eolico monte Giarolo: il no resta corale e motivato, 15 Più svicola e prova a confondere

Mugello, pochi giorni fa, uno scorcio dei lavori per la strada di accesso all’impianto eolico del Giogo di Vìllore.
Dalla pagina facebook del coordinamento interregionale TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) a cui abbiamo aderito

Il 15/01/2025 è terminata la fase dedicata alla consultazione del pubblico e all’acquisizione dei pareri sul progetto di impianto eolico monte Giarolo.  Nella cartella pareri e nella cartella osservazioni (a questo link trovate le nostre) si possono leggere tutti i numerosi e argomentati interventi (compresi i pareri negativi resi in date successive dalla Regione Emilia Romagna, il 20/01/2025, e dalla Regione Piemonte, il 06/02/2025). Ora attendiamo che la commissione tecnica di valutazione presso il ministero dell’ambiente esprima a sua volta il parere del dicastero. Non siamo in grado di conoscere la data in cui arriverà questo fondamentale giudizio, che dovrà comunque tener conto di tutte le osservazioni e di tutti i pareri già depositati. Non basta: la decisione finale del ministro dell’ambiente dovrà essere concertata con il ministero della cultura, che a gennaio, con un documento fortemente critico, ha chiesto al proponente una lunga e importante serie di approfondimenti.

Lo scorso 03/02/2025 la 15 Più ha depositato le sue controdeduzioni. Leggendole, si constata quanto siano abborracciate e superficiali, scritte senza mai entrare nello specifico dei singoli argomenti, e soprattutto si rileva che alcune delle questioni più spinose sollevate con i pareri e con le osservazioni sono state semplicemente ignorate, sfuggendo ad uno scomodo confronto con norme, dati, fonti, ragionamenti, esposti e richiamati in quei testi.

La conclusione (“Siamo pienamente disponibili a instaurare un dialogo costruttivo e collaborativo con tutti gli enti coinvolti“) appare beffarda, quasi provocatoria: né in fase progettuale né in occasione di incontri pubblici e istituzionali la 15 Più ha sentito l’esigenza di comunicare con il territorio, sembra invece che la disponibilità al confronto sia sorta d’un tratto dopo che anche la seconda tornata di osservazioni e pareri ha mostrato l’unanime – si trattasse di istituzioni regionali e locali, di enti, associazioni, comitati o di semplici cittadini – contrarietà al progetto, motivata da argomentazioni irrefutabili, che attestano come esso non sia sostenibile a tutti i livelli: paesaggistico, economico, sociale. La società evoca quale base del “dialogo” le “opportunità” economiche rappresentate dalle “misure compensative“, senza ricordare i vincoli normativi stringenti (cfr da ultimo questa sentenza che li enuncia in modo chiaro) posti ormai da tanti anni sia alla stessa possibilità di stabilirle, sia alla loro destinazione (in primis il fatto che debbano essere “di carattere ambientale e territoriale e non meramente patrimoniali o economiche”). Un segno di debolezza, un tentativo velleitario attuato quando risulta ormai chiaro che l’unica logica conclusione di questa vicenda sarebbe il ritiro del progetto, nel rispetto della volontà democratica di un’intera popolazione e delle istituzioni che la rappresentano. Istituzioni dalle quali ci aspettiamo massima coerenza e determinazione nel ribadire la contrarietà più volte espressa all’impianto eolico industriale del monte Giarolo e nell’operare in tutti i modi e le forme consentite per impedirne la sciagurata realizzazione, in primo luogo attraverso una corretta e trasparente stesura della legge regionale sulle aree idonee. Questa, come da dichiarazioni e impegni presi pubblicamente dai rappresentanti dell’ente regionale, dovrà stabilire con criteri rigorosi la non idoneità all’installazione di impianti industriali per i crinali delle nostre valli e per quelli con analoghe caratteristiche presenti nel territorio della regione.

importante: sabato 30 a San Sebastiano per il confronto su progetto Giarolo e leggi aree idonee

Ritroviamoci in tanti alla Soms di San Sebastiano Curone, nel pomeriggio di sabato 30 novembre, dalle 14 e 30, per ribadire le ragioni della contrarietà al progetto di impianto eolico “monte Giarolo”, per informarci e per discutere di energie rinnovabili. Faremo il punto sul progetto “monte Giarolo”: è recentissima la notizia che il ministero ha convocato per il prossimo martedì 3 dicembre la conferenza dei servizi per decidere anche su tutte le diverse autorizzazioni che la società 15 Più Srl ha chiesto con la procedura di Provvedimento Unico Ambientale, in attesa che, in parallelo, la commissione tecnica di nomina ministeriale esprima il fondamentale giudizio sull’impatto ambientale.

