avanti con il Parco Naturale dell’alta val Borbera

carmo
monte Carmo

Tra le tante associazioni che fin dall’inizio hanno sostenuto, in maniera propositiva e partecipata, il percorso che ha condotto alla costituzione del Parco Naturale dell’Alta Val Borbera, fortemente voluto dall’amministrazione comunale di Carrega Ligure, ci siamo anche noi, il Comitato per il territorio delle Quattro Province. E noi restiamo convinti che la scelta di affidare tutte le Aree Protette presenti nell’Appennino piemontese ad un unico gestore sia stato un primo successo, ma deve essere il punto di partenza a cui far seguire atti concreti per creare un rapporto efficace e di fiducia con tutti i cittadini che nel Parco hanno creduto. Il confronto e la critica sono ingredienti indispensabili di ogni processo partecipativo e anche l’operato dell’Ente di gestione non può e non potrà sottrarsi a questo vaglio.
Sia come comitato sia come singole individualità abbiamo fin dall’inizio cercato confronto e dialogo con l’Ente di gestione sui temi ambientali, sociali e economici che più ci stanno a cuore, salutando con grande soddisfazione l’affidamento all’Ente di gestione, oltre che della ZSC Massiccio dell’Antola, Monte Carmo, Monte Legnà (all’interno della quale rientrano i confini del nuovo parco), anche della ZPS Dorsale Monte Ebro Monte Chiappo e della ZSC Strette della Valle Borbera. Nello stesso tempo abbiamo ripetutamente rilevato la necessità che l’Ente di gestione, per far fronte a un compito di tale importanza su di un territorio così vasto, sia dotato di un numero adeguato di personale, sia per la vigilanza, sia per le numerose problematiche legate alla tutela e alla gestione dell’ambiente naturale e della fauna selvatica, alla pianificazione delle attività connesse al patrimonio forestale e al pascolo, alla promozione turistico-naturalistica dell’area interessata.
Abbiamo altresì apprezzato l’impegno dell’Ente di gestione nell’organizzazione degli incontri partecipati finalizzati alla realizzazione del piano forestale della ZSC Massiccio dell’Antola, Monte Carmo, Monte Legnà, incontri ai quali abbiamo partecipato insieme a tanti cittadini e a molte altre associazioni e realtà culturali ed economiche del territorio.
Ugualmente riteniamo dover riconoscere l’impegno del personale dell’Ente di gestione nel percorso per le associazioni fondiarie fortemente voluto dal comune di Carrega ligure, alternativa valida ed esemplare alle operazioni di compravendita del patrimonio forestale della Val Borbera da parte di aziende di provenienza esterna al territorio per operazioni di taglio finalizzate al business delle biomasse.
A tale proposito, riconosciamo all’Ente di gestione anche l’istituzione del corridoio ecologico del versante dei monti Porreio Legnà Cavalmurone, importante strumento normativo di tutela ambientale per regolamentare in senso naturalistico e sostenibile la gestione delle foreste di quel versante di Val Borbera che costituisce il naturale collegamento tra l’attuale Parco (in territorio del comune di Carrega Ligure) e la ZPS Dorsale Monte Ebro Monte Chiappo, nell’auspicabile prospettiva di un ampliamento del parco o del territorio Natura 2000 anche ai confinanti comuni di Cabella Ligure e Mongiardino Ligure
Come comitato abbiamo sostenuto la richiesta avanzata dal sindaco di Carrega Ligure affinché si renda il più possibile costante la presenza di personale dell’Ente di gestione nel parco valborberino utilizzando nel modo più efficace le disponibilità logistiche messe a disposizione dallo stesso comune. Al tempo stesso auspichiamo che in tutti i soggetti coinvolti nella gestione del territorio delle aree protette piemontesi prevalga una visione globale, non localistica, che tenga conto di una gestione integrata dell’intero territorio protetto, in uno spirito di collaborazione e non di contrapposizione tra le varie parti, all’interno di una visione delle aree naturali appenniniche piemontesi come di ambienti che proprio nella loro diversità possono reciprocamente valorizzarsi anche dal punto di vista di un rilancio turistico-naturalistico ed economico.
Proprio in questa prospettiva di dialogo, e conformemente a quanto già intrapreso con l’amministrazione precedente, ci riproponiamo di mettere a disposizione di chi sarà chiamato a continuarne il lavoro svolto, la nostra conoscenza dei valori e delle problematiche ambientali dell’area della val Borbera interessata dalla presenza del nuovo parco e dei siti Rete Natura 2000, per portare il nostro contributo perché il Parco Naturale dell’alta val Borbera svolga al meglio la sua funzione di valorizzazione naturalistica, ambientale, sociale, culturale ed economica per questo territorio dalle potenzialità ancora in gran parte inespresse.

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