Autostrada Broni-Mortara:rassegna stampa dopo la manifestazione del 15 Dicembre

Dalla Provincia Pavese di  MERCOLEDÌ, 19 DICEMBRE 2012

Pagina 1 – Prima Pagina
In Regione sì alla Broni-Mortara. Rabbia e striscioni
L’autostrada contestata
La Regione ha detto di sì al secondo tratto dell’autostrada Broni Mortara. La conferenza dei servizi si è svolta a Milano, ma questo non ha fermato le proteste del comitato c he si oppone all’opera e delle associazioni ambientaliste. Striscioni e slogan dunque, sotto al Pirellone.  SCARPA
Pagina 20 – Cronaca
Broni-Mortara, via libera tra le proteste
La Regione approva il secondo tratto, sotto il Pirellone la protesta di residenti, comitati e associazioni ambientaliste
di Giovanni Scarpa – MILANO La Regione dà il via libera al secondo tratto della Broni-Mortara. A nulla sono serviti i pareri negativi dei sindaci pavesi, della Provincia, e soprattutto dell’esiguo ma rumoroso gruppo di irriducibili che ieri pomeriggio ha presidiato l’entrata del Pirellone, dove era stata convocata la seconda conferenza di servizi per discutere il pezzo di autostrada da Castello d’Agogna a Stroppiana (Vercelli). L’escamotage di indire l’incontro a Milano e non più a Mortara (in Comune) come era previsto in un primo tempo ha impedito una contestazione in grande stile, già preparata nei minimi particolari, peraltro. «E’ stata una vera e propria furbata per evitare che la gente manifestasse la propria contrarietà alla Broni-Mortara cambiando all’ultimo momento la sede della conferenza di servizi», accusa Nicola Ghisilieri, del coordinamento dei comitati. Ieri pomeriggio, infatti, nella morsa del gelo sotto il vecchio grattacielo che ospita gli uffici regionali erano in pochi. Ma si sono fatti sentire, eccome sul marciapiede di via Fabio Filzi. A partire dalla “cantante” del gruppo del no, Ornella Moro. «Sono nata in Lomellina. – dice abbassando per un attimo il megafono grazie al quale modula canzoni di protesta che arrivano di sicuro fino ai piani alti del Pirellone dove la riunione è in corso – Abito ora in Oltrepo, ma amo la mia terra senza alcuna distinzione. E oggi stanno portando avanti un progetto che servirà solo alla malavita per poter coprire i rifiuti tossici». Al sit in davanti al Pirellone c’è anche Gilberto Pacchiarotti, in rappresentanza del Wwf della provincia di Pavia. E’ lui a dare qualche dato.«Con la Broni-Mortara-Stroppiana spariranno circa 19 milioni di metri quadrati di terra. – sostiene – Il che equivale alla distruzione di circa 50 grandi cascine padane di grosse dimensioni». Per non parlare poi di «cancellazione di corsi irrigui e ripercussioni su circa 200 aziende del territorio. Da non dimenticare, infine, l’impatto sulla viabilità». I camion che circoleranno sulle attuali strade per i lavori nei cantieri faranno circa «2 milioni di viaggi per un totale di quasi 40 mila chilometri», calcola Pacchiarotti. Ma lassù nei piani alti del Pirellone, tirano dritto. Nonostante la Moro adatti il testo dell’immortale “Il ragazzo della via Gluck” alla Broni-Mortara, sebbene i rappresentanti degli agricoltori pavese e vercellesi urlino a squarciagola slogan meno originali ma altrettanto significativi. «Questa autostrada sarà la rovina delle aziende agricole» chiosa sicura Alda La Rosa della Rete ambientale pavese. Ad ogni modo le due Regioni (Lombardia e Piemonte) hanno detto sì anche al secondo tratto. Parere negativo invece dai Comuni pavesi (S.Angelo, Cozzo, Ceretto, Novetto e Langosco) eccetto Castel d’Agogna. Via libera anche dalle amministrazioni piemontesi. Ma non tutto è perduto: a gennaio il Tar dovrà decidere sulla valanga di ricorsi.
Lasagna: «La Lomellina resta contraria» Il presidente: «La volontà è proseguire»
Va avanti il progetto della Castello d’Agogna-Stroppiana. E’la bretella autostradale disegnata dalla Sabrom di 17,5 chilometri che nei progetti ha lo scopo di collegare la Broni-Mortara (appaltata alla Sabrom, ma ora bloccata dal ministero dei Trasporti) con l’autostrada 26 Genova-Gravellona Toce e la diramazione per il tunnel del monte Bianco. E’la prosecuzione che garantirebbe così il collegamento ovest-est, su cui insistono i progettisti, alleggerendo il traffico sull’autostrada Torino-Milano-Trieste. L’iter burocratico prevede che il nuovo progetto venga ancora vagliato dalle due Regioni coinvolte, la Lombardia e il Piemonte. Su questo fattore il fronte del “no” al progetto, che vede in prima linea oltre a comitati ed agricoltori anche la Provincia di Pavia ecinque Comuni lomellini, punta molto per bloccare la Castello d’Agogna-Stroppiana. «La nuova giunta lombarda che governerà la Regione dopo le elezioni di inizio 2013 se vorrà andare avanti in questo progetto dovrà farlo sapendo che le istituzioni del territorio lomellino sono contrarie» spiega l’assessore provinciale all’Ambiente Alberto Lasagna.I voti decisivi per permettere alle procedure amministrative della Castello d’Agogna-Stroppiana di proseguire sono stati quelli delle Regioni Lombardia e Piemonte, che per questa tratta avevano già siglato un accordo. A supportarle i Comuni vercellesi toccati dal tragitto (Pezzana, Caresana e Stroppiana), il Comune lomellino di Castello d’Agogna e il consorzio irriguo Ovest Sesia. Contrari invece la Provincia di Pavia, il consorzio irriguo lomellino Est Sesia e i sindaci lomellini dei paesi toccati dal tracciato: Ceretto, Sant’Angelo, Castelnovetto, Cozzo e Langosco: «Comunque vada siamo e saremo contrari» evidenzia il sindaco di Castelnovetto Luigi Marinone. «Prendo atto che c’è la volontà di proseguire nel progetto della Broni-Mortara con il collegamento verso il Piemonte» commenta Carlo Belloni, presidente della Sabrom.
News 2 nuovi risultati relativi a broni mortara
BroniMortara, atteso il verdetto Il ‘fronte del no’ picchetta il
Il Giorno
«raccordo autostradale interregionale Mortara-Stroppiana/A26», ovvero la prosecuzione della BroniMortara per il collegamento autostradale piemontese.
Lombardia: una exit strategy dalle autostrade, per evitare il
Greenreport
Ieri ambientalisti ed agricoltori lombardi hanno organizzato una manifestazione contro il progetto BroniMortara, in vista della Conferenza di Servizi che
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Oggi il corteo dei trattori contro la BroniMortara – La Provincia Pavese
Alla manifestazione presenti anche i sindaci. «No alla devastazione del territorio » Martedi si terra la decisiva Conferenza dei servizi: Piemonte ago della
laprovinciapavese.gelocal.it/…/oggi-il-corteo-dei-trattori-contr…
Mortara:Compatto no alla BroniMortara
Mortara:La Rete delle Associazioni e dei Comitati ambientalisti della Provincia di Pavia e il Coordinamento …
www.pavia7.it/…/mortara-br-compatto-no-alla-broni-mortara-…
Stop BroniMortara – YouTube
Grazie di cuore agli agricoltori, alle associazioni, ai sinda tutti i manifestanti contro l
www.youtube.com/watch?v=xehmoMJtcBg

