terza consultazione pubblica per il progetto Giarolo

prima e dopo, dal Giarolo al Panà – fotosimulazione contenuta in una delle tavole prodotte il 7 febbraio

Nell’ambito di una procedura avviata nell’ormai lontano mese di gennaio 2023, oggi, 3 aprile 2025, anche la Regione Lombardia (dopo il Piemonte, l’Emilia, le province di Alessandria e Pavia e tutti i comuni coinvolti) ci informa di aver deciso di esprimere parere negativo sul progetto di impianto eolico “monte Giarolo”. Sempre oggi, sul sito del ministero sono stati resi consultabili 50 elaborati che la società 15 Più Energia Srl ha prodotto il 7 febbraio per rispondere alla lunga e importante serie di approfondimenti richiesti dal ministero della cultura, ed è apparso un nuovo avviso pubblico (il terzo, dopo quelli del  23/05/2024 e del 16/12/2024): fino al 3 maggio (“in relazione alle sole modifiche o integrazioni apportate agli elaborati progettuali e alla documentazione”, dice la legge) sarà nuovamente possibile esprimere pareri e osservazioni da parte di enti pubblici, associazioni e cittadini.

Un primo esame dei documenti ci induce a confermare quanto scrivevamo il 10 febbraio scorso dopo aver letto le controdeduzioni della società proponente: ancora una trattazione superficiale, elusiva, lacunosa poiché si limita a non affrontare alcune delle obiezioni sulle questioni più spinose. Di seguito un esempio clamoroso. Nella rielaborazione della “Relazione archeologica”datata febbraio 2025: “Non è stato possibile, invece, eseguire la campagna di survey archeologica puntuale sulle aree di intervento … a causa delle condizioni metereologiche avverse (pioggia e neve) riscontrate nel mese di gennaio.” Lo stesso lavoro, nella versione datata aprile 2024, recava questa affermazione: “in questa fase non è stato possibile eseguire la campagna di survey archeologica puntuale sulle aree di intervento a causa delle condizioni metereologiche avverse (presenza di neve e pioggia nei mesi marzo e inizio aprile) riscontrate tra la data di incarico e la data di consegna della documentazione. Tali condizioni, infatti, non solo inficiavano del tutto la lettura dei suoli, ma compromettevano anche la sicurezza dell’attività di ricognizione archeologica che verrà quindi demandata ad una fase integrativa.”. Almeno otto mesi, tra primavera, estate e autunno, duranti il quale il clima notoriamente “ostile” dei nostri crinali ha impedito di compiere una attività che, per stessa ammissione del proponente, è fondamentale ? Non ci resta che piangere (cit.).

il punto sulla legge regionale in tema di “aree idonee” per le energie rinnovabili

rappresentazione grafica dell’estensione di due tra le tante e diverse categorie di aree che, come recitano le norme in tema di aree non idonee, presentano – rispetto agli impianti eolici industrialicaratteristiche incompatibili con gli obiettivi di protezione in base alle quali sono state istituite

Soffermandoci sulla questione degli impianti eolici industriali, alcuni mesi fa abbiamo prodotto una nostra analisi ma è molto importante dar conto di quanto è accaduto nel frattempo.

LE NORME. Nel 2021 è stato emanato il decreto legislativo 199/2021. L’articolo 20 “Disciplina per l’individuazione di superfici e aree idonee per l’installazione di impianti a fonti rinnovabili” [per brevità, le “FER”] prevede che siano stabiliti con decreti ministeriali tanto i principi e i criteri omogenei perché ogni regione individui aree idonee e non idonee all’installazione di FER, quanto la ripartizione fra regioni della potenza da installare per giungere nel 2030 alla potenza complessiva individuata nel piano nazionale per energia e clima (PNIEC). Per attuare queste prescrizioni della legge nazionale lo scorso 21/06/2024 il ministero dell’ambiente ha emanato un apposito decreto ministeriale.