Altro tema urgente in discussione sarà il decreto ministeriale del 21 giugno 2024, norma che ha  stabilito per ogni regione il termine del 30 dicembre 2024 per adottare una legge che individui rispettivamente: le aree in cui sono ammessi gli impianti “rinnovabili” con procedura autorizzatoria accelerata – le aree incompatibili con l’installazione degli impianti – le aree in cui si applicano i regimi autorizzatori ordinari – quelle in cui è vietata l’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra. Intendiamo evidenziare le molte ragioni per le quali i crinali delle alte valli Borbera e Curone (al pari delle aree circostanti) debbono essere inclusi tra categorie di aree NON IDONEE all’installazione di impianti industriali di qualsiasi tipo e dimensioni, preservandone la naturalità e le caratteristiche storiche, paesaggistiche e culturali. Per quanto è dato capire da un recente comunicato diffuso dagli uffici stampa degli assessori regionali Enrico Bussalino e Matteo Marnati, ad analoga conclusione dovrebbe essere giunto l’esecutivo dell’ente regionale piemontese. E proprio agli assessori e a tutti i consiglieri regionali, all’intero mondo politico e agli amministratori locali (Provincia, sindaci, ma pure gli amministratori egli esponenti politici della Regione Lombardia che sarebbe comunque coinvolta nei gravissimi impatti ambientali e paesaggistici determinati dalla realizzazione di quell’impianto o di altri consimili) ci rivolgiamo direttamente chiedendo che intervengano all’incontro, per illustrate le rispettive posizioni sui criteri ispiratori e, soprattutto, sugli specifici contenuti della legge regionale piemontese (e lombarda). Gli assessori Marnati e Bussalino ci hanno già confermato la loro presenza. Ci attendiamo coerenza perché in questo frangente siano confermati i ripetuti impegni alla massima tutela del nostro ambiente naturale, storico e paesaggistico, un contesto che da tanti anni è al centro di progetti di valorizzazione turistico-ambientale che sarebbero completamente vanificati da opere industriali simili a quella in corso di esame.

Il 30 novembre è importante esserci in tanti, cittadini, associazioni, esponenti delle istituzioni, frequentatori delle nostre valli, per riaffermare una visione di valorizzazione del territorio montano che deve necessariamente fondarsi sulla tutela e la promozione dei suoi valori naturalistici, paesaggistici, storici e culturali.

Comitato per il territorio delle Quattro Province

Una valanga di osservazioni e molti pareri contrari per l’impianto eolico Giarolo.


Le Regioni ne prendano atto per dichiarare la non idoneità dei nostri crinali all’installazione di impianti eolici.

Continuiamo ad occuparci del progetto di impianto eolico Giarolo: la scadenza del 22 luglio è trascorsa da poco e, sul sito del ministero dell’ambiente, sono stati protocollati e pubblicati i pareri resi dagli enti locali.

