Il Comitato per il territorio delle Quattro Province organizza anche quest’anno “In cammino per i nostri crinali”. Nelle prime due edizioni avevamo invitato i partecipanti a convergere sulla cima del monte Chiappo per un momento di condivisione dei valori ambientali, paesaggistici e culturali dei crinali delle Quattro Province e per informare e discutere i progetti di eolico industriale che minacciano il nostro come molti altri territori appenninici d’Italia. Nonostante da piu’ parti si levino voci autorevoli contro tali progetti e per un utilizzo delle fonti di energia rinnovabile piu’ razionale, efficiente e rispettoso dell’ambiente,e benche’ i progetti eolici presentati per i nostri crinali siano stati quasi tutti respinti in sede di conferenza dei servizi, il rischio che queste montagne si trasformino in siti industriali permanenti non e’ ancora fugato, come dimostrano le modifiche che la giunta Regionale del Piemonte ha apportato al Piano Paesaggistico Regionale. Per questa terza edizione, “In cammino per i nostri crinali” aderisce all’iniziativa “Marcia per la terra” del Forum Nazionale Salviamo il Paesaggio, che a sua volta si connette alla Giornata della Terra (Earth Day), progetto internazionale di sensibilizzazione ambientale ufficializzato il 26 febbraio 1971 dalle Nazioni Unite. Quest’anno, per motivi logistici, non si convergera’ sulla cima del Monte Chiappo, ma, partendo dalla Colonia provinciale di Caldirola, si saliranno le faggete e le praterie fino al rifugio Orsi e quindi alla cresta e alla cima del monte Ebro, da dove lo sguardo spazia su tutti i crinali interessati dai devastanti progetti di eolico industriale. L’iniziativa del Comitato per il territorio delle Quattro Province vuole unirsi alle molte altre che si svolgeranno in questa stessa giornata e vuole sottolineare la necessita’ di preservare i valori ambientali, paesaggistici e culturali e promuovere una gestione sostenibile delle risorse agro-pastorali dei crinali e del territorio delle Quattro Province. L’appuntamento è per domenica 21 aprile 2013 alle ore 10.00 presso la Colonia di Caldirola.
Categoria: energia eolica
Manifestazione ad Orvieto il 13 aprile
L’opposizione all’ennesimo caso di progetto di eolico industriale di dimensioni mastodontiche calato fuori contesto e fuori scala, quello sul monte Peglia, presso Orvieto, e’ vasta e articolata, dalle associazioni ambientaliste, ai sindaci, agli agricoltori.
Il 13 aprile diverse associazioni hanno convocato una manifestazione nazionale ad Orvieto.
Incontro pubblico sull’eolico a San Sebastiano – 31/03/2011
È stato indetto dalla Provincia di Alessandria un confronto pubblico per discutere sul tema dell’eolico. Chiunque può quindi partecipare. L’incontro si terrà dalle 10,15 alle 18,00
La green economy non sia usata da un’economia vecchia
Dal quotidiano Libertà il resoconto dell’incontro di Piacenza del 19 febbraio 2013.
Confronto pubblico sull’eolico industriale nel piacentino
Importante assemblea pubblica martedi’ 19 febbraio a Piacenza per discutere di eolico industriale a partire dal progetto di impianto eolico sul monte Aserei. I comitati hanno invitato al confronto l’assessore regionale all’ambiente. I dettagli sull’iniziativa nell’articolo del quotidiano Libertà del 16 febbraio e le osservazioni al progetto presentate dal nostro comitato.
Una vittoria per tutta la montagna
A commento della sentenza del Consiglio di Stato relativa al progetto eolico sul monte Mindino pubblichiamo il comunicato sottoscritto congiuntamente da: Comitato per il Territorio delle Quattro Province, Comitato Mindino libero, Associazione Cuneobirding, WWF Piemonte, Club Alpino Italiano Regione Piemonte, Coordinamento Associazioni Ambientaliste di Cuneo, Pro Natura Cuneo, Legambiente Cuneo, LIPU Sezione di Cuneo, Italia Nostra Sez. di Mondovì e Comitato per la tutela e la salvaguardia del Monte Porale.
«L’eolico non conviene». Parla il sindaco di Erchie (Brindisi)
MANDURIA – «Ci avevano fatto credere che ci sarebbero stati ritorni economici per il nostro comune e vantaggi occupazionali per il territorio, ma non è niente vero. Stiamo valutando strade di natura giudiziarie». La confessione è del sindaco di Erchie, Giuseppe Margheriti, il primo a cedere alle lusinghe degli investitori della green energy che in casa sua hanno già ottenuto 17 autorizzazioni per altrettante torri eoliche nelle campagne di Erchie ed altre 30 sono in fase di valutazione. Il primo cittadino si lascia così andare nell’ ultimo servizio prodotto dal movimento Giovani per Manduria, «10 minuti per Manduria», che potrete seguire domani nella sua forma integrale. «Per realizzare gli impianti previsti nel progetto – spiega Margheriti – occorrevano 45 milioni di euro», una cifra impossibile per gli imprenditori nostrani. «Così tutto è stato venduto alla Toshiba che non sa nemmeno dove si trovi Erchie così tutti i lavori sono stati subappaltati a imprese esterne senza nessuna ricaduta sull’economia locale». Incalcolabile poi il danno ambientale prospettato dal sindaco di Erchie che riconosce il proprio errore anche in questo settore. «Credevo che l’impatto ambientale riguardasse solo i 40 metri quadrati che occupa una torre, ma non avevo considerato le opere necessarie per collegare tra loro le turbine e per mettere in rete l’energia: centinaia di metri di muretti a secco, ettari di macchia mediterranea e cinquecento alberi di ulivo secolari». E questo solo per 17 torri. Provate ad immaginare lo stesso impatto sull’ambiente rapportato alle 63 pali che le stesse società che risiedono in Via dei Mille a Manduria vorrebbero realizzare nelle terre del Primitivo.