L’IMPUGNAZIONE. Alcune imprese hanno impugnato il decreto ministeriale del 2024 con un ricorso presentato al TAR del Lazio (poichè si tratta di un atto amministrativo, non di una legge). Il TAR non si è ancora pronunciato (la sentenza potrebbe giungere entro la fine di questo mese di marzo, si dice). Il Consiglio di Stato, con una ordinanza ha però sospeso (fino a che non sarà pubblicata la sentenza del TAR del Lazio) l’applicazione del decreto, per la parte in cui si prevede la possibilità di non confermare come “idonee” le aree già dichiarate temporaneamente tali dal decreto legislativo 199/2021. I termini della questione sono esposti con molta chiarezza nell’intervento svolto al recentissimo “Forum energia Molise” da Alessandro Cioffi, professore di diritto amministrativo presso l’università del Molise: il decreto legislativo 199/2021 contiene un elenco di aree che devono essere indicate come idonee nella legge regionale. Nel decreto ministeriale si dice che queste aree possono essere considerate idonee (una facoltà anziché un obbligo), oltrepassando in tal modo, secondo i ricorrenti, i limiti dell’autonomia regionale. Ma altri motivi di impugnativa inseriti nel ricorso riguardano l’intero contenuto del decreto, che supererebbe i limiti fissati per gli atti amministrativi, sostituendosi indebitamente alla legge. Il TAR potrebbe: respingere il ricorso e considerare valido il decreto – annullare il decreto per intero – decidere di rinviare la questione all’esame della Corte costituzionale. Questo il quadro.

IN PIEMONTE. Molte regioni in attesa della sentenza stanno comunque lavorando alla stesura delle norme regionali. Un funzionario della Regione Piemonte ha dichiarato il 18/03/2025 alla storica testata “Piemonte Parchi” : “Al momento il disegno di legge di individuazione delle aree idonee, predisposto in sede tecnica e presentato all’Amministrazione regionale, per le consultazioni di rito e la definitiva approvazione in Consiglio regionale, non è ancora definitivo e dunque non è pubblico, tuttavia si può già affermare che, rispetto all’elenco delle aree idonee ‘da subito’ di cui all’articolo 20, comma 8 del d. lgs. 199/2021, la nuova disciplina avrà caratteristiche più restrittive“.

LE NOSTRE PROPOSTE. Sono riassunte in alcune diapositive predisposte per il nostro intervento nel Consiglio provinciale aperto dedicato al tema svoltosi ad Alessandria il 28/02/2025. A questo link le potete esaminare.

“fare del soffoco”: a proposito di compensazioni per l’eolico Giarolo

copertina del romanzo grafico di Sioux Berger – un racconto sull’arrivo delle macchine eoliche nel suo paese dell’Alvernia, in Francia – copyright “Editions du Rocher” –

Fare del soffoco” è espressione gergale che significa creare, più o meno consapevolmente, una gran confusione (come quando una cortina di fumo si leva da un falò a cui manca l’ossigeno, oscurando la visione). Sulle pagine locali del quotidiano “La Stampa”, un titolo ad effetto, che stupisce il lettore: Da Brescia 20 milioni e lavori compensativi ai sindaci dell’eolico con riferimento a chi ha proposto il progetto di parco eolico (la 15 Più Energia, una Srl con 10mila euro di capitale sociale). Nel testo si legge “la società … mette sul piatto 20 milioni di euro, per l’intera durata dell’attività circa 30 anni. «Sono le royalties stimate per l’intera durata del progetto – spiega l’azienda lombarda. Rispetto alle opere compensative e di mitigazione, sono previsti interventi mirati a ridurre al minimo i disagi nelle aree coinvolte … La 15 Più energia garantisce anche … «un’importante riduzione dei costi energetici nei Comuni». La società sostiene infine che «alcuni sindaci sono già stati contattati: siamo pronti a confrontarci per definire al meglio le compensazioni». Non dice però quali amministratori siano al corrente delle intenzioni della società.“. Di seguito, due precisazioni, necessarie per evitare che si generino degli spiacevoli malintesi.

