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Autore: beppiraggi
Documento della comunita’ montana Terre del Giarolo sugli impianti eolici
Martedi’ 7 giugno una nostra delegazione ha avuto un confronto con la giunta della comunita’ montana Terre del Giarolo (presenti il presidente, il suo vice e l’assessore al bilancio, assenti l’assessore alla cultura e l’assessore all’ambiente) allo scopo di chiarire e confrontare le nostre e le loro posizioni sull’eolico.
La posizione della comunita’ montana si fonda su documento di giunta (PRELEVA IL DOCUMENTO QUI) pubblicato a marzo, testo del quale abbiamo discusso nel corso dell’incontro.
E’ emerso che il documento dovrebbe essere interpretato come segue:
1 – l’esecutivo dell’ente montano prende atto delle criticita’ emerse
rispetto al progetto sino ad ora presentato (legate agli impatti
ambientali e al vigente divieto di edificare a ridosso dei crinali) e,
se il progetto resta tale e quale, l’ente e’ contrario
2 – se e solo se risultasse possibile realizzare un parco eolico con impatti ambientali minori, allora il parere della comunita’ sara’ a favore: da parte della giunta esiste la persuasione o almeno l’auspicio che l’evoluzione della tecnologia consenta (in un non meglio determinato fututo) di realizzare impianti eolici industriali compatibili con i nostri monti
3 in spirito di condivisione,, saranno insieme la comunita’ montana e i vari municipi interessati a giudicare se ogni progetto sara’riuscito o non sara’ riuscito a mitigare gli impatti sino a renderli tollerabili
4 la comunita’ sostiene che in conferenza dei servizi il parere dell’ente montano non sia determinante (NDR – ma la legge dice che l’ente che ha indetto la conferenza decide tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in sede di conferenza, quindi la posizione dell’ente montano deve avere ed ha un suo rilievo) e, secondo la giunta, di conseguenza e’ possibile che dei progetti, pure se con impatti ambientali non condivisibili, passino comunque
5 l’ente montano si tiene allora una porta aperta, vuole che il territorio non subisca solo disagi ma abbia dei ritorni. La giunta ha ammesso che la Regione – alla quale l’ente montano si e’ rivolto – dovrebbe pero’ cambiare le norme, perche’ quelle attuali prevedono solo compensazioni ambientali, e sempre la giunta ha ammesso che il cambiamento e’ un risultato non semplice da ottenere (NDR – noi abbiamo aggiunto che certi impatti non si possono monetizzare in ogno caso)
6 la replica alle critiche per la mancanza di informazioni e’ stata che la comunita’montana e’ un ente di secondo grado, e di regola parla con i sindaci, non direttamente con i cittadini, e se i sindaci non ridiffondono le notizie non e’ colpa della comunita’ montana (NDR – risposta non accettabile, lo abbiamo fatto notare)
Si e’aperto un difficile dialogo-confronto. Vedremo quali sviluppi potra’ avere.
SIC e ZPS: non vincoli, ma opportunita` per il territorio
Con una sua delibera la giunta della Comunita` montana Terre del Giarolo fa proprio il parere negativo del Comune di Mongiardino Ligure sulla presenza di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) che interessa parzialmente il proprio territorio, con la motivazione di una “mancata informazione agli Enti territorialmente interessati sui vincoli a cui verra` sottoposta l’area interessata dal SIC, nel timore che vengano ulteriormente inibite le normali pratiche lavorative degli abitanti, attivita` edilizie e tagli boschivi in particolare”.
Se e` vero che le popolazioni locali hanno tutto il diritto di
conoscere i provvedimenti presi a qualsiasi livello amministrativo che
riguardino il loro territorio, e nessun provvedimento di tal genere
andrebbe mai calato dall’alto, e` pero` compito delle istituzioni locali
informarsi su cio` che tali provvedimenti comportano realmente.
Nel caso di cui si discute, SIC e Zone di Protezione Speciale (ZPS) non
prevedono divieti assoluti per le attivita` edilizie e di taglio
boschivo, ma regolamentazioni con lo scopo di tutelare i pregi
ambientali del territorio in modo che possano anche trasformarsi in
risorse economiche.
I Siti di Importanza Comunitaria sono istituiti in applicazione di
decisioni dell’Unione europea. Al punto 1.5 del “Parere del Comitato
economico e sociale europeo” sul tema “Valutazione intermedia
dell’attuazione del piano d’azione comunitario sulla biodiversita`” si
legge: “La protezione della natura viene spesso considerata come un
ostacolo o una minaccia dal punto di vista della politica economica, e
nelle politiche concrete non viene ancora tenuta in considerazione
l’argomentazione secondo cui la biodiversita` ha di per se’ un valore
economico.”
Tale valore economico potrebbe presto concretizzarsi anche con la predisposizione di un Bando che la Regione attualmente sta realizzando in base al “Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013” relativo al finanziamento del 100% di investimenti ed iniziative di sensibilizzazione ambientale finalizzati alla protezione ed incremento del potenziale di biodiversita` nelle aree della Rete Natura 2000.
Gli Enti pubblici non dovrebbero strumentalizzare le sacrosante
richieste di non subire norme complicate e spesso vessatorie avanzate da
chi pratica una forma di agricoltura estensiva, e pertanto di basso o
nullo impatto ambientale, respingendo, con frettolose e approssimative
delibere, provvedimenti a livello europeo (tali sono
SIC e ZPS) che possono valorizzare il nostro territorio, collocandolo in
un contesto di prestigio internazionale. Dovrebbero invece, a nostro
avviso,impegnarsi nell’attuare, di concerto con popolazione locale,
associazioni, operatori economici e culturali, una pianificazione che
possa cogliere le opportunita` offerte dalle normative europee di tutela
del territorio.