Le relative istanze di valutazione di impatto ambientale sono state presentate alla Regione Puglia che ha già chiesto pareri alle istituzioni locali e provinciali. Il comune di Manduria ha già espresso parere contrario alla Via e la parola ora tocca alla Regione.
Per un’altra domanda il cui iter è iniziato prima, relativa a una piccola stazione eolica di cinque torri in contrada Giustiniani, sulla Manduria Maruggio, la fase autorizzativa è già in uno stato avanzato. Pere che per queste cinque torri, nonostante il parere contrario del comune, nessuno possa più opporsi anche per l’assenso ottenuto dalla competente commissione paesaggistica comunale.
Due appelli
Ci perviene della Rete della Resistenza sui Crinali un comunicato stampa dal titolo: Appello ai partiti e ai candidati delle associazioni ambientaliste Italia Nostra, Amici della Terra, Mountain Wilderness, Comitato Nazionale per il Paesaggio, Comitato per la Bellezza, Altura, Movimento Azzurro.
Il testo del comunicato e’ consultabile al seguente link
http://www.viadalvento.org/paesaggio/ancora-eolico-grazie-basta-cosi/
Molte delle osservazioni contenute nel testo, riferite all’andamento delle aste competitive per ammettere agli incentivi pubblici gli impianti eolici industriali, sono assolutamente condivisibili dal nostro comitato, come lo sono le valutazioni sull’impatto devastante che l’eolico industriale e il fotovoltaico a terra presentano all’interno di ambienti naturali.
La parte finale del testo contiene una pesante critica ad un documento di Legambiente, WWF e Greenpeace che a quanto ci risulta non e’ stato ancora reso pubblico, il che non consente a chi legge di compiere le doverose verifiche. Per questo motivo e soprattutto per i termini in cui e’ formulata questa censura, non la condividiamo: da quando il nostro comitato esiste la collaborazione con le sezioni del WWF e di Legambiente e’ stato preziosa e leale.
Sulle scelte delle strutture centrali di queste associazioni in materia di energie rinnovabili possiamo avere opinioni critiche, come anche su quelle compiute su altri temi dalle associazioni firmatarie dell’appello, ma non condividiamo l’utilizzo di una certa terminologia (“terrorismo”) nei confronti di associazioni che, a livello locale, sono state vicine alle nostre istanze sia sulle rinnovabili sia su altri temi ambientali.
In tema di appelli, per non fermarci al solo dato economico della sacrosanta critica agli sprechi originati dal meccanismo degli incentivi a impianti discutibili, a nostra volta segnaliamo a chi ci legge quello intitolato La Terra non si governa con l’economia, sottoscritto da circa duecento ricercatori e citato in televisione da Luca Mercalli, il testo e’ al seguente link
http://www.nimbus.it/arealim/appelloscienzaeconomia/appelloscienzaeconomia.asp
Sentenza del Consiglio di Stato sul vincolo di inedificabilità del PPR piemontese

Risale allo scorso luglio la sentenza del Tar Piemonte riferita al progetto di eolico sul monte Mindino a Garessio, in quanto il tribunale tra l’altro aveva ritenuto non applicabile al caso degli impianti eolici il vincolo di inedificabilita’ di 50 metri a partire dai crinali montani stabilito da una norma del piano paesaggistico piemontese. Pochi giorni fa, il 15 gennaio 2013, e’ stata pubblicata la sentenza numero 220/2013 (vedi questo link) del Consiglio di Stato che ha deciso circa due ricorsi, presentati dalla Regione Piemonte e dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, entrambi proposti contro la sentenza del Tar Piemonte. La sentenza del consiglio di Stato accoglie invece i ricorsi, considerandoli manifestamente fondati e dispone che la sentenza del Tar sia riformata. Il provvedimento con cui il Consiglio dei Ministri aveva bocciato il progetto riprende piena efficacia, quindi di fatto lo stop all’eolico sul Mindino e’ confermato Si tratta di una decisione importante perche’ conferma che sono tuttora validi alcuni principi di diritto che con la sentenza del Tar sembravano vacillare Ricordiamo poi che, sempre al Tar Piemonte, e’ pendente, con udienza fissata al giugno 2013, il ricorso della societa’ Equipe Giarolo Energia, la quale, stando alle dichiarazioni lette sui giornali locali, confidava che le tesi appena cassate dal Consiglio di Stato potessero essere applicate anche nella causa ancora pendente. I giudici del Consiglio di Stato tra l’altro scrivono: la questione se la previsione di una tale inedificabilità assoluta [in un intorno di 50 metri dai crinali sia in se’ ostativa anche agli impianti eolici appare nel caso presente corretta, posto che la sua ratio (tutela del paesaggio) facilmente conduce, per la finalita’ della norma, all’assimilazione di questi impianti alle costruzioni vere e proprie, dato che si verte di impatto visivo e non essendo quello delle torri eoliche inferiore a quello ordinario dei manufatti. In sostanza, per il Consiglio di stato il vincolo di inedificabilita’ e’ legittimo ed e’ applicabile anche agli impianti eolici.
Eolico tra Borbera e Curone, lo stato dei progetti