1- Le “regole del gioco”

Ancora di recente le ha elencate un tribunale amministrativo (Tar Catania, sez. V, 13 giugno 2023, sentenza n. 1849)  “Ai sensi delle linee guida dettate con d.m. del 10 settembre 2010 le misure di compensazione:

  • devono essere definite nell’ambito della conferenza di servizi, sentiti i comuni interessati; questi ultimi, pertanto, non possono concordarle autonomamente con gli operatori economici ma devono farlo nel contesto procedimentale finalizzato all’emanazione del provvedimento di autorizzazione unica
  • possono essere di carattere ambientale e territoriale, ma non meramente patrimoniali o economiche
  • devono essere concrete e realistiche, cioè determinate tenendo conto delle specifiche caratteristiche dell’impianto e del suo specifico impatto ambientale e territoriale
  • non possono comunque essere superiore al 3 per cento dei proventi, comprensivi degli incentivi vigenti, derivanti dalla valorizzazione dell’energia elettrica prodotta annualmente dall’impianto”.

Non abbiamo alcuna notizia di sindaci “contattati“. In ogni caso LA LEGGE È CHIARA CIRCA LA SEDE DA UTILIZZARE, LE FORME E I VINCOLI DA RISPETTARE. Ipotizzare percorsi diversi significa “fare del soffoco”, a dir poco.

2 – I conti: chi li fa e come

Abbiamo provare a capire da dove salterebbe fuori la mirabolante cifra di 20 milioni. Di nuovo, secondo noi, il “soffoco”, il fumo, abbonda, mentre manca del tutto l’arrosto. Nel “Piano di dismissione dell’opera e di ripristino stato dei luoghi, impatto sul territorio e oneri di dismissione” si legge “lo smontaggio del parco eolico impatta invece decisamente in termini di flussi di cassa per i comuni interessati dalle turbine a cui verrebbe meno l’incasso annuale degli oneri compensativi. Si rammenta infatti che è possibile avere fino al 3% degli oneri incassati dalla vendita di energia come opere di compensazione da destinare ad interventi ambientali e di miglioramento del territorio. Tenendo conto della produzione deducibile dalla relazione anemometrica, considerando che con un Power Purchase Agreement (PPA), o Contratto di Acquisto Energia, che è un accordo contrattuale tra un produttore di energia (spesso da fonti rinnovabili) e un acquirente, che può essere un’azienda o un’entità che necessita di energia per le proprie attività, oggi la corrente è valutata tra i 50 e 60 euro a MWh, il flusso di cassa minimo per i 3 Comuni interessati dalle installazioni è valutabile tra i 400.000,00 € e 500.000,00€ annui come introiti per i Comuni, oneri che possono essere messi a fattor comune della Comunità Montana e quindi, senza attingere a risorse statali, si avrebbe un notevole capitale per la durata del parco eolico da spendere in iniziative ambientali e di miglioramento sociale del territorio per le intere 2 valli interessate: Val Curone e Val Borbera“.

Quindi:

  • abbiamo costi di realizzazione (dichiarati) di oltre 140 milioni, per un progetto di cui è titolare una srl con 10mila euro di capitale sociale, controllata da una holding che nel 2023 ha fatturato 20 milioni di euro ma che, in giro per l’Italia, servendosi di una pletora di altre società veicolo, ha chiesto autorizzazioni per tanti altri grandi e costosissimi progetti (come quello del monte Moro a Imperia). Nella “denegata ipotesi” in cui il progetto “Giarolo” ottenesse una “VIA” positiva, a nostro parere é plausibile pensare che la titolarità dell’iniziativa passi di mano. Nel qual caso, i “flussi di cassa di cui si legge dipenderebbero da due successivi accordi (sui quali gli enti locali non potrebbero metter becco): un primo, tra la holding e chi (un soggetto che sarebbe ancora ignoto quando, in conferenza dei servizi, si stabilissero eventuali compensazioni) subentrerebbe a farsi carico dei costi della realizzazione dell’impianto industriale, e un secondo, il “Contratto di Acquisto Energia” , tra il nuovo gestore dell’impianto e un’impresa acquirente dell’energia. E, se la società proponente è destinata ad uscire di scena, senza avere ruolo nella gestione, come può garantire, come si legge, «un’importante riduzione dei costi energetici nei Comuni» ? Ancora, se una o più delle imprese riuscisse pure a sfruttare le opportunità e le sovvenzioni del PNRR (in ultima analisi pagate da noi, come noto) è intuibile che l’esito per i cittadini e chi li rappresenta non mancherebbe di aspetti paradossali
  • attenzione, poi, perchè i flussi di cassasarebbero comunque determinati dalle cifre di una produzione la cui stima è tutta da compiere (per stessa ammissione del proponente, i valori inseriti nella “relazione anemometrica” recano un margine di incertezza del 50 per cento).
  • infine, al contrario di quanto scrive il proponente (tra l’altro bellamente ignaro del fatto che la “Comunità montana” è stata posta in liquidazione undici anni fa), i “flussi di cassa” non potrebbero affatto essere destinati a iniziative “di miglioramento sociale” perchè la legge non lo consente.

