Comunicato Stampa da WWF Piemonte – PROGETTI EOLICI IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA: LA FABBRICA DEI “COPIA-INCOLLA” E’ IN PIENA ATTIVITÀ

PROGETTI EOLICI IN PROVINCIA DI ALESSANDRIA
IL WWF: LA QUALITÀ DELLA DOCUMENTAZIONE SPESSO È PESSIMA – LA FABBRICA DEI “COPIA-INCOLLA” E’ IN PIENA ATTIVITÀ

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«Stiamo perdendo decine e decine di ore di lavoro per scrivere osservazioni su progetti di impianti eolici che presentano valutazioni sugli impatti ambientali che, nel migliore dei casi, sono a dir poco insufficienti: ci troviamo di fronte a documenti pieni di contraddizioni, omissioni, falsità o invenzioni.
Quello che esprime Riccardo Fortina, Presidente del WWF Piemonte e Valle d’Aosta e docente universitario, è un vero e proprio sconcerto: «Come WWF siamo pronti a fornire tutti i dati e le informazioni in nostro possesso, però non vogliamo essere presi in giro! Ogni volta ci troviamo a dover integrare documenti tecnici che sono palesemente fatti a tavolino, adattati da lavori già esistenti; senza contare che la bibliografia sovente non è citata nel testo, e quindi non è verificabile, oppure che le verifiche di campo sono svolte senza specificare o senza seguire adeguati protocolli scientifici».
La questione è da ricondurre alla concentrazione di progetti eolici nel sud alessandrino, sui crinali delle valli confinanti con Lombardia, Emilia-Romagna e Liguria.
Sono ben quattro, tutti ricadenti nella stessa area, i progetti presentati in Piemonte, ai quali se ne deve aggiungere un quinto presentato in Lombardia, ma sempre adiacente ai medesimi crinali.
Ancora Fortina: «Questo è solo business: della difesa del “bene comune” non c’è neppure l’ombra. E’ mai possibile che ad un progetto presentato in Piemonte, scritto senza né arte né parte per gli aspetti ambientali e naturalistici, da parte dello stesso Committente ne debbano poi seguire altri due più piccoli, in Piemonte e in Lombardia con accessi dal Piemonte e sempre nello stesso comprensorio, creando così nuove pratiche e ulteriori aggravi amministrativi? Ormai si tenta di tutto: l’importante è piazzare le
torri».
Il WWF è già intervenuto numerose volte nella vicenda dell’eolico piemontese, sia con osservazioni sui singoli progetti, sia per denunciare il vuoto normativo da parte dell’Ente regionale che ancora non dispone di proprie linee guida per l’individuazione delle aree non idonee.
«Ad agosto – continua Fortina – abbiamo chiesto alla Regione una moratoria dei progetti di nuovi impianti eolici in attesa di una pianificazione del settore attraverso una Valutazione Ambientale Strategica, con un processo partecipato che coinvolga tutti i portatori di interessi locali, pubblici e privati. Oggi, infatti, ciò di cui si discute è quasi esclusivamente la distanza delle pale eoliche dai crinali: il famoso vincolo dei 50 metri, fortunatamente previsto nel Piano Paesaggistico Regionale. Ma un crinale ha elementi spaziali e paesaggistici che sono unici, caratteristici e diversissimi tra loro. Inoltre, spesso ospitano altri tipi di strutture e installazioni: antenne, impianti di risalita, tralicci, ripetitori, etc. E’ quindi giunto il momento di fare una riflessione più approfondita sul destino dei nostri crinali e sulle possibilità di salvaguardarne il loro valore ambientale e paesaggistico. Questo è ciò che si aspetta il WWF dalla Regione».
«Ciò detto – conclude Fortina – occorre tenere presente che un parco eolico industriale su un crinale o localizzato a 1500 metri di quota, come nelle Valli Borbera e Curone, rimarrebbe comunque un’installazione paesaggisticamente dirompente e ambientalmente poco sostenibile: e questa considerazione andrebbe sempre ben evidenziata».
Torino, 7 ottobre 2011
WWF Piemonte – 011.4731873 – www.wwf.it/piemonte

10 Luglio 2011 – In difesa dei crinali

Continua il cammino a difesa dei crinali contro l’eolico industriale. L’appuntamento è per il 10 luglio a Caldirola.

Il Comitato per il territorio delle Quattro Province mantiene viva l’attenzione sui progetti di impianti eolici industriali nelle valli Curone, Borbera e Staffora. A gennaio la provincia di Alessandria ha iniziato l’esame del progetto della società Equipe Group, un comunicato stampa ha poi dato notizia di un altro progetto, della società Concilium, mentre il 17 giugno l’amministrazione provinciale ha comunicato che per 60 giorni da tale data sarà possibile esaminare e presentare osservazioni ad un ulteriore progetto, quello di Enel Green Power, anche se ad oggi questa documentazione non e’ ancora a disposizione sul sito dell’assessorato, come invece prevedono le norme in materia. Infine una quarta società, la valdostana SEVA, sembra interessata alla stessa zona poiché risulta al comitato che abbia preso contatti con qualche proprietario di terreni.

Domenica 10 luglio, il Comitato per il territorio delle Quattro Province effettuerà un’escursione sul crinale del Giarolo-Ebro, con lo scopo di documentare l’ambiente interessato dai progetti di installazione degli impianti eolici e i gravissimi danni che gli stessi subirebbero se tali progetti fossero realizzati. L’escursione è aperta a tutti e sarà un’occasione per raccogliere testimonianze sulla necessità di tutelare i crinali appenninici delle Quattro Province da progetti dall’impatto devastante (decine di torri alte fino a 150 metri con relative opere di cantierizzazione). Nel corso della giornata sarà inoltre possibile firmare la petizione (diverse centinaia di firme già raccolte) con la quale il comitato chiede alla Provincia di Alessandria il definitivo abbandono dei progetti di eolico industriale sui crinali e l’adozione di misure atte a valorizzare la vocazione agro-pastorale e turistico-ambientale di questi territori appenninici, ogni anno frequentati da numerosi escursionisti e che, grazie alla presenza di SIC (Siti di Importanza Comunitaria e ZPS (Zone di protezione speciale), offrono ulteriori potenzialità di valorizzazione dei loro pregi naturalistici.

Durante l’escursione i membri del Comitato per il territorio delle Quattro Province illustreranno lo stato attuale dei progetti di impiantistica eolica e le future iniziative in programma, mentre alcuni naturalisti esperti dell’ambiente appenninico ne illustreranno i pregi ambientali e l’impatto che gli impianti avrebbero sugli stessi.

L’appuntamento per il 10 luglio, alle ore 10.00, presso la Colonia di Caldirola, da dove si raggiungerà il Rifugio Orsi e quindi il crinale Ebro-Giarolo. L’escursione facile e adatta a tutti. Si consigliano scarpe da montagna, equipaggiamento idoneo e viveri per pranzo al sacco.

Per informazioni, adesioni, contatti: paolo@appennino4p.it; 368 7703336