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Categoria: energia eolica
EOLICO NEL BASSO ALESSANDRINO, LE ASSOCIAZIONI AMBIENTALISTE: RICHIESTA MORATORIA, SITUAZIONE ASSURDA A CAUSA DELLA NON REGOLAMENTAZIONE DEL SETTORE
Qui il testo
Intervista con i volontari CAI del rifugio Orsi realizzata nel corso dell’escursione del 10 luglio
Intervento di un consigliere regionale ad un incontro a Cantalupo Ligure sul tema dell’eolico
10 Luglio 2011 – In difesa dei crinali
Continua il cammino a difesa dei crinali contro l’eolico industriale. L’appuntamento è per il 10 luglio a Caldirola.
Il Comitato per il territorio delle Quattro Province mantiene viva l’attenzione sui progetti di impianti eolici industriali nelle valli Curone, Borbera e Staffora. A gennaio la provincia di Alessandria ha iniziato l’esame del progetto della società Equipe Group, un comunicato stampa ha poi dato notizia di un altro progetto, della società Concilium, mentre il 17 giugno l’amministrazione provinciale ha comunicato che per 60 giorni da tale data sarà possibile esaminare e presentare osservazioni ad un ulteriore progetto, quello di Enel Green Power, anche se ad oggi questa documentazione non e’ ancora a disposizione sul sito dell’assessorato, come invece prevedono le norme in materia. Infine una quarta società, la valdostana SEVA, sembra interessata alla stessa zona poiché risulta al comitato che abbia preso contatti con qualche proprietario di terreni.
Domenica 10 luglio, il Comitato per il territorio delle Quattro Province effettuerà un’escursione sul crinale del Giarolo-Ebro, con lo scopo di documentare l’ambiente interessato dai progetti di installazione degli impianti eolici e i gravissimi danni che gli stessi subirebbero se tali progetti fossero realizzati. L’escursione è aperta a tutti e sarà un’occasione per raccogliere testimonianze sulla necessità di tutelare i crinali appenninici delle Quattro Province da progetti dall’impatto devastante (decine di torri alte fino a 150 metri con relative opere di cantierizzazione). Nel corso della giornata sarà inoltre possibile firmare la petizione (diverse centinaia di firme già raccolte) con la quale il comitato chiede alla Provincia di Alessandria il definitivo abbandono dei progetti di eolico industriale sui crinali e l’adozione di misure atte a valorizzare la vocazione agro-pastorale e turistico-ambientale di questi territori appenninici, ogni anno frequentati da numerosi escursionisti e che, grazie alla presenza di SIC (Siti di Importanza Comunitaria e ZPS (Zone di protezione speciale), offrono ulteriori potenzialità di valorizzazione dei loro pregi naturalistici.
Durante l’escursione i membri del Comitato per il territorio delle Quattro Province illustreranno lo stato attuale dei progetti di impiantistica eolica e le future iniziative in programma, mentre alcuni naturalisti esperti dell’ambiente appenninico ne illustreranno i pregi ambientali e l’impatto che gli impianti avrebbero sugli stessi.
L’appuntamento per il 10 luglio, alle ore 10.00, presso la Colonia di Caldirola, da dove si raggiungerà il Rifugio Orsi e quindi il crinale Ebro-Giarolo. L’escursione facile e adatta a tutti. Si consigliano scarpe da montagna, equipaggiamento idoneo e viveri per pranzo al sacco.
Per informazioni, adesioni, contatti: paolo@appennino4p.it; 368 7703336
Le torri eoliche in quota tra business e perplessità – La Stampa 17 giugno 2011
Qui l’articolo
Documento della comunita’ montana Terre del Giarolo sugli impianti eolici
Martedi’ 7 giugno una nostra delegazione ha avuto un confronto con la giunta della comunita’ montana Terre del Giarolo (presenti il presidente, il suo vice e l’assessore al bilancio, assenti l’assessore alla cultura e l’assessore all’ambiente) allo scopo di chiarire e confrontare le nostre e le loro posizioni sull’eolico.
La posizione della comunita’ montana si fonda su documento di giunta (PRELEVA IL DOCUMENTO QUI) pubblicato a marzo, testo del quale abbiamo discusso nel corso dell’incontro.