eolico monte Giarolo: il no resta corale e motivato, 15 Più svicola e prova a confondere

Mugello, pochi giorni fa, uno scorcio dei lavori per la strada di accesso all’impianto eolico del Giogo di Vìllore.
Dalla pagina facebook del coordinamento interregionale TESS (Transizione Energetica Senza Speculazione) a cui abbiamo aderito

Il 15/01/2025 è terminata la fase dedicata alla consultazione del pubblico e all’acquisizione dei pareri sul progetto di impianto eolico monte Giarolo.  Nella cartella pareri e nella cartella osservazioni (a questo link trovate le nostre) si possono leggere tutti i numerosi e argomentati interventi (compresi i pareri negativi resi in date successive dalla Regione Emilia Romagna, il 20/01/2025, e dalla Regione Piemonte, il 06/02/2025). Ora attendiamo che la commissione tecnica di valutazione presso il ministero dell’ambiente esprima a sua volta il parere del dicastero. Non siamo in grado di conoscere la data in cui arriverà questo fondamentale giudizio, che dovrà comunque tener conto di tutte le osservazioni e di tutti i pareri già depositati. Non basta: la decisione finale del ministro dell’ambiente dovrà essere concertata con il ministero della cultura, che a gennaio, con un documento fortemente critico, ha chiesto al proponente una lunga e importante serie di approfondimenti.

Lo scorso 03/02/2025 la 15 Più ha depositato le sue controdeduzioni. Leggendole, si constata quanto siano abborracciate e superficiali, scritte senza mai entrare nello specifico dei singoli argomenti, e soprattutto si rileva che alcune delle questioni più spinose sollevate con i pareri e con le osservazioni sono state semplicemente ignorate, sfuggendo ad uno scomodo confronto con norme, dati, fonti, ragionamenti, esposti e richiamati in quei testi.

La conclusione (“Siamo pienamente disponibili a instaurare un dialogo costruttivo e collaborativo con tutti gli enti coinvolti“) appare beffarda, quasi provocatoria: né in fase progettuale né in occasione di incontri pubblici e istituzionali la 15 Più ha sentito l’esigenza di comunicare con il territorio, sembra invece che la disponibilità al confronto sia sorta d’un tratto dopo che anche la seconda tornata di osservazioni e pareri ha mostrato l’unanime – si trattasse di istituzioni regionali e locali, di enti, associazioni, comitati o di semplici cittadini – contrarietà al progetto, motivata da argomentazioni irrefutabili, che attestano come esso non sia sostenibile a tutti i livelli: paesaggistico, economico, sociale. La società evoca quale base del “dialogo” le “opportunità” economiche rappresentate dalle “misure compensative“, senza ricordare i vincoli normativi stringenti (cfr da ultimo questa sentenza che li enuncia in modo chiaro) posti ormai da tanti anni sia alla stessa possibilità di stabilirle, sia alla loro destinazione (in primis il fatto che debbano essere “di carattere ambientale e territoriale e non meramente patrimoniali o economiche”). Un segno di debolezza, un tentativo velleitario attuato quando risulta ormai chiaro che l’unica logica conclusione di questa vicenda sarebbe il ritiro del progetto, nel rispetto della volontà democratica di un’intera popolazione e delle istituzioni che la rappresentano. Istituzioni dalle quali ci aspettiamo massima coerenza e determinazione nel ribadire la contrarietà più volte espressa all’impianto eolico industriale del monte Giarolo e nell’operare in tutti i modi e le forme consentite per impedirne la sciagurata realizzazione, in primo luogo attraverso una corretta e trasparente stesura della legge regionale sulle aree idonee. Questa, come da dichiarazioni e impegni presi pubblicamente dai rappresentanti dell’ente regionale, dovrà stabilire con criteri rigorosi la non idoneità all’installazione di impianti industriali per i crinali delle nostre valli e per quelli con analoghe caratteristiche presenti nel territorio della regione.