Negativi e puntualmente argomentati quelli dei quattro comuni su cui dovrebbe sorgere l’impianto – Cabella Ligure (prot.128113), Albera Ligure (prot.132700), Fabbrica Curone (prot.135463), Santa Margherita di Staffora (prot.130748) – ed anche quelli dei tre comuni in cui gli effetti del progetto sarebbero particolarmente pesanti – San Sebastiano Curone (prot.135519), Brignano Frascata (prot.136340), Momperone (prot.136167). Ad essi si è poi aggiunto un identico parere inviato a fine settembre dal comune di Montacuto (prot.171739), a sua volta fortemente convolto. Negativo, per la parte piemontese, quello dell’Unione montana Terre Alte (prot.136335), e negativo quello della Comunità montana dell’Oltrepò Pavese (prot.128837) per la parte lombarda. Abbiamo già scritto dell’esito della “valutazione di incidenza” svolta dall’Ente gestore della ZPS Dorsale Ebro Chiappo. Il testo (prot.119791) che ha recepito anche il parere dell”Arpa, evidenzia criticità molto rilevanti per quanto riguarda la compatibilità dell’opera con il sito Rete Natura 2000, e, come abbiamo scritto nelle nostre osservazioni, se si leggono insieme le analisi e le argomentazioni su cui l’ente ha basato la richiesta di eliminare dal progetto otto aerogeneratori, e le considerazioni svolte nel parere della provincia di Pavia, fin da ora si impone la necessità di applicare identici criteri di salvaguardia per l’intero ecosistema montano all’interno del quale si collocherebbe tutto l’impianto eolico.

Sia la provincia di Alessandria (prot.134656) che la provincia di Pavia (prot.128593) hanno evidenziato le vistose carenze del progetto, richiedendo alla società proponente una lunga serie di integrazioni, e allo stesso modo dovrebbe essersi espressa la Regione Piemonte: “Carenza di documentazione progettuale e di analisi degli impatti ambientali: la Giunta, nell’ambito della valutazione di impatto ambientale (VIA) non esprime un parere positivo”, si legge un comunicato stampa diffuso dopo la riunione di giunta di venerdì 26 luglio, senza che sia ancora possibile consultare la delibera con il parere. NDR: giovedì 1 agosto, alcuni giorni dopo la data originaria di stesura del testo che state leggendo, sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte è stata pubblicata la delibera di giunta, consultabile a questo link. Sul contenuto valutino i lettori. In Regione Lombardia la pratica risulta ancora in istruttoria.

Ma sul sito ministeriale, giorno per giorno, vengono anche pubblicate le osservazioni che sono state inviate, rispettando le regole stabilite dalla normativa, da singoli cittadini e da associazioni della “società civile”. Ad oggi, 28 luglio, sul sito sono già stati protocollati e resi consultabili testi sottoscritti da 366 singole persone (crf nota 1) e da 26 associazioni (cfr nota 2) – numeri che potrebbero salire ancora (cfr nota 3). Un risultato impressionante, cui abbiamo cercato di contribuire, che è stato raggiunto grazie all’impegno generoso di tantissime persone in val Borbera, in val Curone e in valle Staffora. A fronte di un’operazione che è giusto definire come una “speculazione energetica” del tutto estranea ad una corretta politica di transizione ecologica, a prendere la parola, insieme ai semplici cittadini, sono stati molti operatori economici, l’associazionismo culturale ed escursionistico, una realtà internazionale come l’associazione Sahaja Yoga, ed altri ancora: tutti hanno espresso, in maniera preoccupata, ma decisa e puntualmente argomentata, la propria contrarietà a questa inammissibile aggressione ai crinali delle valli Curone, Borbera e Staffora, un’opera industriale che vanificherebbe i tanti sforzi (anche economici) di valorizzazione dei pregi ambientali, paesaggistici e culturali che stanno mostrando dei sicuri risultati, evidenti a chiunque percorra le nostre valli. È contro questo colpo di spugna su tanti investimenti ed energie profuse, che si è levata la voce del territorio.

In base alle indicazioni che troviamo sul sito del ministero, entro 30 giorni dal 22 luglio la società proponente potrà depositare le sue controdeduzioni alle osservazioni ed ai pareri pervenuti presso il ministero, che deciderà il da farsi. Se sarà convocata la Conferenza dei servizi, ci attendiamo che le tutte le amministrazioni coinvolte siano coerenti con i giudizi negativi sin qui espressi, che dovrebbero portare il ministero a concludere per l’opzione zero.

Ma occorre ribadirlo con tutta la forza che deriva da questa mobilitazione popolare: i crinali appenninici non possono essere considerati aree idonee per l’installazione di impianti industriali, quale ne sia il peso e la dimensione. Sono necessarie azioni concrete a livello normativo. E spetta alle regioni il compito di provvedervi, entro la fine del 2024 (decreto MASE 21 giugno 2024). Qualche dettaglio in più in otto slide a questo link.

