Il Coordinamento regionale delle associazioni ambientaliste al quale aderiscono Italia Nostra, Mw, Lipu, Pro Natura e Wwf, si è espresso compatto in difesa del vincolo di inedificabilità dei crinali di montagna previsto dall’articolo 13 del Piano territoriale regionale e, di conseguenza, contro la realizzazione degli impianti eolici industriali.
«Nelle aree di montagna deve assolutamente continuare ad essere attivo il vincolo di inedificabilità e sistemazione del terreno che si trova nei 50 metri da vette e crinali montani e pedemontani» hanno ricordato Maria Teresa Roli (Italia Nostra Piemonte Valle d’Aosta), Riccardo Ferrari (Lipu Torino), Susanna Gonella (Mountain wilderness Piemonte), Mario Carvagna (Pro natura Piemonte) e Riccardo Fortina (Wwf Piemonte e Valle d’Aosta) in una nota inviata al presidente regionale Cota, agli assessori Cavallera e Ravello e in conoscenza agli assessori provinciali di Alessandria e Cuneo, rispettivamente Rava e Colombatto.
L’iniziativa degli ambientalisti ha preso spunto dalle vicende di queste prime settimane del 2011 che tengono banco nel cuneese e nell’alessandrino, dove sono numerosi i progetti eolici in corso, a diversi gradi di presentazione e di realizzazione. Uno dei pochi appigli a di sposizione di chi non vuole gli impianti eolici o, meglio, non ritiene giusto deturpare le montagne e crearvi problemi ambientali, naturalistici e paesaggistici, è il vincolo di inedificabilità contenuto nell’attuale Piano territoriale regionale.
Il 26 gennaio scorso ad Alessandria, durante la Conferenza dei servizi convocata per analizzare il progetto della Equipe
Group di Bergamo (42 torri alte 130-150 metri da collocarsi a 1500 metri di altezza), sono stati ventilati alcuni escamotage per aggirare il vincolo e, tra questi, quello di definire se una torre eolica sia da equiparare ad un edificio o un’antenna.
Gli esponenti delle associazioni ambientaliste hanno evidenziato, e continuano a farlo con varie iniziative, che il Piano territoriale regionale in ambito montano mira soprattutto alla manutenzione e al mantenimento dell’ambiente naturale, delle strade di montagna, delle attività tradizionali e per questo non può essere accettato che, per esempio, una torre eolica di dimensioni gigantesche venga costruita a 51 metri da un crinale. «Per questo riteniamo una strumentalizzazione spostare il focus del ragionamento dalla necessità di costruire o meno una struttura (se una struttura va costruita, è ovvio che il vincolo la vieterà) a come la struttura stessa sia da intendersi, se un’antenna o un edificio. Non si può scindere asetticamente l’obiettivo di tutela posto dal legislatore, dalle caratteristiche del luogo che si vuole tutelare e dalle caratteristiche tecnico-costruttive dell’opera che si vuole realizzare, così come dal contesto ambientale in cui l’opera ricadrebbe».
L.A.