Comitato: le nuove osservazioni al progetto eolico Giarolo

Anche con le integrazioni prodotte il progetto presenta carenze inaccettabili e inemendabili. In tema di coerenza programmatica, scelte e approfondimenti progettuali, analisi e scelte ambientali, trasparenza e partecipazione, non possiede i requisiti prescritti dalle norme. Per ciascuno degli aspetti sopra citati si propongono analisi, considerazioni, conclusioni“. Così la sintesi che abbiamo proposto nello spazio di 500 caratteri in cui è possibile riassumere il contenuto di ciascuna osservazione indirizzata al ministero dell’ambiente (MASE).
Al link https://va.mite.gov.it/File/Documento/1194824 si può leggere e consultare il testo completo (un sommario consente anche di di spostarsi nella lettura di ciascuno dei capitoli di cui è composto). Abbiamo cercato di esporre in modo dettagliato e puntiglioso specifici argomenti per motivare il nostro giudizio negativo.

Ancora una iniziativa che si inserisce in un percorso di impegno, il nostro, ormai lungo nel tempo, svolto mettendo insieme conoscenze e saperi e le nostre diverse sensibilità, realizzato, terrei a dire, “con i nostri strumenti“, quelli di cui possono e sanno servirsi persone che vivono e conoscono un territorio “in cui coesistono le tracce di molti futuri possibili.“.

eolico Giarolo, pochi giorni al termine per depositare pareri e osservazioni: un silenzio operoso ?

immagini tratte dalla “Relazione paesaggistica” pagina 39, e dalla tavola “dimostrazione uscita buffer ag1-2”
In rosso la collocazione della piazzola dell’aerogeneratore n. 2 scelta dal proponente (le pale superano il limite di 50 mt dal crinale), in verde quella che rispetterebbe anche con l’ingombro delle pale il limite di 50 metri dal crinale

Torniamo sulla procedura di autorizzazione unica del progetto di impianto eolico industriale “monte Giarolo”. Abbiamo già ricordato che la società proponente per la seconda volta ha depositato dei documenti integrativi e che il 16/12/2024 è comparso sul sito del ministero un avviso al pubblico (il terzo, in questa lunga procedura), che contiene il riferimento all’art. 24 comma 5 del D.Lgs.152/2006, norma che fissa in 30 giorni il termine (che scadrà il 15 gennaio, nel nostro caso) entro il quale le amministrazioni coinvolte dovrebbero trasmettere pareri scritti sull’ultima versione del progetto e gli altri enti e i cittadini possono presentare osservazioni. Secondo la legge, le controdeduzioni del proponente dovrebbero poi pervenire al ministero “entro 10 giorni”. Vedremo. E vedremo anche come e quando la commissione CTVA formulerà il parere del ministero.

Il nostro Comitato ha esaminato con attenzione i nuovi documenti, compresi i testi di replica alle precedenti osservazioni: confermiamo che non c’è alcun elemento che possa modificare i giudizi totalmente negativi già espressi in precedenza. Al più presto invieremo al ministero le nostre argomentate considerazioni. Siamo abbastanza preoccupati dal silenzio delle istituzioni e anche delle organizzazioni della “società civile”. Confidiamo che sia un “silenzio operoso”, ma constatiamo che solo il comune di San Sebastiano Curone ha pubblicato un invito a “chiunque avesse interesse a manifestare le proprie osservazioni presso gli uffici comunali così da integrare quelle già autonomamente in corso di redazione”. Nessun riscontro ha avuto una nostra lettera inviata il 18 dicembre alla Regione Piemonte per chiedere chiarimenti circa quanto afferma la società proponente nella replica al comune di Fabbrica Curone, ossia che “In relazione alla distanza dei 50 m dal crinale … si evidenzia che la distanza va valutata dalla torre non anche dalle pale, come chiesto in una riunione presso la Regione Piemonte.”. Una tesi che non regge, come abbiamo già osservato fin dal maggio scorso scrivendone al MASE ( l’illustrazione che abbiamo inserito in questo post – in cui è evidente che, allontanandosi dalla linea di crinali, la distanza tra le curve di livello si abbrevia, ossia la pendenza del terreno aumenta e la stabilità dei manufatti diminuisce – prova che anche la società proponente si è posta il problema, salvo poi proporre argomenti poco difendibili per insistere con la sua scelta).