Per quanto ci riguarda, questa formidabile mobilitazione popolare ci incoraggia a continuare ancora e meglio nel nostro impegno, a fianco e insieme ai tanti compagni di strada che abbiamo trovato o ritrovato in questo frangente.

Note

(1) n. 71 osservazioni singole a cui si sommano: l’osservazione prot.136033 sottoscritta da 121 aderenti all’associazione Sahaja Yoga – l’osservazione n. 132224 sottoscritta da 58 cittadini valborberini o gravitanti sulla valle – stessa origine per l’osservazione n. prot. 134881 sottoscritta da 18 cittadini e per l’osservazione n. 127955 sottoscritta da n. 5 cittadini – ben 61 i cittadini di Giarolo e della val Curone che hanno sottoscritto l’osservazione n. 13489324 i titolari di attività a San Sebastiano Curone che hanno sottoscritto l’osservazione n. 135208 – due sottoscrittori per ciascuna delle osservazioni n. 136016, n. 136031, n.134468, n.136014

(2) n. 123613, 101184, 134329 Comitato per il territorio delle Quattro Province, n. 131769 sottoscritta da 13 associazioni della val Borbera (Museo della Resistenza e della vita sociale in val Borbera + Associazione albergatori e ristoratori della val Borbera e della valle Spinti + Ass. Culturale Le Cocalle + Ass. Culturale il pese degli Spaventapasseri + Pro loco Roccaforte Ligure + Pro loco di Cosola + Ass.Cult. Roba da Strejie + Pro loco Cabella Ligure + Ass.Cult. Parco Mongiardino + Ass. Cult. Paradiso Val Borbera + Ass.Cult. Luogo d’incontri + Pro loco Albera Ligure + Pro loco Persi) – n. 117690 dal Consorzio di Casella, n. 136054 dalla Commissione TAM Piemonte VdA e Lig. del CAI, n. 136106 dalle sezioni CAI della provincia di Alessandria, n. 134023 da Una Valle di Artisti, n. 132812 da Associazione Fondiaria Piuzzo, n. 131567 da Gruppo Micologico Vogherese, n. 134975 da CAI sez. Voghera, n. 134882 da associazione Sahaja Yoga, n. 134886 da Pro Natura

(3) caricate sul sito ministeriale il 30/07/2024 l’osservazione n. 135252 sottoscritta da 17 operatori del Mercato settimanale dei produttori locali sul ponte vecchio di San Sebastiano Curone e l’osservazione n.135551 di Mountain Wilderness Italia

solo l’opzione zero (nessuna pala) può preservare i crinali dalla devastazione

Ha sollevato e solleva ancora molto scalpore l’esito della “valutazione di incidenza” svolta dall’ente che gestisce la zona di protezione speciale “Ebro-Chiappo”, i 364 ettari di versanti montani tutelati dalla “direttiva Uccelli” dell’Unione Europea, nel cuore del territorio sul quale si chiede di realizzare l’impianto eolico industriale “monte Giarolo”. L’ente di gestione ha svolto l’istruttoria (la relazione  è consultabile sul sito del ministero a questo link) ed ha espresso un parere positivo condizionato ad una serie di prescrizioni, tra cui l’eliminazione di 8 dei 20 aerogeneratori previsti. È possibile che il rispetto delle logiche formali del procedimento di valutazione non consentisse conclusioni più nette, su questo non ci sentiamo di esprimerci.  Tuttavia, anche se le osservazioni e le analisi svolte nella relazione sono ampiamente condivisibili e in parte collimanti con le nostre, le conclusioni ci appaiono del tutto inaccettabili. Ribadiamo con decisione e convinzione che per noi solo l’opzione zero, ovvero nessun aerogeneratore, può assicurare l’integrità dei nostri crinali per il presente e per gli anni a venire.  Infatti, anche l’installazione di un solo aerogeneratore aprirebbe la strada all’effetto proliferazione, ben noto, ed esporrebbe i nostri crinali, per gli anni a venire, a ulteriori richieste di nuove installazioni, con un processo di progressivo e inarrestabile degrado degli habitat che rappresentano l’eccellenza naturalistica del nostro territorio, un gravissimo impatto di sostanza e di immagine sulle produzioni locali identitarie (si veda il pascolo con la pregiata carne all’erba del Giarolo), un colpo mortale al turismo escursionistico che, con centinaia di passaggi ogni anno, e in una prospettiva di continua crescita, rappresenta un importante volano economico del territorio, oltre che un elemento di grande valore culturale ed educativo (si vedano le numerose iniziative svolte in collaborazione con il mondo della scuola, dal CAI e da altre realtà associative).