Pavia 7:http://issuu.com/netweek/docs/pv7g_25/1

No alla Broni Mortara, opera inutile e dannosa

Il 15 dicembre manifestazione per dire no a un’opera “clamorosamente utile solo a chi la fa e ci specula sopra, per uno “sviluppo” fantomatico e comunque insostenibile” (F. Bottini, sul sito Eddyburg) link a una descrizione del percorso, sempre di F. Bottini,

Le ragioni del no a questo link: http://bronimortara.blogspot.it/

Preleva qui il volantino della manifestazione

Eolico e salute, un tema da approfondire

Un articolo di Emanuela Di Pasqua sul Corriere della Sera dello scorso 4 novembre 2012 (clicca qui per andare all’articolo),  successivamente rilanciato sul sito Rete della Resistenza sui Crinali, tratta dei danni alla salute che sarebbero provocati dalle pale eoliche a chi abita nei pressi degli impianti, riferendo dei risultati di una ricerca sulla popolazione del Maine recentemente pubblicata negli Stati Uniti (qui il link).

I produttori di energia eolica nordamericani hanno subito contestato i criteri e il contenuto di questo studio (qui il link).

Contestazioni ha suscitato anche un precedente lavoro, quello della pediatra newyorchese Nina Pierpont, la quale parla di Wind turbine syndrome.

Il lavoro della Pierpont è stato frequentemente citato anche in Italia, dove il tema di cui parliamo è stato studiato in particolare dal medico piacentino Giuseppe Miserotti. Un suo intervento e’ visibile su youtube:

Pur trattandosi di materia complessa, è evidente l’assoluta necessità di approfondire, molto più di quanto si sia fatto sino ad oggi, e sin dall’impostazione e dall’esame dei progetti, la questione della salvaguardia della salute e della sicurezza delle comunità prossime agli impianti eolici industriali.