i documenti del progetto Giarolo: accessibilità dei contenuti, rispettare la forma e la sostanza

tratto dal documento “Quadro progettuale” pagina 43
fotomontaggio crinale Ebro / Giarolo (Panà in primo piano)

Tra i 1551 files provenienti dalla società che sta chiedendo il provvedimento unico in materia ambientale per il progetto di impianto eolico industriale “monte Giarolo” e riversati pochi giorni fa sul sito del ministero, c’è un testo di sedici pagine intitolato “Elenco ragionato elaborati” che, per quanto riguarda lo “Studio di impatto Ambientale” (SIA), rimanda, indicando i rispettivi codici numerici: al “Quadro programmatico”, al “Quadro progettuale”, al “Quadro ambientale” e alla “Sintesi non tecnica” (codice 22100_EO_DE_SIA_R_08_0004_C). I tre elaborati riferiti ai “Quadri” tematici sono datati “ottobre 2024” e riportano l’avvertenza secondo cui ciascun lavoro “annulla e sostituisce le precedenti trasmesse in quanto integra le osservazioni pervenute dagli Enti e recepisce le modifiche al progetto, necessarie per ottemperare alle richieste pervenute”. Per la “Sintesi non tecnica” (SNT) il rimando è invece ad una versione datata “aprile 2024”, che non tiene conto della modifiche. Ma il ministero dell’ambiente, spiegando cosa prescrive in proposito la legge, segnala che “il suo obiettivo [della SNT] è quello di rendere più facilmente comprensibile al pubblico i contenuti dello SIA, generalmente complessi e di carattere prevalentemente tecnico e specialistico, in modo da supportare efficacemente la fase di consultazione pubblica”. Nel nostro caso, il mancato aggiornamento vanifica lo scopo della norma circa il diritto a una comprensione delle modifiche apportate al progetto. Altra considerazione, sempre in tema di scarsa chiarezza: le repliche alle osservazioni e ai pareri a cui abbiamo fatto cenno nel precedente post, in gran parte non contengono una sintesi esplicita della risposta, ma si limitano a rimandare il lettore al contenuto di altri documenti di progetto. E, sulla cruciale questione dei contenuti e della qualità dello studio anemologico, l’ “Elenco ragionato” indica quale riferimento la “Relazione anemologica” (22100_EO_DE_GN_R_09_0005_C) che però non è stata pubblicata sul sito, rendendo impossibile conoscere se e come i proponenti abbiano preso in considerazione le diverse osservazioni presentate.

Con queste avvertenze, sperando che possa servire per iniziare a capirne qualcosa, e a rendersi conto della “qualità” del progetto e delle modifiche che ha subito, ecco i link ad alcuni documenti individuati tra quelli che, secondo l’ “Elenco ragionato” contengono “Relazioni specialistiche”:

la Relazione tecnica descrittiva

la Relazione paesaggistica

la Relazione di cantierizzazione

il Computo metrico estimativo

sui terreni gravati uso civico

sulla rete sentieristica e il cosiddetto “parco del vento

sulle interferenze con la viabilità da Mantova a Costa de’ Ferrai

sul “nodo” di San Sebastiano Curone

sempre sul “nodo”, la “viabilità alternativa”

eolico monte Giarolo, ecco le integrazioni – termine fino al 15 gennaio per ulteriori osservazioni

dalla replica di 15 Più al parere della Regione Piemonte “La fruizione turistica del parco eolico sarà prevedibilmente incentivata dalla prevista installazione di panchine giganti in corrispondenza delle piazzole destinate a ospitare gli aerogeneratori (foto tratta dal sito https://gruppodinterventogiuridicoweb.com )

