio. Non si può scindere asetticamente l’obiettivo di tutela posto dal legislatore, dalle caratteristiche del luogo che si vuole tutelare e dalle caratteristiche tecnico-costruttive dell’opera che si vuole realizzare, così come dal contesto ambientale in cui l’opera ricadrebbe».

L.A.

Stop all’eolico in Val Curone. La Conferenza dei Servizi sospende il progetto

Dal sito tortonese Oggicronaca

La realizzazione di un grande Parco Eolico sui crinali dell’Appennino tortonese è rinviata a data da destinarsi. La Conferenza provinciale dei Servizi, che si è riunita ieri pomeriggio per esaminare il progetto presentato dall’azienda “Equipe Group” di Bergamo che prevedeva l’installazione di 42 pale eoliche, sul territorio delle valli Curone, Borbera e Staffora, infatti, lo ha sospeso.

Il nodo principale riguarda il Piano paesaggistico: la zona è vincolata e non è possibile autorizzare delle costruzioni: “dobbiamo capire – è stato detto in Conferenza dei servizi – se queste pale sono equiparate a costruzioni in cemento (e in questo caso non potrebbe sorgere alcun parco eolico di nessuna società) o se sono equiparate alle antenne (per le quali invece è possibile la realizzazione.”

In attesa di far luce sul quesito la Conferenza dei servizi ha demandato tutto alla Regione Piemonte che dovrà approvare definitivamente il Piano Paesaggistico Regionale ed esprimersi in merito. Nel frattempo é stato chiesto all’azienda un supplemento di documentazione e ad altri enti ulteriori pareri in merito alla questione.

La data in cui verrà esaminato nuovamente l’intervento non è stata ancora fissata, ma si prevedono tempi molto lunghi.

Malgrado il brusco stop, la Provincia continuerà l’iter burocratico già in calendario e prossimamente analizzerà anche gli altri progetti analoghi che prevedono la realizzazione di un Parco eolico nella stessa zona proposta dall’azienda bergamasca e cioè quelli di Enel Green Power (37 torri) e Concilium (66 torri), anche se l’esito di queste Conferenze dei Servizi ricalcherà quello di ieri.

27 gennaio 2011

La Provincia Pavese – 25/01/2011

Eolico, dossier di Provincia e Comunità montana

VARZI. Un documento condiviso fra ente montano e Provincia di Pavia sarà portato domani all’esame della conferenza dei servizi sul maxi progetto per un impianto eolico in val Curone. La conferenza si terrà in Provincia ad Alessandria.
Ieri a Varzi si sono ritrovati i sindaci dell’ente montano: presenti anche il presidente della comunità della val Trebbia e Bobbio e amministratori del Piacentino, per un discorso che si allarga progressivamente sul territorio. «E’ stato messo a punto un documento che sarà condiviso con i tecnici della Provincia – ha detto Bruno Tagliani, presidente della comunità montana – Un documento di osservazioni tecniche, di negatività nei confronti del progetto in valutazione, quello presentato esclusivamente per la Val Curone, ma con forti ricadute anche sulla nostra montagna. Per quanto concerne l’aspetto politico, è emersa l’indicazione arrivata da tutti i sindaci di chiedere alla Regione, attraverso il tavolo di di confronto già avviato con le Province, di definire le linee-guida su queste problematiche, come indicato dalla direttiva del ministero del settembre scorso, in modo tale da avere a disposizione uno strumento di pianificazione teritoriale che consenta agli amministratori di avere un riferimento normativo fondamentale». Ancora Tagliani: «Importante anche stabilire i territori in cui si possono potenzialmente collocare gli impianti e quelli invece dove questo non sarà possibile». (c.g.)

Articolo pubblicato su L’Avvenire del 6/01/11

«No al parco eolico delle Quattro Province» Residenti, ambientalisti e operatori in trincea

Residenti, turisti, proprietari di seconde case, operatori tecnici e culturali, ambientalisti: tutti uniti contro il parco eolico di una cinquantina di pale che dovrebbe sorgere in una vasta che interessa le province di Alessandria, Pavia, Piacenza e Genova. Un’opposizione al progetto forte, determinata e che, in questi giorni, si è ufficializzata con la nascita del Comitato per il territorio delle Quattro Province, che rivendica il diritto dei cittadini di decidere sulle scelte epocali che riguardano il territorio dove abitano. L’area interessata dal progetto, ancora incontaminata, si estende lungo il crinale appenninico toccando le valli Scrivia, Borbera, Curone, Staffora, Tidone e Trebbia. «L’area – precisa il documento del neonato comitato, che conta già migliaia di persone – è nota come quella delle Quattro Province». E «Il Comitato esprime ferma opposizione ai progetti di centrali eoliche che periodicamente vengono proposti in modalità poco trasparenti. Progetti estranei alla vocazione agro-pastorale e turistico-ambientale del territorio, che ne altererebbero in maniera irreversibile le caratteristiche di pregio naturalistico e quei segni dell’intervento umano che costituiscono la memoria storica dei suoi abitanti, da tutelare conformemente a sensibilità collettiva e alle più evolute normative a livello comunitario e internazionale». Piuttosto, insistono i promotori del Comitato, occorre «valorizzazione dello sviluppo sostenibile di un territorio oggi quasi abbandonato, che deve diventare un’area per la diffusione di nuove economie come coltura, attività agro-pastorali, agrituristico-escursionistiche». «Lavoreremo ancora per qualche anno – ammette il titolare di due alberghi e un ristorante in Val Borbera , nell’Alessandrino, durante i lavori per realizzare il parco eolico, poi le nostre vallate, con le ingombranti presenze delle pale, moriranno: basta turisti, cacciatori, escursionisti ma soprattutto sarà stata espulsa la fauna che oggi le popola». C’è però anche chi è favorevole al progetto: il consiglio comunale di Cabella Ligure (Alessandria), per esempio, ha già firmato la convenzione con l’impresa che realizzerà il parco. «È la più grande opportunità offerta a queste terre – afferma il sindaco Manlio Garibaldi – grazie a un investimento di 250 milioni di euro. Un’altra occasione simile non ci sarà mai più. E i comuni dovrebbero avere anche un ritorno economico. Sul territorio operano ben 45 enti che vigilano sulla sua tutela e questo dovrebbe tranquillizzare chi teme per l’impatto ambientale».

Dino Frambati

L’Avvenire