Tanti giudizi negativi sulla SEN

Di recente il governo Monti ha messo a disposizione su internet un lungo documento “per un’energia piu’ competitiva e sostenibile” – questo il link
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/20121016SEN-Documento_di_consultazione.pdf

al documento completo, mentre questo il link ad una slide riassuntiva
http://www.sviluppoeconomico.gov.it/images/stories/documenti/20121016SEN-Slide.pdf

Il documento costituise la bozza della Strategia Energetica Nazionale (SEN), attesa da molto tempo.
L’esecutivo punta soprattutto sul rilancio delle fonti fossili e, sia per questo motivo, sia anche per il modo con cui affronta il tema delle energie rinnovabili, ha suscitato numerose critiche.
Il nostro comitato non può non essere interessato alla discussione in corso, perciò innanzzitutto segnaliamo il comunicato stampa  (questo il link)
http://altura-rapaci.blogspot.it/2012/11/strategia-energetica-nazionale.html

diffuso per dare notizia di una lettera al governo sottoscritta da diverse associazioni ambintaliste, le piu’ note gli Amici della Terra e Italia Nostra.

Forti critiche sono state espresse anche dal Wwf , con diversi accenti, da Legambiente (questo il link)
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=18430

Per concludere, una questione di metodo, dalla quale non si scappa: per le rinnovabili e l’efficenza energetica conta moltissimo la partecipazione della popolazione, per avere un senso queste attivita’ debbono essere diffuse e decentrate, debbono essere governate e gestite sui territori, mentre le scelte del governo  vanno in senso del tutto opposto. Questo si legge sul sito Qualenergia, che ha intervistato l’economista Guido Viale.

Progetti della Comunità Terre del Giarolo e proposta di discussione

AGGIORNAMENTO

Ai primi di settembre, a nome del comitato, ho inviato una breve lettera aperta ai trenta sindaci ed al presidente della comunita’ montana Terre del Giarolo, per segnalare la scarsa trasparenza con cui questo ente discute anche della produzione di energia rinnovabile e della destinazione a tale scopo di fondi pubblici, ed ho chiesto sia informazioni sia partecipazione popolare alle scelte. Il testo della lettera e’ stato ripreso tra gli altri dal periodico Il Piccolo.

Su trenta sindaci interpellati, solo uno ci ha risposto, ma l’eco che l’iniziativa ha avuto nella stampa locale ha contribuito a far si’ che l’ente montano pubblicasse una nota, riportata dal settimanale Sette Giorni a Tortona, che, senza particolare chiarezza, riferisce dei progetti cui si intenderebbe metter mano.

Nel merito delle ipotesi:

• quella delle centraline a turbina per sfruttare la pressione degli acquedotti e’ un’idea accettabile, anche se occorre maggior prudenza nel parlare di ricavi (un recente studio su questo tema redatto dal Politecnico di Torino per conto della Regione Piemonte conclude che le potenze ottenibili sono nella maggior parte dei casi molto ridotte, a fronte di significativi costi di impianto ed esercizio).

• Resta invece negativo il giudizio sull’idea di progettare nuove centraline in acqua fluente sui nostri torrenti, per l’evidente sproporzione tra costi ambientali e producibilita’ effettiva degli impianti, emersa costantemente in tanti anni di discussioni su progetti analoghi.

• Si legge infine di un “bando pubblico per societa’ specializzate che possano certificare la produzione di vento di almeno un anno sui crinali bassi del nostro territorio” aggiungendo “si potranno così valutare eventuali posizionamenti di torri (minieolico) per la produzione di energia anche in questo caso con ritorni per i comuni”. Non si capisce dove mai si collochino nelle valli i crinali bassi, ma sicuramente una campagna di studi anemometrici approfonditi ha dei costi che non si giustificano a fronte di singole installazioni minieoliche (cioe’ di macchine di potenza unitaria fino a 200 kW, con altezza di circa 30 metri, altra cosa rispetto alle macchina di grande taglia, alte 150 metri, previste nei progetti di Equipe Giarolo e di Enel Green Power – per avere un’idea delle dimensioni e delle proporzioni di queste ultime, di seguito trascrivo il link al sito del comune di Mele, che ha consentito ad una societa’ privata l’installazione di una enorme pala da 3 MW nell’ex piazzale del cantiere per la costruzione del viadotto autostradale che sorge all’inizio dell’A26, quattro kilometri da Voltri, presso l’autogrill, qualcuno passandoci l’avra’ vista

http://www.comune.mele.ge.it/news.php?id_news=267

Tornando al minieolico, di regola queste macchine vengono installate singolarmente o in non piu’ di due o tre unita’ per ciascuna collocazione.