Intervista a Paolo Ferrari – 8 maggio 2011 – IN CAMMINO PER I NOSTRI CRINALI
Foto della manifestazione IN CAMMINO PER I NOSTRI CRINALI – 8 maggio 2011


FROSOLONE (IS): pala eolica colpisce nibbio reale
COMUNICATO STAMPA LIPU
FROSOLONE (IS): PALA EOLICA COLPISCE NIBBIO REALE
LIPU: casi frequenti. Studi preliminari superficiali, è necessario chiudere gli impianti killer sorti nelle ZPS
Un altro splendido Nibbio reale è stato trovato da alcuni gitanti ieri ai piedi di una torre eolica a Frosolone (IS), colpito da una maledetta pala rotante.
Il raro rapace è stato portato al Centro Recupero Fauna Selvatica LIPU, dove è stato sottoposto agli accertamenti del veterinario che ne ha decretato l’impossibilità del recupero.
Il Nibbio reale è stato colpito di striscio dalla pala eolica, ma ha perso le falangi e l’ala presenta fratture multiple e scomposte.
“Per Frosolone è già il secondo Nibbio in pochi mesi – informano alla LIPU – ormai si moltiplicano le segnalazioni di animali morti ai piedi delle torri eoliche, falciati durante il volo o la migrazione”.
Gli ambientalisti sostengono inoltre che questi ritrovamenti sono solo la punta di un iceberg. Molte carcasse vengono prelevate nottetempo da cani e volpi, per cui risulta di molto sottovalutato il numero delle perdite.
Si tratta soprattutto di Poiane, ma cadono vittima sovente animali più rari come in questo ultimo caso.
Da diversi anni la LIPU molisana sostiene l’impossibilità di tollerare impianti eolici nati all’interno delle aree Natura 2000, che l’Europa ha concepito per la salvaguardia delle specie a rischio e non per la loro estinzione. In Molise invece sono sorti torri eoliche a Ripabottoni, Longano e Frosolone, tutte in aree dove non dovrebbero esserci.
“Non è tollerabile questa palese violazione delle Direttive UE – proseguono alla LIPU – e il continuo ritrovamento di animali uccisi dalle pale ci spinge a chiedere formalmente la chiusura di tutti gli impianti costruiti nelle IBA e ZPS (Zone a protezione speciale)”.
Ormai il grande fronte di opposizione alla proliferazione selvaggia dell’eolico ha innescato la nascita dell’indignazione pubblica e politici ed amministratori devono tenerne conto.
“Vorremmo sapere dalla Regione Molise – concludono alla LIPU-Birdlife Italia – quali sono gli interventi che ha adottato per tutelare l’avifauna minacciata, come prevedono le normative, visto che invece si continua ad autorizzare la costruzione di centinaia di torri eoliche”
Casacalenda, 13 maggio 2011
Interventi alla manifestazione dell’8 maggio 2011
Firma anche tu la PETIZIONE ALLA PROVINCIA!
Domenica 8 maggio abbiamo iniziato a raccogliere firme sulla petizione alla provincia di Alessandria per chiedere di fermare l’installazione di impianti eolici industriali e di lavorare invece per lo sviluppo sostenibile del nostro appennino.
Abbiamo steso questo documento, che chiunque può scaricare, stampare su due facciate di un unico foglio e diffondere, raccogliendo adesioni nella propria rete familiare e di amicizie (anche solo poche firme saranno comunque utili).
Per consegnare le firme raccolte al Comitato, basterà contattarci alla mail
comitato@appennino4p.it
o al tel. 333.7505485 (Raggi)
GRAZIE A TUTTI!
Dal TGR Liguria: monte Chiappo-8 maggio 2011
Comunicato stampa dopo la manifestazione dell’8 maggio 2011

In centinaia sul Monte Chiappo per dire no all’eolico industriale sui monti
Il monte Chiappo è il punto di incontro delle province di Alessandria, Pavia e Piacenza, a pochi chilometri dal genovesato. Domenica 8 maggio, questa cima alta 1700 metri ha visto confluire centinaia di escursionisti chiamati dal Comitato per il territorio delle Quattro Province, con il sostegno organizzativo dei CAI di Voghera, Novi Ligure e Tortona, ad affermare la propria contrarietà ai progetti che prevedono l’installazione di enormi impianti eolici (fino ad oltre 60 torri alte150 metri con ingenti opere di cantierizzazione) sui crinali di Giarolo, Ebro e Boglelio. Nel corso della manifestazione sono state illustrate le caratteristiche di questi impianti industriali dall’impatto devastante su un territorio ricco di pregi naturalistici, collocato sulle direttrici delle antiche vie del mare e del sale. L’incontro è stato anche allietato dalle musiche tradizionali delle Quattro Province. Gli escursionisti convenuti sul monte hanno potuto firmare una petizione rivolta alla Provincia di Alessandria con la quale viene richiesto il definitivo abbandono di tali progetti e l’adozione di concrete misure di valorizzazione delle caratteristiche culturali, naturalistiche e agro-pastorali, che rappresentano l’autentica vocazione del territorio.
Per informazioni sulle future iniziative e sulle modalità per firmare la petizione e aderire al comitato è possibile consultare il sito www.comitato4p.org.