parco eolico: sugli impatti qualche altro dato e qualche immagine (ma i vincoli ?)

Un progetto di enorme impatto, sotto tanti, troppi aspetti, non ultimi quello economico (142 milioni di euro, secondo il computo metrico estimativo) e quello visivo – qui sopra, tratte dalla documentazione fornita dalla società proponente, quattro simulazioni – dal campo sportivo di Cabella, dal bivio per Montecapraro, dalla provinciale 140 ad Astrata e dal campo da tennis di Fabbrica Curone – cui si aggiungono tante “perle”, comprese (come da planimetria a questo link) le due “aree di stoccaggio temporaneo [bontà loro – ndr] materiale di scavo per piccoli volumi o materiale da costruzione” per più di 40mila metri quadrati proprio intorno alla statua del Redentore sul monte Giarolo. Quanto all’attività di cantiere, qualche esempio: dalla pagina 10 del catalogo “Gru per l’energia eolica” della società Liebherr, un esempio di macchina operatrice necessaria per il montaggio dei pezzi di un aerogeneratore con altezza al mozzo di circa 130 metri, quali i “Vestas” previsti dal progetto “monte Giarolo” (foto scattata in pianura, da immaginare sui nostri monti moltiplicata per 20 – le “formichine” alla base sono furgoni) e un esempio di “trasporto eccezionale” di un componente su una strada di montagna (da noi, moltiplicare la visione per 23 Km, lunghezza prevista per la strada “larga 6/7 metri”).

Del progetto abbiamo già scritto “di getto” il 25 novembre, pochi giorni dopo la pubblicazione dei documenti sul sito del ministero dell’ambiente, per segnalare ai cittadini la necessità di prenderne conoscenza e per chiedere alle istituzioni che li rappresentano di svolgere con scrupolo e tempestività il ruolo che è loro assegnato in questa fase, ossia quello di esaminare il progetto, di individuare le carenze documentali e argomentative e, tramite il ministero, chiedere le doverose integrazioni. Nel frattempo abbiamo continuato la lettura dei 1062 file inseriti sul sito del ministero. Lavoro non facile, perché gli indici di consultazione si limitano a citare poche “macroaree”, in ognuna delle quali è stata riversata parte della pletora di documenti immessi in rete.  

Abbiamo individuato (e le abbiamo raggruppate in un unico file) più di trenta  tabelle, ciascuna riferita a distinti segmenti chilometrici, con alcune indicazioni tecniche sugli accorgimenti che si adotterebbero per realizzare la linea ad alta tensione tra Vendersi e Vignole. A nostro avviso questa componente del progetto continua a necessitare di molti approfondimenti.

Ribadiamo: non può che definirsi “elusiva”, poi, la trattazione del ben noto vincolo posto dal Piano Paesaggistico Regionale. Poiché le nostre alte valli ricadono tra le aree tutelate ex art. 134 del codice dei beni culturali e del paesaggio: A) gli impianti eolici possono essere collocati solo al di fuori di una zona di 50 metri per lato dalle linee di crinale. B) nell’intorno dei 50 metri si possono situare solo i tracciati viari per la realizzazione degli impianti ma a condizione che, al termine delle opere, si provveda al “ripristino integrale dei luoghi e, ove necessario, la trasformazione in tracciato di ridotta larghezza per la manutenzione degli impianti“.

Continueremo nel nostro impegno, convinti che sia utile e necessario.

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