Un esempio concreto di progetto minieolico, da studiare nei suoi pro e nei suoi contro, e’ l’installazione di una pala da 55 kW nei pressi della frazione Sella, realizzata direttamente da parte del comune di Montoggio, su cui ha gia’ scritto il mensile Altreconomia, mentre a questo link è possibile vedere qualche foto del luogo in cui e’ stato collocato l’impianto.

Non sembra pero’ questo il minieolico a cui pensa la Comunita’ Terre del Giarolo, almeno in base ai numeri esposti in un documento sottoposto ai sindaci qualche mese fa.

***

La gran parte dei nostri amministratori locali, non solo in val Borbera e Curone, ma anche nel pavese montano o in val Trebbia, percepisce con fastidio richieste di trasparenza e partecipazione come quella contenuta nella lettera aperta di cui ho appena detto. L’unico sindaco che ci ha risposto ha scritto: – Abbiamo un sistema democratico che, se applicato, garantisce un coinvolgimento globale delle persone che condividono, ad ogni livello, il territorio. Beffardo, spero involontariamente, l’uso dell’inciso: se applicato. Sono sotto gli occhi di tutti i risultati degli investimenti pubblici in progetti realizzati con scarso o nullo coinvolgimento dei cittadini: impianti mai completati o precocemente abbandonati, costi esorbitanti, ingenti contributi (che siano regionali, statali o europei, si tratta sempre dell’impiego del denaro di tutti) a fronte di benefici assai opinabili o modesti.

Dalle nostre assemblee e dai tanti scambi di opinione che abbiamo avuto in quasi due anni di attivita’ risulta chiaro che esiste anche nelle quattro province un significativo numero di persone le quali pensano che si dovrebbe adottare una impostazione diversa e migliore, persone che hanno idee concrete su numerosi temi cruciali quali: l’agricoltura contadina, che si collega al reinsediamento nei nostri paesi, le colture biologiche e l’autonomia alimentare, che si intrecciano a progetti sulla salute, la valorizzazione delle caratteristiche di pregio ambientale del territorio (anche in relazione alla presenza di numerosi siti della Rete Natura 2000), il presidio dei pascoli, dei boschi e dei terreni da realizzare coinvolgendo i turisti, specie i piu’ giovani, anche nelle pratiche manuali recuperando competenze e abilita’ che formano carattere e cultura, un radicale ripensamento delle regole in materia di caccia, e via dicendo. E’ tanto comodo quanto sbagliato etichettare come quelli del no (nimby, per chi usa l’inglese come fa il cuoco con il prezzemolo) quanti non si adeguano al sistema di priorita’ che orienta le scelte dei nostri amministratori.

Si tratta di un sistema che tende a conservarsi anche ora che la crisi economica e gli accorpamenti voluti dal governo costringono a riposizionamenti radicali: cambiare tutto perche’ nulla cambi, e’ il messaggio che si intuisce.

Per nostra parte, ci interroghiamo sul come e sul perche’ le istanze di cambiamento autentico non siano maggiormente diffuse: personalmente concordo con chi trova che sia molto importante il linguaggio, il modo con cui ci si propone agli altri, ma confesso i miei limiti rispetto a questi temi.

Mi rivolgo a tutti quanti ricevono le nostre email perche’ contribuiscano alla discussione a all’analisi che ho cercato di avviare, e lo facciano inviando all’indirizzo della lista una replica con le considerazioni e le proposte di ciascuno.

Lo considero un gesto importante, forse indispensabile, non trovo parole migliori, per proseguire nella nostra esperienza che dura ormai da quasi due anni.

Mi impegno a dar conto di tutti i contributi e a lavorare poi ad una sintesi su cui si potrebbe convocare un’assemblea del comitato.

per il Comitato per il Territorio delle Quattro Province – Giuseppe Raggi

Eolico sul monte Mindino: la sentenza del TAR Piemonte

A fine luglio 2012 e’ stata pubblicata la sentenza 952/2012 del Tar Piemonte.

Il sindaco di Cabella Ligure, in una intervista al periodico Il Piccolo, sostiene che questa sentenza varrà come precedente e consentirà alla società Equipe Giarolo Energia di ottenere una pronuncia favorevole rispetto al ricorso al Tar Piemonte (prossima udienza l’ 8 Novembre 2012) con cui la medesima società ha impugnato gli atti compiuti dalla Provincia di Alessandria nell’esaminare il suo progetto di impianto eolico industriale (42 pale sui crinali tra Borbera e Curone). La situazione è sufficientemente complessa da indurre a prudenza in ogni valutazione, comunque seguiremo con scrupolo anche questa vicenda.