
Anche il nostro Comitato condivide le motivazioni della manifestazione, ben illustrate nel comunicato di Legambiente Voghera e Oltrepo di cui riportiamo le conclusioni.
“Da più di 30 anni il nostro territorio è stato oggetto di numerosi
impianti con ricadute notevoli sulla qualità ambientale in generale
(inquinamento dell’aria, del suolo, sfruttamento dei terreni) nonostante
vigessero tutte le leggi per la prevenzione e precauzione. Questo di
Retorbido è l’ennesimo progetto che testimonia l’impoverimento del
nostro territorio.
Certo gli insediamenti produttivi rappresentano un importante interesse
non solo per l’economia ma, in questo caso, anche per l’ambiente, poiché
si tratta di riciclo di pneumatici. Meritevole è l’idea di voler
riciclare un rifiuto, peccato che l’impianto sorgerebbe in un territorio
nel quale i dati dimostrano l’inesistenza di un sistema moderno e
civile di organizzazione della raccolta differenziata dei rifiuti.
Purtroppo la idea nostra coincide col fatto che tutto si riduca ad
un’attività di sfruttamento, trascurando esigenze di sicurezza, effetti e
ricadute sugli ecosistemi, portando sempre di più questo territorio al
degrado”.
“Noi non ci rassegniamo a questo declino. Mai è stata fatta una verifica
adeguata che valutasse effettivamente il problema della concentrazione
degli impianti, dei relativi inquinamenti, e cosa comportano in termini
di degrado territoriale gli interventi esistenti e quelli in
programmazione. Più volte abbiamo denunciato la mancanza di
programmazione causata da un’insipienza della classe politica, dirigente
e imprenditoriale. Un territorio come quello dell’Oltrepo, ne siamo
convinti, andrebbe “sfruttato” per le potenzialità economiche in grado
di offrire: viticoltura, agricoltura, turismo. In questo caso, pero’,
gli enti locali e le popolazioni hanno espresso, con atti e migliaia di
firme raccolte, che cosa si vuole, pertanto abbiamo detto NO
all’impianto di recupero degli pneumatici”.