Come comitato per il territorio delle Quattro Province continueremo il nostro lavoro con l’obiettivo finale di tutelare l’integrità dei nostri crinali, consapevoli e convinti di essere in sintonia con il sentire del territorio e con le posizioni dei suoi rappresentanti nelle istituzioni territoriali.

A breve le nostre argomentazioni in questo senso, già più volte espresse, saranno manifestate ancora più dettagliatamente con le osservazioni naturalistiche che depositeremo presso il sito del Mase, con le quali dimostreremo in modo irrefutabile l’impatto dell’impianto eolico monte Giarolo sull’avifauna e in genere sugli habitat che compongono il delicato equilibrio ecologico dei nostri crinali.

Concludendo rinnoviamo l’invito a tutte le associazioni, gli abitanti e i frequentatori del territorio delle valli Borbera, Curone e Staffora a produrre e inviare al ministero dell’ambiente le proprie osservazioni, come già molti stanno facendo. Nella pagina che si apre cliccando qui abbiamo inserito alcune indicazioni pratiche. La scadenza è il 22 luglio ed occorre inviare un forte segnale ai decisori del governo centrale affinché comprendano che un parere positivo su questo scempio ambientale costituirebbe anche un atto di prevaricazione gravissimo del volere di un intero territorio, insomma un vero e proprio vulnus democratico. E inoltre rinnoviamo l’appello ai rappresentanti regionali, cui ora spetta il compito di stabilire l’idoneità o meno dell’area in questione all’installazione di impianti eolici, perché una volta per tutte ne decretino la non idoneità, coerentemente alle posizioni prese in periodo pre-elettorale, ponendo infine una pietra tombale su questa minaccia all’integrità dei nostri monti.

osservazioni al progetto “eolico monte Giarolo”: qualche suggerimento

grazie ad Adriano Giraudo per la messa a disposizione della foto

Entro il prossimo 22 luglio tutti i cittadini possono inviare al ministero dell’ambiente (MASE è la sigla) le proprie osservazioni per chiedere che il governo, cui spetta giudicare se l’impianto eolico industriale “monte Giarolo” è compatibile con l’ambiente, pronunci un “no” chiaro e netto.

Qui di seguito trovate la sintesi di alcuni dei molti argomenti che, secondo noi, dovrebbero indurre il ministero a esprimere questo “no”. Sarebbe importante inviare molte osservazioni, anche se brevi, sia riferite ai punti trattati in questo post, sia su moltissimi altri aspetti. Noi siamo disponibili a dare una mano a tutti per scrivere le osservazioni e per presentarle – si può farlo in diversi modi (lo spieghiamo in calce a questo messaggio). Contattateci per email scrivendo a comitato@appennino4p.it oppure tramite i social.

vincolo regionale – sui monti prescelti per il progetto una norma del Piano paesaggistico del Piemonte vieta di realizzare impianti eolici in un intorno di 50 metri dalla linea di crinale. Un vincolo che il progetto non rispetta: se si parla di un impianto, logica vuole che si considerino tutte le parti delle macchine che lo compongono. Le torri di sostegno delle macchine sarebbero tutte situate poco oltre il limite di 50 metri ma, misurando gli spazi occupati dalle tre pale (ciascuna lunga 80 metri) che azionano ogni generatore, le venti macchine sconfinano nell’area vietata. I progettisti ne sono ben consci, tanto che prevedono di imporre sui terreni sovrastati dalle pale la cosiddetta “servitù di sorvolo”.