Per adesso, diamo solo la notizia, riservandoci di approfondirla e di commentarla. Oggi sul sito del ministero dell’ambiente, consultabili a partire da questo link sono apparsi oltre 1500 file (l’intero progetto con le parti oggetto di integrazioni) proposti in un unico coacervo anche se i proponenti, dotati di un senso dell’umorismo tutto loro, scrivono: “Per una facilità di lettura dell’intero progetto si è optato per ripresentare tutto il materiale allineato alle modifiche eseguite”. Nella “Relazione tecnica descrittiva precisano che “il layout del progetto rimane pressochè inalterato ma sono state acquisite e sviluppate le considerazioni pervenute dagli Enti in un’ottica di miglioramento sia progettuale che ambientale”. Restano 20 torri nonostante il parere dell’Ente Aree Protette Appennino Piemontese, non c’è più l’area di 17 ettari a Momperone per accogliere i terreni di risulta, la “circonvallazione” di Costa de’ Ferrai sarebbe tracciata sul versante che affaccia verso Montacuto anziché su quello che affaccia verso Fabbrica, resterebbe la “strada di collegamento” che continuerebbe a svilupparsi in parte entro il sito “Natura 2000” ZPS Ebro Chiappo, lievemente accorciata.

Insieme alla documentazione integrativa è stato pubblicato un nuovo “avviso al pubblico” con cui sono stati riaperti i termini per le osservazioni, nuova scadenza il 15 gennaio 2025 , testo dell’avviso a questo link  .

Tra la copiosa documentazione, che ci riserviamo di leggere con attenzione, ci sono le repliche alle osservazioni fino ad oggi prodotte (la replica a quelle del CAI e del Comitato sono nel testo intitolato “Enti terzi”).
i link ai testi di replica
a Regione Lombardia https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187918

a Regione Piemonte https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187919 

a Regione Emilia Romagna https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187920 

a Provincia di Alessandria https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187924 

A Provincia di Pavia https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187921 

a Ente Aree protette appennino piemontese https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187925 

a Unione Montana Terre Alte https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187932 

a Comunità montana Oltrepò Pavese https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187934 

a comune di Momperone https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187922 

a comune di Montacuto https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187926 

a comune di Brignano https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187927 

a comune di San Sebastiano https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187928 

a comune di Albera https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187929 

a comune di Santa Margherita https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187930 

a comune di Fabbrica https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187931 

a comune di Cabella https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187933 

Ai comuni di Zavattarello e Romagnese https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187935   

a “Enti terzi” https://va.mite.gov.it/File/Documento/1187923

30 novembre: il resoconto

Sabato 30 novembre grande partecipazione all’incontro organizzato dal Comitato per il territorio delle Quattro Province in collaborazione con il CAI per fare il punto sul progetto di impianto eolico del monte Giarolo alla vigilia della conferenza dei servizi del 3 dicembre p.v. Durante l’incontro, svoltosi nella sala SOMS gentilmente messa a disposizione dal Comune di San Sebastiano Curone, sono stati illustrati i dettagli procedurali dai quali dipende l’approvazione o (speriamo) la bocciatura del devastante progetto che interessa i crinali delle valli Borbera, Curone, Staffora. Hanno risposto all’invito del Comitato e del CAI, oltre a tantissimi cittadini e al Sindaco Vincenzo Caprile (che ha illustrato con una dettagliata relazione la posizione di contrarietà del Comune), anche gli assessori regionali Enrico Bussalino, Matteo Marnati, Federico Riboldi, tutti concordi nel ribadire la contrarietà della Regione Piemonte al progetto e la volontà di indicare, nella legge sulle Aree idonee di prossima emanazione, i crinali appenninici non idonei all’installazione di impianti come quello presentato. Gli assessori non hanno nascosto le difficoltà di una procedura di questo tipo, relative ai tempi ristretti e ai diversi livelli normativi che si intersecano. Numerose le domande e gli interventi dal pubblico. Di seguito un indice per fruire del report filmato con tutti gli interventi della giornata.