E’ emerso che il documento dovrebbe essere interpretato come segue:
1 – l’esecutivo dell’ente montano prende atto delle criticita’ emerse
rispetto al progetto sino ad ora presentato (legate agli impatti
ambientali e al vigente divieto di edificare a ridosso dei crinali) e,
se il progetto resta tale e quale, l’ente e’ contrario
2 – se e solo se risultasse possibile realizzare un parco eolico con impatti ambientali minori, allora il parere della comunita’ sara’ a favore: da parte della giunta esiste la persuasione o almeno l’auspicio che l’evoluzione della tecnologia consenta (in un non meglio determinato fututo) di realizzare impianti eolici industriali compatibili con i nostri monti
3 in spirito di condivisione,, saranno insieme la comunita’ montana e i vari municipi interessati a giudicare se ogni progetto sara’riuscito o non sara’ riuscito a mitigare gli impatti sino a renderli tollerabili
4 la comunita’ sostiene che in conferenza dei servizi il parere dell’ente montano non sia determinante (NDR – ma la legge dice che l’ente che ha indetto la conferenza decide tenendo conto delle posizioni prevalenti espresse in sede di conferenza, quindi la posizione dell’ente montano deve avere ed ha un suo rilievo) e, secondo la giunta, di conseguenza e’ possibile che dei progetti, pure se con impatti ambientali non condivisibili, passino comunque
5 l’ente montano si tiene allora una porta aperta, vuole che il territorio non subisca solo disagi ma abbia dei ritorni. La giunta ha ammesso che la Regione – alla quale l’ente montano si e’ rivolto – dovrebbe pero’ cambiare le norme, perche’ quelle attuali prevedono solo compensazioni ambientali, e sempre la giunta ha ammesso che il cambiamento e’ un risultato non semplice da ottenere (NDR – noi abbiamo aggiunto che certi impatti non si possono monetizzare in ogno caso)
6 la replica alle critiche per la mancanza di informazioni e’ stata che la comunita’montana e’ un ente di secondo grado, e di regola parla con i sindaci, non direttamente con i cittadini, e se i sindaci non ridiffondono le notizie non e’ colpa della comunita’ montana (NDR – risposta non accettabile, lo abbiamo fatto notare)
Si e’aperto un difficile dialogo-confronto. Vedremo quali sviluppi potra’ avere.
SIC e ZPS: non vincoli, ma opportunita` per il territorio
Con una sua delibera la giunta della Comunita` montana Terre del Giarolo fa proprio il parere negativo del Comune di Mongiardino Ligure sulla presenza di un Sito di Importanza Comunitaria (SIC) che interessa parzialmente il proprio territorio, con la motivazione di una “mancata informazione agli Enti territorialmente interessati sui vincoli a cui verra` sottoposta l’area interessata dal SIC, nel timore che vengano ulteriormente inibite le normali pratiche lavorative degli abitanti, attivita` edilizie e tagli boschivi in particolare”.
Se e` vero che le popolazioni locali hanno tutto il diritto di
conoscere i provvedimenti presi a qualsiasi livello amministrativo che
riguardino il loro territorio, e nessun provvedimento di tal genere
andrebbe mai calato dall’alto, e` pero` compito delle istituzioni locali
informarsi su cio` che tali provvedimenti comportano realmente.
Nel caso di cui si discute, SIC e Zone di Protezione Speciale (ZPS) non
prevedono divieti assoluti per le attivita` edilizie e di taglio
boschivo, ma regolamentazioni con lo scopo di tutelare i pregi
ambientali del territorio in modo che possano anche trasformarsi in
risorse economiche.
I Siti di Importanza Comunitaria sono istituiti in applicazione di
decisioni dell’Unione europea. Al punto 1.5 del “Parere del Comitato
economico e sociale europeo” sul tema “Valutazione intermedia
dell’attuazione del piano d’azione comunitario sulla biodiversita`” si
legge: “La protezione della natura viene spesso considerata come un
ostacolo o una minaccia dal punto di vista della politica economica, e
nelle politiche concrete non viene ancora tenuta in considerazione
l’argomentazione secondo cui la biodiversita` ha di per se’ un valore
economico.”
Tale valore economico potrebbe presto concretizzarsi anche con la predisposizione di un Bando che la Regione attualmente sta realizzando in base al “Piano di Sviluppo Rurale 2007-2013” relativo al finanziamento del 100% di investimenti ed iniziative di sensibilizzazione ambientale finalizzati alla protezione ed incremento del potenziale di biodiversita` nelle aree della Rete Natura 2000.
Gli Enti pubblici non dovrebbero strumentalizzare le sacrosante
richieste di non subire norme complicate e spesso vessatorie avanzate da
chi pratica una forma di agricoltura estensiva, e pertanto di basso o
nullo impatto ambientale, respingendo, con frettolose e approssimative
delibere, provvedimenti a livello europeo (tali sono
SIC e ZPS) che possono valorizzare il nostro territorio, collocandolo in
un contesto di prestigio internazionale. Dovrebbero invece, a nostro
avviso,impegnarsi nell’attuare, di concerto con popolazione locale,
associazioni, operatori economici e culturali, una pianificazione che
possa cogliere le opportunita` offerte dalle normative europee di tutela
del territorio.
Intervista a Paolo Ferrari – 8 maggio 2011 – IN CAMMINO PER I NOSTRI CRINALI
Foto della manifestazione IN CAMMINO PER I NOSTRI CRINALI – 8 maggio 2011