dissesto idrogeologico – un decreto ministeriale (il DM 10 settembre 2010) fissa le linee guida statali per il corretto inserimento degli impianti eolici nel territorio. Quando la collocazione delle torri è prevista in prossimità di aree caratterizzate da dissesto e/o da rischio idrogeologico – ed è esattamente il caso del progetto monte Giarolo – le linee guida chiedono di valutare attentamente questa scelta, che deve perciò essere motivata in modo adeguato. Per l’impianto “monte Giarolo” i progettisti hanno compiuto solo alcuni tipi di verifica strumentale, scrivendo che altri (necessari e importanti) accertamenti e studi di dettaglio saranno svolti in seguito, in tempi non precisati, in quanto “sia dettati dalla necessità di ottenere tutti gli indispensabili permessi amministrativi (e non solo) sia alla complessità esecutiva delle indagini”. Giustificazioni non accettabili, poichè in questo modo non è possibile esaminare correttamente e a fondo una questione basilare per gli impatti sull’ambiente.

viabilità e stradone sui crinali – secondo le linee guida statali è consigliabile che le dimensioni delle componenti dell’impianto e dei mezzi di trasporto siano tali da consentire l’accesso al cantiere con interventi minimali sulla viabilità esistente. Nel caso del progetto monte Giarolo, poichè la scelta è caduta su aerogeneratori tra i più grandi mai installati in Italia, sono previsti ben 220 trasporti eccezionali per una distanza di 200 km attraverso 68 comuni, con il successivo trasbordo di ciascuno dei carichi tramite una grande gru per valicare un torrente negli angusti spazi del centro abitato di San Sebastiano Curone (di fronte al distretto sanitario e ad una casa di riposo, quindi con potenziali pesanti ripercussioni su servizi essenziali, nonostante improbabili ipotesi di itinerari alternativi). E, ancora, il progetto prevede la creazione sui crinali di un tracciato camionabile largo 6/7 metri e lungo 23 km, che stravolgerebbe una serie di piste forestali e di sentieri e richiederebbe di realizzare ex novo almeno 6 km di questa strada, di cui 1,8 km all’interno di un sito Natura 2000.

ventosità e stima della produzione di energia – il sacrificio dell’ambiente derivante dalla creazione di un impianto industriale come quello denominato “monte Giarolo” dovrebbe trovare contropartita in una adeguata produzione di energia generata dal vento, perciò la corretta misurazione e acquisizione dei dati anemometrici è fondamentale. Per l’impianto monte Giarolo sono stati prodotti dei calcoli la cui qualità è del tutto insufficiente, in quanto, nonostante debbano giustificare la costruzione del più grande impianto eolico mai realizzato nel nord Italia, non seguono gli standard internazionali. Questi ultimi prevedono che i dati del vento impiegati per i calcoli di producibilità siano rilevati a 2/3 dell’altezza prevista per il mozzo delle turbine (quindi a 80 metri, dato che il mozzo, nel nostro caso, si troverebbe a 120 metri). Per il progetto “monte Giarolo” si sono prodotti calcoli desunti da rilevazioni compiute con un anemometro alto solamente 15/20 metri. I proponenti affermano che, per ottenere dati migliori (e, dunque, rifare i calcoli) “sono state installate 3 stazioni fisse di altezza 40 metri nella prima metà del mese di luglio 2023“ (stazioni queste di fatto ancora “fuori standard” rispetto all’altezza delle misurazioni), e promettono anche che “sul Monte Giarolo, appena le condizioni di accessibilità in sicurezza lo consentano, l’antenna da 40 metri sarà sostituita con torre a traliccio strallata alta 80 metri”. I (futuribili) dati ricavati a 80 metri potrebbero però essere utilizzabili solo per quattro delle venti “torri” in progetto, se si seguono gli standard internazionali. Questi, per una zona con orografia ad elevata rugosità quale è quella considerata, considerano attendibili con sufficiente approssimazione solo le misurazioni effettuate con un anemometro situato in un raggio di non più di 2 km dalla collocazione di ciascuna macchina.