Il discorso introduttivo svolto da Michela Ballerini per conto del nostro Comitato

La relazione del sindaco di San Sebastiano Curone

Breve illustrazione delle cinque ragioni che inducono a respingere il progetto Giarolo, svolta da Lorenzo Sacchi

Giuseppe Raggi sulla Conferenza dei Servizi e la legge “aree idonee” . Per leggere e scaricare le slide utilizzate durante questo intervento, il seguente link

L’intervento dell’assessore agli enti locali, Bussalino

L’intervento dell’assessore alla sanità, Riboldi

L’intervento dell’assessore all’ambiente e all’energia, Marnati

L’intervento del consigliere regionale del movimento 5 stelle, Coluccio

L’intervento di Patrizio Dolcini, di Legambiente

L’intervento in tema di anemometri di un appassionato di parapendio

L’intervento degli esponenti del CAI

L’intervento di Mauro Ratto e la replica dell’assessore Marnati

L’intervento di Davide Sigolo sulla necessità di cambiare paradigma

Ampliamento delle Aree Protette: la posizione del Comitato nell’intervento di Paolo Ferrari

La questione del fotovoltaico richiamata da un esponente di “Tuteliamo il Monferrato”

Trasparenza e partecipazione: domande del Comitato e risposte di Marnati

I saluti conclusivi

importante: sabato 30 a San Sebastiano per il confronto su progetto Giarolo e leggi aree idonee

Ritroviamoci in tanti alla Soms di San Sebastiano Curone, nel pomeriggio di sabato 30 novembre, dalle 14 e 30, per ribadire le ragioni della contrarietà al progetto di impianto eolico “monte Giarolo”, per informarci e per discutere di energie rinnovabili. Faremo il punto sul progetto “monte Giarolo”: è recentissima la notizia che il ministero ha convocato per il prossimo martedì 3 dicembre la conferenza dei servizi per decidere anche su tutte le diverse autorizzazioni che la società 15 Più Srl ha chiesto con la procedura di Provvedimento Unico Ambientale, in attesa che, in parallelo, la commissione tecnica di nomina ministeriale esprima il fondamentale giudizio sull’impatto ambientale.

Altro tema urgente in discussione sarà il decreto ministeriale del 21 giugno 2024, norma che ha  stabilito per ogni regione il termine del 30 dicembre 2024 per adottare una legge che individui rispettivamente: le aree in cui sono ammessi gli impianti “rinnovabili” con procedura autorizzatoria accelerata – le aree incompatibili con l’installazione degli impianti – le aree in cui si applicano i regimi autorizzatori ordinari – quelle in cui è vietata l’installazione degli impianti fotovoltaici con moduli collocati a terra. Intendiamo evidenziare le molte ragioni per le quali i crinali delle alte valli Borbera e Curone (al pari delle aree circostanti) debbono essere inclusi tra categorie di aree NON IDONEE all’installazione di impianti industriali di qualsiasi tipo e dimensioni, preservandone la naturalità e le caratteristiche storiche, paesaggistiche e culturali. Per quanto è dato capire da un recente comunicato diffuso dagli uffici stampa degli assessori regionali Enrico Bussalino e Matteo Marnati, ad analoga conclusione dovrebbe essere giunto l’esecutivo dell’ente regionale piemontese. E proprio agli assessori e a tutti i consiglieri regionali, all’intero mondo politico e agli amministratori locali (Provincia, sindaci, ma pure gli amministratori egli esponenti politici della Regione Lombardia che sarebbe comunque coinvolta nei gravissimi impatti ambientali e paesaggistici determinati dalla realizzazione di quell’impianto o di altri consimili) ci rivolgiamo direttamente chiedendo che intervengano all’incontro, per illustrate le rispettive posizioni sui criteri ispiratori e, soprattutto, sugli specifici contenuti della legge regionale piemontese (e lombarda). Gli assessori Marnati e Bussalino ci hanno già confermato la loro presenza. Ci attendiamo coerenza perché in questo frangente siano confermati i ripetuti impegni alla massima tutela del nostro ambiente naturale, storico e paesaggistico, un contesto che da tanti anni è al centro di progetti di valorizzazione turistico-ambientale che sarebbero completamente vanificati da opere industriali simili a quella in corso di esame.

Il 30 novembre è importante esserci in tanti, cittadini, associazioni, esponenti delle istituzioni, frequentatori delle nostre valli, per riaffermare una visione di valorizzazione del territorio montano che deve necessariamente fondarsi sulla tutela e la promozione dei suoi valori naturalistici, paesaggistici, storici e culturali.

Comitato per il territorio delle Quattro Province