
Indirizzata al presidente Cirio e inviata pure a tutti gli assessori e a tutti i consiglieri regionali, perchè le nostre richieste riguardano anche loro. Di seguito il testo.
Gentile Presidente Cirio, la invitiamo a fare quattro passi per le nostre valli. Le valli intorno al Monte Giarolo sono magnifiche, e meritano certamente un’escursione. Ma i quattro passi che le chiediamo sono amministrativi, e servono a proteggerle.
La transizione energetica è indispensabile, ma nel rispetto dei territori e nella salvaguardia della loro qualità ecologica. Perciò il “no” al progetto di impianto eolico industriale “Monte Giarolo” è stato e resta unanime: in un territorio fragile, esso cambierebbe i connotati delle valli, stravolgendo viabilità e infrastrutture, mettendo a rischio la stabilità dei versanti, compromettendo la biodiversità, affondando un’economia il cui capitale è rappresentato dalla natura e dai paesaggi, alla fine creando delle ferite che sarà impossibile medicare. Un progetto evidentemente insostenibile, e irresponsabile. I pareri contrari di tre Regioni, di due Province, di tutti i Comuni, di tanti abitanti delle valli Curone, Borbera e Staffora non hanno finora fermato l’esame del progetto: fino al 3 maggio, amministrazioni e cittadini potranno ancora inviare al Ministero dell’Ambiente pareri e osservazioni, riferiti questa volta alla documentazione prodotta in replica alle richieste del Ministero della Cultura. E anche in questo frangente, si ha la riprova di quanto il progetto sia superficiale, lacunoso, elusivo sulle questioni più spinose. Ora tocca a lei, alla Giunta che presiede e a tutti i Consiglieri Regionali.
Quattro atti della sua Amministrazione contribuirebbero a fare chiarezza sulla sua posizione, e su alcune questioni collegate al progetto.
- Primo passo. La Regione dovrebbe ribadire la propria contrarietà, confermando il giudizio negativo già espresso.
- Secondo passo. Nella zona di cui discutiamo, il Piano Paesaggistico non consente la realizzazione di impianti eolici entro 50 metri dalla linea di crinale. Un vincolo stabilito a tutela del paesaggio (ancora di recente il Consiglio di Stato ha ribadito l’importanza della normativa sul tema). La regione confermi che il vincolo riguarda tutte le componenti degli aerogeneratori, compreso l’ingombro delle pale, e non solo i basamenti su cui poggiano.
- Terzo passo. Il Piano Energetico della Regione ha definito criteri per individuare per gli impianti eolici delle “aree di attenzione”, le cui caratteristiche impongono particolari cure nel valutare ogni progetto. Non vi è dubbio che i crinali montani coinvolti nel progetto siano da considerarsi “aree di attenzione”. Chiediamo che la amministrazione regionale lo confermi.
- Quarto passo. La Regione è chiamata a individuare per legge le aree “non idonee” per l’installazione di determinate categorie di impianti: contiamo sul fatto che sia rispettata la necessità di mantenere integre aree con caratteristiche quali quelle che distinguono il nostro territorio appenninico, classificandole tra quelle “non idonee” per gli impianti eolici.
Ecco, signor Presidente. Quattro semplici passi, e sarebbe già più chiara la differenza tra rinnovabile e sostenibile. Contiamo su di lei, sui suoi Assessori e su tutto il Consiglio Regionale.
Il Comitato per il territorio delle Quattro Province e un gruppo di cittadini innamorati delle loro valli