aspetti naturalistici – l’impatto diretto ed indiretto dell’impianto eolico sugli ecosistemi e sulla biodiversità dei crinali sarebbe altissimo. Esso riguarderebbe aree ad elevata naturalità, al centro di progetti di valorizzazione turistico-naturalistica assolutamente incompatibili con la presenza di strutture artificiali di tali dimensioni. Per quanto riguarda la fauna, si verificherebbe una frammentazione degli habitat e il conseguente isolamento delle popolazioni con elevatissimo impatto su molte specie animali anche di interesse comunitario. In particolare si avrebbero impatti diretti sull’avifauna e i chirotteri. Sia in fase di cantiere sia di esercizio dell’impianto in questione si verificherebbero fenomeni di disturbo sulle biocenosi in generale e per la distruzione di habitat. A fronte di impatti di tale rilevanza appaiono del tutto risibili le mitigazioni proposte; di fatto non è assolutamente possibile mitigare la realizzazione e la presenza di un impianto industriale di tali dimensioni all’interno di un contesto naturale ad elevata valenza di biodiversità.

È possibile inviare osservazioni, alternativamente

a) inserendole nel sistema direttamente con un computer, se si dispone dello SPID o della carta di identità elettronica (CIE) e si è in grado di utilizzare questi strumenti per accedere al sito del ministero. Si parte dalla pagina che contiene le informazioni generali sul progetto, al link https://va.mite.gov.it/it-IT/Oggetti/Info/9514 si clicca sul simbolo della busta a fianco della frase “Scadenza presentazione osservazioni: 22/07/2024” . Questa azione consente di accedere ad un’altra pagina, intitolata “invio osservazioni”, in fondo alla quale si deve fare clic sul rettangolo verde contenente la frase “Invio osservazioni per le procedure di VAS-VIA-AIA tramite SPID-CIE”, accedendo in tal modo ad una ulteriore pagina dalla quale può effettuare l’accesso con lo SPID (o con la CIE). Poi, per compilare il modulo elettronico si seguono le istruzioni che si possono leggere in questo file. Per provare a chiarire alcuni passaggi delle istruzioni fornite dal ministero, rispetto a come “individuare” il progetto che ci interessa, abbiamo realizzato alcune diapositive, che trovate a questo link. Un approfondimento circa la possibilità di inviare osservazioni da parte di più persone fisiche rappresentate da un altro soggetto potete consultare la scheda a questo altro link.

b) compilando, con il pc o a mano, il modulo cartaceo che è possibile scaricare al link https://va.mite.gov.it/File/DocumentoPortale/117 . Occorre firmarlo, allegare la copia di un documento d’identità e spedirlo al MASE (dopo aver scansionato il tutto, se per spedirlo, come è preferibile, si utilizza una casella PEC)

c) come si legge alla pagina, intitolata “invio osservazioni” è anche possibile spedire le osservazioni scritte sul modulo cartaceo e i necessari allegati via fax al n.ro 06/57223040 o per posta ordinaria all’indirizzo “Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – Direzione Generale valutazioni ambientali – via Cristoforo Colombo 44, 00147 Roma”.

Svolgere svolte con rigore, trasparenza e partecipazione le valutazioni ambientali di piani e progetti: la richiesta di 200 associazioni nazionali e locali

Anche il nostro Comitato fa parte delle 200 associazioni nazionali e locali che hanno inviato una lettera aperta a Governo, Parlamento e Commissione Europea su grandi opere e Valutazione di Impatto Ambientale.
La tutela di salute, clima, biodiversità e paesaggio passi per valutazioni ambientali di piani e progetti svolte con rigore, trasparenza e partecipazione: ecco le nostre proposte.
Da Friday For Future al Forum dell’Acqua, da Italia Nostra a centinaia di comitati locali: Ministero dell’Ambiente gravemente inadempiente sulle norme europee, serve immediato stop a progetti fatti male dopo ammissioni del presidente della Commissione V.I.A. nazionale. Continua a leggere “Svolgere svolte con rigore, trasparenza e partecipazione le valutazioni ambientali di piani e progetti: la richiesta di 200 associazioni nazionali e locali”